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Il festival delle radici tabarchine “Ràixe d’@amare” si sposta sul mare unendo identità e cultura nel Mediterraneo

Un'immersione nelle origini e nel futuro della cultura tabarchina, unendo le comunità di Calasetta e Carloforte attraverso un viaggio affascinante tra terra e mare: ospiti lo scrittore Massimo Carlotto, il musicista e cantautore calasettano Matteo Leone, il giornalista inglese James Bone e il musicista e cantautore carlofortino Battista Dagnino

di Redazione
29 Giugno 2023
in Eventi, Libri, Musica, Sardegna
🕓 3 MINUTI DI LETTURA
54 1
Ràixe d'amare
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Il festival delle radici tabarchine “Ràixe d’@amare”, giunge alla terza edizione e si sposta sul mare, simbolo del viaggio plurisecolare dei liguri che attorno al 1540 vennero mandati in Tunisia, sull’isola di Tabarka, a pescare corallo e vi rimasero circa due secoli per poi trasferirsi principalmente sulle isole sarde di San Pietro e Sant’Antioco.

Quel mare che per la Cooperativa Millepiedi onlus, organizzatrice dell’evento, unisce e non separa i tabarchini oggi sparsi nel Mediterraneo, in particolare le due comunità di Calasetta (sull’isola di Sant’Antioco) e Carloforte (su quella di San Pietro), dove è forte il sentimento di identità culturale e linguistica.

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Non a caso a Calasetta è nato il museo/archivio digitale Raixe (radici) e a Carloforte il Polo linguistico tabarchino. Proprio da queste sedi, dopo i saluti istituzionali con i sindaci dei due Comuni, partirà il viaggio per conoscere meglio le origini e le prospettive delle due comunità.

Un viaggio per terra e per mare, ma soprattutto in mezzo alle onde, con l’ambizione di guardare la storia da diversi punti di vista, così come di dare voce alle genti – anche straniere, i cosiddetti “furesti” – che contribuiscono a tessere il passato con il futuro.

“Il tabarchino è emblema della contaminazione tra popoli e culture nel Mediterraneo”, dice Marzia Varaldo “con questa edizione di Raixe d’@amare vogliamo fare il punto sull’identità tabarchina e provare a mettere insieme il sentimento di chi la vive alla curiosità di chi la osserva”.

Martedì 4 luglio a Calasetta (ore 18, Raixe) e mercoledì 5 luglio a Carloforte (ore 18:45, Polo linguistico) sarà un “Viaggio ai confini della tabarchinità”.

L’accoglienza è a cura di Marzia Varaldo, presidente della Cooperativa Millepiedi, in dialogo con i sindaci di Calasetta e Carloforte, mentre due brevi visite sono condotte rispettivamente da Remigio Scopelliti e Andrea Luxoro.

Subito dopo sono previste due traversate di andata e ritorno, di 30 minuti l’una, sui traghetti Delcomar con personaggi di spicco della cultura: martedì 4 luglio sulla tratta Calasetta-Carloforte con partenza alle 19:30 lo scrittore Massimo Carlotto (autore, tra gli altri, del noir “Il mistero di Mangiabarche”) dialoga con l’antropologo Luca Navarra.

Per il viaggio di ritorno, sulla tratta Carloforte-Calasetta con partenza alle 20:15 il musicista e cantautore calasettano Matteo Leone, appassionato di jazz e blues ma sempre più famoso per i suoi concerti in tabarchino, si esibisce con brani dal nuovo disco “Raixe”.

Mercoledì 5 luglio sulla tratta Carloforte-Calasetta con partenza alle 20:15 il giornalista inglese James Bone, ex corrispondente del Times e del Daily Telegraph che oggi vive tra New York, Londra e Carloforte, dialoga con l’antropologo Luca Navarra.

Per il viaggio di ritorno, sulla tratta Calasetta-Carloforte con partenza alle 21 il musicista e cantautore carlofortino Battista Dagnino, autore di diversi brani in tabarchino e celebre per lo spettacolo “In sce unde de Faber”, in cui reinterpreta le canzoni di Fabrizio De André, si esibisce nel concerto “A ca insciû mò” (la casa sul mare).

L’evento è stato reso possibile grazie ai contributi dei Comuni di Calasetta e di Carloforte, di una campagna di crowdfunding e della collaborazione dell’associazione Botti du Shcoggiu.

Il biglietto di andata e ritorno per le traversate protagoniste del festival delle radici tabarchine costa 5 euro e si acquista direttamente presso il museo Raixe di Calasetta (via Principe Umberto I 61) o il Polo linguistico di Carloforte (via XX Settembre 48). Include la partecipazione agli eventi a bordo, un assaggio del prelibato cous cous di Betta Rombi, un bicchiere di Carignano del Sulcis, e contribuisce a sostenere il progetto di promozione della cultura tabarchina.

Tags: CalasettaCarlofortelibrimusica
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Una promessa nata nel tempo della peste.
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Attraversa strade, volti, abiti, silenzi e preghiere.
E racconta ancora oggi un legame profondo con la città e con la sua identità. ⛪🌺🐂  🔗 Chiara Medinas ricostruisce le origini e il significato di questa devozione: l’articolo completo è su SHmag.it.  📸 ©️Chiara Medinas e ©️Depositphotos
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📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
📷 Santa Maria Maggiore: ©️ales&ales
📷 Veduta di Orune: ©️trolvag
  • 🕯️ Nel cuore del quartiere Castello di Cagliari si cela un passaggio che da secoli sussurra segreti. Via Alberto Lamarmora, antica ruga Mercatorum dei mercanti pisani, dimora di nobili e argentieri, nasconde tra i suoi vicoli stretti il Portico delle Anime.  🌙 Un tunnel angusto illuminato solo da una lampada fioca, dove l’effige della Madonna delle Grazie veglia su un mistero inquietante. Gli abitanti raccontano di aver udito lamenti di anime in pena davanti al quadro sacro. Ombre che si muovono, voci indistinte che emergono dal buio.  ⚔️ Si narra che durante un Giovedì Santo, Sant’Efisio apparve minaccioso nel portico a un sabotatore intenzionato ad avvelenare le acquasantiere delle chiese cagliaritane. Il santo lo fermò sul nascere. Da allora, ogni anno, il suo simulacro sosta davanti alla Vergine in processione. Una tradizione che unisce fede e leggenda, viva ancora oggi.  🏛️ Tra palazzi segnati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e archi gotico-catalani, il Portico conserva un fascino che sfida il tempo. Cagliari di giorno è luce, ma di notte Castello rivela il suo volto enigmatico.  👉 La storia completa di Raffaella Piras, con tutti i dettagli delle leggende e della storia del luogo, ti aspetta su SHmag.it 📰
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  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️  🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
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