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AD ALGHERO IL FESTIVAL DEL BARRI VELL “WINTER”

di Redazione
19 Dicembre 2016
in Musica, Sassari
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Il Festival del Barri Vell in versione “Winter” ritorna ad Alghero per la sua quinta edizione, nell’ambito delle manifestazioni promosse dal Comune di Alghero e dalla Fondazione Meta per il Capodanno “Cap d’Any” 2016.

Nata con l’intento di portare la musica internazionale di qualità nel cuore della città catalana di Sardegna, la manifestazione propone ogni anno una sessione estiva e una invernale. Quest’anno il Festival del Barri Vell “Winter” si articola in tre giornate, 26, 27, 28 dicembre, che si svolgeranno all’interno del centro storico di Alghero, con tre appuntamenti tra jazz e musica popolare.

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Il 26 dicembre, nella Sala Convegni Lo Quarter, dalle ore 16.00 alle 20.00 il Festival si apre con “Trentain2”, incontro dedicato ai 30 anni del sodalizio artistico che unisce due musicisti algheresi, il sassofonista Enzo Favata e il chitarrista Marcello Peghin. Sarà l’occasione per festeggiare tre decadi di collaborazione artistica, raccontando la loro esperienza nei festival e nei teatri di tutto il mondo e la condivisione di tanti momenti legati alla musica, gli incontri con tanti altri artisti tra Europa, America Latina, Africa. Si parlerà anche di arte e creatività, di come nasce la musica e di come si coltiva il talento; si converserà su temi fondamentali per il jazz, come l’improvvisazione e la relazione con altri generi musicali e altri linguaggi artistici che tanta parte ha avuto nella produzione dei due musicisti; spazio anche ai filmati, a momenti concertistici e alle domande del pubblico, con brindisi finale.

 

Il 27 dicembre alla Torre di San Giovanni, dalle ore 17 alle ore 20, l’appuntamento è con la musica popolare della Sardegna.

Nelle tre ore del concerto si alterneranno il virtuoso della chitarra baritono sarda Ignazio Cadeddu e Su Cuncordu de Cheremule con i canti della tradizione natalizia.

Ignazio Cadeddu, chitarrista e ricercatore in etnomusicologia, è un eccellente interprete delle musiche popolari, da quella sarda al blues e al rock. Affascinato dal suono delle launeddas, si dedica allo studio di questo repertorio, trasferendo sulla chitarra, con l’uso di accordature aperte, le nodas dei balli sardi. Nel 2004 pubblica il primo cd :”Pizzicata, ballus a chiterra”, a cui fa seguito nel 2010 “Cordas a cuncordu”. Come ricercatore in etnomusicologia, da qualche anno ha scoperto la passione per la costruzione di strumenti a corda che mette a frutto dando vita a diversi strumenti quali cigar box guitars, wine box guitars, ispirati alla tradizione del blues rurale americano, Porterà con sé anche questi originalissimi strumenti costruiti con materiali di riciclo e dalle forme più disparate.

Il Coro Su Cuncordu de Cheremule, depositario della tradizione polifonica a quattro voci del Mejlogu, è composto da Leonardo Pittalis, ‘oghe; Luigi Chighine, mesa ‘oghe, Luigi Sanna, mesa ‘oghe; Antonio Zara, contra; Giovanni Pisanu, basciu.

La tradizione del canto “a cuncordu”, polifonia di quattro voci maschili con repertorio quasi esclusivamente religioso, è rappresentato in diversi paesi della Sardegna, soprattutto durante i riti della Settimana Santa. Tra i cori più celebri si annoverano quelli di Castelsardo, Santulussurgiu, Cuglieri, Orosei.

Su Cuncordu de Cheremule si inserisce a pieno titolo in questa tradizione, documentato negli anni Cinquanta nelle registrazioni realizzate nel corso di un lungo progetto di ricerca in tutta la Sardegna condotto da tre dei più autorevoli etnomusicologi dell’epoca quali Pietro Sassu, Leonardo Sole e Diego Carpitella, e poi pubblicate su vinile nella collana diretta da Roberto Leydi. Ma non tutte le tradizioni seguono un percorso lineare, alcune si perdono, altre si trasformano. L’esperienza dei cantori che ascolteremo in questa occasione racconta il lavoro di recupero a partire dalla memoria dei più anziani, di attenta e paziente ricostruzione e riappropriazione di moduli e stilemi particolari, per interpretare il canto di tutta la comunità. Per l’occasione sarà presentato il repertorio dei canti che accompagnano il Natale e l’Epifania: “A su nascher de Gesus”; “Celeste tesoro”; “A Gesus in allegria”; “Sos tres res”. Al termine non potrà mancare l’inno sardo “Procurade ‘e moderare”. I testi sono in sardo logudorese.

 

Trio Favata Maiore Peghin

 

Il 28 dicembre al Cinema Miramare alle ore 20,30 Enzo Favata ai sassofoni, Marcello Peghin alle chitarre, Salvatore Maiore al contrabbasso presentano The Secret Window, nuovo progetto musicale, già conosciuto a livello internazionale, che vede impegnati tre musicisti fra i più rappresentativi del jazz italiano.

Enzo Favata, sassofonista e compositore, è un musicista che ama la ricerca e le confluenze tra musica improvvisata, elettronica e musiche popolari della sua isola, la Sardegna, e di altri paesi. Nella sua carriera ha presentato la sua musica nei festival jazz più importanti tra i quali Berlino, Edimburgo, Oslo, Garana, Roma, Barcellona e molti altri. Ha suonato con Miroslav Vitous, Dave Liebman, Omar Sosa, Enrico Rava, Mulatu Astatke, Metropole Orkest, Dino Saluzzi, Eivind Aarset, Jan Bang, Anja Lechner, Joseph Jarman e molti altri. Recentemente è stato invitato in Iran a suonare e registrare con musicisti iraniani di musica moderna e tradizionale. Ha pubblicato 16 CD come leader. Marcello Peghin è un chitarrista a suo agio tanto nella classica come nella musica improvvisata; suona un gran numero di strumenti a corda, come la chitarra baritono, la viola caipira, la chitarra elettrica. Ha suonato con la cantante Sainkho Namtchylak e molti musicisti di grande rilievo, come Dino Saluzzi, Enrico Rava, Giberto Gil. Ha trascritto per chitarra ed inciso “Variazioni Goldberg” e “Clavicembalo ben temperato” di J. S. Bach. Salvatore Maiore, docente di contrabbasso, svolge anche un’intensa attività concertistica internazionale. Con il suo strumento ha accompagnato molti dei più noti musicisti contemporanei, come Stefano Battaglia, Kenny Wheeler, Lee Konitz, Nguyên Lê, Billy Cobham, Franco D’Andrea, L. Butch Morris, Joseph Jarman, Steve Grossman, Cedar Walton, Eliot Zigmund, Gianluigi Trovesi, Oliver Lake, Ralph Alessi, Chris Speed, Noa, Don Byron, Al Di Meola. Ha registrato più di 50 Cd e suonato nei più famosi festival jazz.

Il trio presenta in anteprima ad Alghero la musica di “The Secret Window”, nuovo lavoro discografico, in uscita nei primi mesi del prossimo anno. A caratterizzare l’opera è il sound che si scosta dal panorama del jazz tradizionale, con il suggestivo e inconfondibile suono di Enzo Favata al soprano sax e clarinetto basso, il profondo contrabbasso di Salvatore Maiore, dove convergono esperienze classiche e folcloriche ed il mondo sonoro del jazz europeo, le aperture e la spazialità delle armonie prodotte dalle chitarre di Marcello Peghin, tra cui la chitarra baritono, la chitarra a dieci corde e la viola caipira. E’ un incontro tra personalità artistiche di grande caratura ed esperienza, la cui maturità si esprime nel continuo ed equilibrato dialogo tra gli strumenti. Il concerto sarà accompagnato dal “live painting” dell’artista visivo Mariano Chelo.

Tutti gli spettacoli sono ad ingresso libero. Infoline: 393 8946954

Il Festival “Barri Vell” è un progetto dell’Associazione Concertistica Jana Project.

 

Tags: AlgheroBarri VellCap d’AnyEnzo Favatafestival
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Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
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