Il recital “Storie Spagnole del Siglo de Oro” porta in Sardegna un itinerario musicale nella Spagna tra Cinquecento e Seicento. Il violinista e musicologo sassarese Alberto Sanna, insieme all’ensemble Dolci Accenti, si esibisce in due date: venerdì 27 febbraio alle 20:30 al Teatro Costantino di Macomer e sabato 28 febbraio alle 21 al Teatro del Carmine di Tempio Pausania. L’evento fa parte della Stagione di Musica 2025-2026 organizzata dal CeDAC Sardegna.
Alberto Sanna, allievo di Felice Cusano e Zinaida Gilels, ha approfondito strumenti antichi con Phoebe Carrai e Manfredo Kraemer e musicologia con Laurence Dreyfus. Residente in Gran Bretagna, dove insegna musica antica, guida l’ascolto di un’antologia che mescola romances y glosas, danzas bajas y altas, canciones y bailes, caricaturas e diferencias. Questi brani attingono a poemi cavallereschi, composizioni per organo, ritmi di danza, canti sacri e profani, balli popolari.
Il programma si articola in cinque sezioni. Si apre con “Un secolo d’oro”, da “Pues no me queréis hablar” anonimo a “Mira, Nero de Tarpeya” di Francisco Fernández Palero e “Rujero y Paradetas” di Gaspar Sanz. Segue “Anche i ricchi ballano”, con “El rey de España”, la Danza Alta di Francisco de la Torre e le tre Recercadas di Diego Ortiz, autore del “Tratado de Glosas”. Poi “La ricerca della felicità”, tra “Al alva venid, buen amigo”, “Niña y viña”, “Paseábase el rey moro”, “El villano” e la Chacona “¡A la vida bona!” di Juan Arañés, citata nel “Don Chisciotte” di Cervantes. “Altre voci” presenta “Propiñán de Melyor” anonimo e “La tricotea San Martín la vea” di Alonso de la Plaja. Chiude “Tieni il tempo”, con variazioni sulla “Follia” di Diego Ortiz, “Guárdame las vacas” di Luis de Narváez e Diego Ortiz, e diferencias su Passamezzo antico e moderno di Ortiz.
Sul palco con Sanna, narratore e violinista, suonano Daniele Cernuto alla viola da gamba, Calogero Sportato ad arciliuto e tiorba, Davide Pili alla chitarra e Andrea Lubino a tamburi e percussioni. L’ensemble evoca la società del Siglo de Oro, periodo dei regni asburgici di Filippo II, III e IV, che dominarono Spagna, Indie, Portogallo, Napoli, Sicilia, Sardegna, Milano e Borgogna.
«Il cosiddetto Siglo de Oro è il periodo aureo della cultura spagnola, iberica e iberoamericana, compreso tra il XVI e il XVII secolo, e corrispondente ai regni di Filippo II (1556–1598), Filippo III (1598–1621) e Filippo IV (1621–1665) della casa reale d’Asburgo di Spagna», spiega Sanna. «Questi sovrani erano contemporaneamente Re di Spagna e delle Indie, Re del Portogallo e degli Algarve, Re di Napoli, Re di Sicilia, Re di Sardegna, Duca di Milano e Duca di Borgogna». Le arti prosperarono grazie a corti, ordini religiosi e ricchezza dalle miniere americane, specialmente a Siviglia, con figure come El Greco, Velázquez, Góngora, Cervantes, Lope de Vega, Tomás Luis de Victoria, Cristóbal de Morales e Francisco Guerrero.
Lo spettacolo rende vive le storie di nobili, popolani, chierici e laici. «In questo spettacolo musicale coinvolgente ed interattivo, raccontiamo le storie della gente che popolava le sterminate terre della Corona di Spagna durante l’epoca d’oro della sua arte, letteratura e musica, attraverso i loro suoni ricchi di sensualità e di colori», prosegue Sanna. «Questi personaggi erano donne e uomini, nobili e popolani, poveri e ricchi, chierici e laici, e sebbene possano apparire pittoreschi, in fondo non erano molto diversi da noi». La musica collega al “Cancionero Musical de Palacio”, raccolta di baiIle, canción, pastoril, romance, serranilla e villancico, sacri o morali.
Questa dominazione spagnola in Sardegna, dalla conquista di Cagliari e Alghero al Trattato di Utrecht, influenzò letteratura, musica, teatro e arti, assimilando aristocrazie locali. Il recital intreccia tradizioni iberiche, italiane ed europee, offrendo un affresco sonoro di un’epoca lontana ma umana.






































