Francesco Marras ci viene incontro accompagnato da Agnes, un bellissimo meticcio nero, sua inseparabile compagna di giochi e di lavoro. «È con me da tre anni», racconta. «Mi fa sempre compagnia, posso dire che sia la mia assistente in studio». In effetti, nel suo studio di registrazione Francesco trascorre parecchio tempo e non può essere diversamente: sono tante le collaborazioni a progetti di diversi artisti sulla scena nazionale e internazionale. E poi c’è l’ultimo suo disco, un lavoro autoprodotto che ha richiesto cinque anni di gestazione. Lasciamo a lui la parola su Time Flies anche perché, come il titolo stesso del suo lavoro recita, il tempo vola.

«Time Flies è il mio secondo disco solista strumentale. Il primo risale al 2011 con titolo Black Sheep. Ci sono voluti un po’ di anni prima che tornassi a produrre un disco anche perché il lavoro è abbastanza complesso. Io mi autoproduco: compongo, registro, rielaboro, faccio tutto da solo nel mio studio di registrazione, lo Screaming Shadows Studio qui a Sassari.».

Mi parlavi anche di collaborazioni importanti, sia per il primo disco che per questo nuovo.
Per il primo disco sono riuscito a collaborare con John Macaluso, un batterista americano che ha suonato con Malmsteen, con gli Ark e diversi altri nomi noti. Sempre alle batterie ho avuto Raphael Saini di Cagliari e non poteva mancare Alessandro Del Vecchio, che è un mio carissimo amico con cui collaboro per diversi progetti. In Time Flies, invece, ho avuto la possibilità e l’onore di collaborare con Jason Rullo, il batterista dei Symphony X, che è il secondo gruppo Progressive Metal di spessore mondiale dopo i Dream Theatre. Tramite amici comuni sono riuscito ad avere questa grande opportunità per un brano del disco e, tra l’altro, compare anche in uno spezzone video mentre registra in studio, lo si può vedere sul mio canale YouTube.

 

 

Hai suonato anche dal vivo con grandi nomi?
Sì, come turnista ho suonato un paio di anni fa al Frontiers Rock Festival, a Trezzo sull’Adda vicino a Milano, dove ho conosciuto Daniel Flores, batterista e produttore dei The Murder of My Sweet e ho potuto suonare con Angelica Rylin. Molti dei musicisti che ho conosciuto poi hanno collaborato per Time Flies, e questo è stato possibile grazie a internet e ai social che oggi permettono di entrare in contatto con relativa facilità.

Quali sono gli artisti che, negli anni, ti hanno ispirato?
Io sono nato nel 1982 e ho iniziato ad ascoltare Hard Rock ed Heavy Metal quando avevo otto anni, molto presto perché avendo un fratello più grande che ascoltava quei generi, mi sono appassionato anche io. La mia più grande ispirazione son sempre stati gli Iron Maiden. Poi, ovviamente, negli anni il bagaglio musicale e culturale si è ampliato tantissimo, ho scoperto tanti altri generi e musicisti. Dal punto di vista chitarristico, per esempio, mi hanno ispirato molto Steve Vai, Joe Satriani, e tanti altri.

Cosa vuoi trasmettere con la tua musica e con Time Flies?
C’è da dire che Time Flies è veramente un disco molto versatile, è molto ampio come generi musicali: non è prettamente Metal. Ascoltandolo ci si trovano brani Rock Blues o Funk Rock, Progressive Rock, Progressive Metal, Blues, ecc. Nei dischi strumentali, personalmente, cerco sempre di mettere il massimo e di esprimermi in totale libertà. Tutto quello che ho ascoltato e che mi piace, che mi viene di sentimento, io lo metto dentro quei dischi. Come mood, molti brani hanno delle melodie che sono magari malinconiche o comunque riflessive, intimistiche. Ecco, cerco di esprimere tutto questo e spero che arrivi all’ascoltatore. Un altro aspetto al quale ho fatto grandissima attenzione nella produzione del disco è stato la melodia. Volevo cioè creare un disco che fosse melodico, bello da ascoltare e non uno sfoggio di pura tecnica chitarristica.

Per entrare nell’universo musicale di Francesco Marras potete andare sulla sua pagina Facebook oppure visitare il sito francescomarras.com.