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Teatro Lirico di Cagliari: presentata la stagione “Autunno in musica 2021”

Dal 21 settembre 2 opere liriche, 1 balletto, 2 concerti sinfonico-corali e 2 concerti sinfonici, per un totale di 29 serate di spettacolo

di Redazione
17 Settembre 2021
in Cagliari, Eventi, Musica, Teatro
🕓 6 MINUTI DI LETTURA
201 4
Giuseppe Farris e Nicola Colabianchi Teatro Lirico Cagliari

Giuseppe Farris, vicepresidente del Consiglio di indirizzo Fondazione Teatro Lirico di Cagliari e Nicola Colabianchi, sovrintendente

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Cagliari. Ambientato nella valle del Reno, una giovane contadina si innamora di Albert senza sapere che è un conte e già promesso a Batilde, figlia del duca di Curlandia. Si apre con Giselle, balletto in due atti di Adolphe Adam, la stagione musicale autunnale 2021 del Teatro Lirico di Cagliari, che dopo la prestigiosa e molto partecipata serie di spettacoli d’estate nella suggestiva arena a cielo aperto di piazza Nazzari, torna nella sua sede istituzionale. Presentata oggi proprio nel foyer di platea del noto edificio di via Sant’Alenixedda, “Autunno in musica 2021”, questo il titolo della programmazione che coprirà i mesi di ottobre, novembre e dicembre, è di indubbia valenza culturale e all’altezza delle aspettative dell’esigente pubblico cagliaritano.

A sottolinearlo Giuseppe Farris e Nicola Colabianchi, rispettivamente vicepresidente Consiglio di indirizzo Fondazione Teatro Lirico di Cagliari e sovrintendente, durante la conferenza stampa di questa mattina di venerdì 17 settembre 2021. “Autunno in musica 2021”, hanno spiegato Farris e Colabianchi, propone 29 serate di spettacolo (sino al 23 dicembre), suddivise in 2 concerti sinfonico-corali e 2 concerti sinfonici (tutti replicati il giorno successivo), 1 popolarissimo balletto (7 recite) e 2 opere liriche (7 recite). Titoli inconsueti, ma certamente graditi che vengono eseguite in due nuovi allestimenti del Teatro Lirico di Cagliari. Come sempre protagonisti sono l’Orchestra e il Coro del Lirico diretto dal maestro Giovanni Andreoli.

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Il 21-22-23-24 (2 recite) 25-26 settembre, va dunque in scena Giselle, balletto in due atti di Adolphe Adam, creato a Parigi nel 1841 da Jules Perrot e Jean Coralli, in collaborazione con Jules Henri-Vernoy de Saint-Georges, su un libretto che Théophile Gautier scrisse fondendo uno dei suoi racconti (La Cafetière, 1831) con il romanzo Über Deutschland di Heinrich Heine. La coreografia, da Jean Coralli e Jules Perrot, è di Eleonora Abbagnato, celebre étoile internazionale, al suo debutto, come coreografa, in un balletto di repertorio.

L’Orchestra del Teatro Lirico è diretta dall’esperto David Garforth, mentre nei due ruoli principali si esibiscono: Maia Makhateli/Ana Sophia Scheller (Giselle) e Flavio Salamanka/Michele Satriano (Albrecht). La produzione dello spettacolo è di Daniele Cipriani Entertainment, mentre l’allestimento è della Fondazione Teatro dell’Opera di Roma e Daniele Cipriani Entertainment. Lo spettacolo è una prima esecuzione assoluta.

La musica di Adolphe Adam (Parigi, 1803-1856) rappresenta uno dei primi esempi di musica composta espressamente per un balletto che aderisca in modo perfetto al ritmo e alle figurazioni della pantomima e della danza. Giselle, balletto romantico in due atti, grazie ad uno sviluppo equilibrato delle parti mimiche, si muove su due piani distinti: nel primo atto in forma realistica e, sul finire, altamente drammatica con la morte della protagonista, innamorata e poi tradita dal proprio amante; nel secondo, incentrato sulle Villi, spiriti vaganti di fanciulle morte per amore, sul piano lirico e soprannaturale, secondo il gusto letterario del tempo. L’ultima rappresentazione di Giselle a Cagliari risale all’aprile 2005, anche se nel dicembre 2013 è andata in scena Red Giselle, accattivante e spettacolare coreografia di Boris Eifman, ispirata al celeberrimo balletto.

A Luciano Acocella, apprezzato direttore romano al suo debutto a Cagliari, spetta il compito di dirigere, alla guida delle compagini orchestrale e corale, il concerto dell’1-2 ottobre che propone un programma che spazia dall’eleganza formale di Nielsen al romanticismo dello Schicksalslied di Brahms, fino a quello della Renana di Schumann, mirabile sintesi della poetica del grande compositore tedesco.

L’8-9 ottobre ritornano i due complessi stabili della Fondazione per un programma musicale che prevede la celeberrima Moldava di Smetana, la rarissima cantata per coro La regina prigioniera di Sibelius e la Prima Sinfonia di un appena ventiseienne Čajkovskij. Questa volta a dirigere le due serate si presenta Diego Ceretta (Milano, 1996), giovanissimo direttore, violinista e compositore, al suo atteso debutto a Cagliari.

Raffinato, insolito e veramente imperdibile il concerto del 22-23 ottobre, con ancora un debutto a Cagliari: è la volta del giovane tedesco Nikolas Nägele (classe 1987) che dirige l’Orchestra nella grandiosa e monumentale Quarta Sinfonia “Romantica” di Bruckner.

L’aulica eleganza di Orfeo ed Euridice di Christoph Willibald Gluck segna l’attesissimo ritorno dell’opera al Teatro Lirico di Cagliari, dopo Don Pasquale di Donizetti dello scorso maggio. Le 7 recite (12-13-14-16-17-19-20 novembre) dell’azione teatrale in tre atti, su libretto di Ranieri de’ Calzabigi, vengono eseguite in un nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari con la regia e i costumi di Nicola Berloffa (Cuneo, 1980), artista tra i più promettenti della sua generazione che ha già lavorato a Cagliari come assistente di Luca Ronconi, e la direzione musicale del greco George Petrou (nato ad Atene), considerato uno dei più sensibili interpreti del repertorio barocco, al suo debutto a Cagliari. Nei tre ruoli dell’opera cantano: Victória Pitts/Caterina Dellaere (Orfeo), Theodora Raftis/Francesca Sassu (Euridice), Silvia Frigato/Giulia Della Peruta (Amore). L’ultima edizione dell’opera a Cagliari risale al gennaio 2010, quando venne eseguita in forma di concerto.

Rappresentato, per la prima volta, al Burgtheater di Vienna il 5 ottobre del 1762, Orfeo ed Euridice di Christoph Willibald Gluck (Erasbach, Palatinato bavarese, 1714 – Vienna, 1787) segna l’inizio di quella che è comunemente nota come “riforma del melodramma” e che poi, con il successivo Alceste (1767), perfeziona e definisce. La “riforma” segue i canoni della tragedia greca classica che, peraltro, è già alla base del melodramma barocco, perseguendo, con un rigore estetico-musicale originalissimo per l’epoca, l’unitarietà del dramma.

Il direttore Diego Dini Ciacci (Trento, 1960), uno dei migliori oboisti della scena internazionale, debutta a Cagliari, il 26-27 novembre, alla guida del complesso orchestrale, con il quarto e ultimo concerto della rassegna che si apre, come consuetudine annuale, con una nuova composizione su commissione del Teatro Lirico, in prima esecuzione assoluta, che, quest’anno, è firmata da Sergio Rendine (Napoli, 1954), uno dei più celebri, prolifici e versatili compositori contemporanei che ritorna a Cagliari dopo l’esecuzione della sua La Tavola di Smeraldo di Ermete Trismegisto per coro e orchestra, sempre su commissione e in prima esecuzione assoluta, che ebbe ampio successo di pubblico e critica il 9-10 novembre 2012. A seguire l’Ottava Sinfonia di Beethoven e la Terza Sinfonia “Scozzese” di Mendelssohn-Bartholdy.

“Autunno in musica 2021” si conclude con le 7 recite (16-17-18-19-21-22-23 dicembre) di La fille du régiment di Gaetano Donizetti, opéra-comique in due atti su libretto di Jean-François-Alfred Bayard e Jules Henri Vernoy de Saint-Georges (lo stesso librettista di Giselle) che viene eseguita in lingua originale francese con sopratitoli in italiano, in un nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari.

L’opera, assente da Cagliari dal novembre 1984 (Auditorium del Conservatorio), è di particolare interesse sia per l’aspetto visivo, Alessio Pizzech (Livorno, 1972) regista affermato sia nella prosa che nella lirica al suo debutto a Cagliari, sia per quello musicale, Frédéric Chaslin, apprezzato direttore, compositore e pianista francese (Parigi, 1963), che ha lavorato nei principali teatri mondiali e che ritorna sul podio del Teatro Lirico di Cagliari dopo il successo del Concerto di fine anno 2020 e del Concerto di Pasqua 2021. Nei tre ruoli principali cantano: Hasmik Torosyan/Laura Esposito (Marie), Valerio Borgioni (Tonio), Federico Longhi/Jan Antem (Sulpice).

La fille du régiment debutta l’11 febbraio 1840, diretta dallo stesso Gaetano Donizetti (Bergamo 1797-1848), all’Opéra-Comique di Parigi, dove viene replicata per ben 55 volte. Commedia teatrale tra le più apprezzate e note del compositore bergamasco, che si colloca a metà tra l’opéra-comique e l’opera buffa, è una temibilissima prova per il tenore per i celebri 9 do acuti della sua aria (Ah mes ami) che, insieme a marce militari, scene liriche e bucoliche, conquistano il pubblico coinvolgendolo nella deliziosa storia d’amore, contrastata dalle convenzioni sociali, di Marie e Tonio, ambientata in Tirolo nel 1805 in piena epoca napoleonica.

I posti disponibili per il pubblico saranno circa 400, hanno ricordato Farris e Colabianchi, distribuiti a metà su ciascuna delle due logge. Tutti i posti saranno inoltre rigorosamente distanziati fra loro e con totale esclusione della platea, interamente occupata sin dall’inizio del periodo pandemico dalla pedana (circa 200 metri quadrati) che ospita l’Orchestra e dagli impianti audio/luci.

Utile ricordare che sulla base delle norme contro la diffusione del Covid-19, per accedere agli spettacoli sarà obbligatorio esibire il Green Pass o certificazione equivalente riconosciuta dallo Stato Italiano, attestante una delle seguenti condizioni:

  • vaccinazione completa;
  • somministrazione della prima dose (nei casi in cui il vaccino ne preveda due);
  • avvenuta guarigione;
  • risultato negativo di un tampone molecolare o rapido antigenico effettuato nelle 48 ore precedenti lo spettacolo.

Tags: Cagliariliricateatro
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LE USCITE MUSICALI DEL MESE

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  • 🙏🏻 C’è una storia che a Cagliari continua a tornare.
È quella di Sant’Efisio.

Una vicenda di martirio, fede e memoria collettiva.
Una promessa nata nel tempo della peste.
Un voto che, secolo dopo secolo, continua a rinnovarsi.

Ogni 1° maggio, quella devozione riprende il cammino.
Attraversa strade, volti, abiti, silenzi e preghiere.
E racconta ancora oggi un legame profondo con la città e con la sua identità. ⛪🌺🐂

🔗 Chiara Medinas ricostruisce le origini e il significato di questa devozione: l’articolo completo è su SHmag.it.

📸 ©️Chiara Medinas e ©️Depositphotos
  • 👹 Sos Colonganos, il respiro antico del Carnevale di Austis

Nel cuore della Sardegna, ad Austis, ogni anno il Carnevale si trasforma in qualcosa di ancestrale. Non ci sono coriandoli né allegria sfrenata: qui il tempo rallenta, e dalle vie del borgo emergono figure avvolte nel mistero. Sono Sos Colonganos, maschere silenziose vestite di pelli di pecora, pellami di volpe e martora, con ossa d’animale legate sulla schiena e volti coperti da maschere di sughero intrecciate a rami di corbezzolo. 🌿

⚫ Il loro nome deriva dal greco “kolos” — colui che veste di pelli — e la loro presenza comunica penitenza, sacrificio e legame profondo con la terra. A differenza di altre maschere sarde, Sos Colonganos non portano campanacci, ma ossa: simbolo potente di morte e resurrezione che attraversa i secoli. 

🐗 Il rito si arricchisce con l’apparizione di s’Urtzu, figura dal volto nero di carbone e una testa di cinghiale completa di zanne, che cerca disperatamente di sfuggire a Sos Bardianos, guardiani avvolti in cappotti neri di orbace che lo percuotono con bastoni fino a “ucciderlo”. È un dramma collettivo che racconta la ciclicità della vita, il sacrificio rituale, la rinascita comunitaria. 

📜 Le radici di questa tradizione affondano almeno nel 1700, come testimonia la poesia del neonelese Bonaventura Licheri. Grazie all’Associazione culturale Sos Colonganos e a testimonianze orali preziose — come quella di Franziscangela Meloni, classe 1907 — oggi il rito continua a vivere, custodendo memorie che parlano di identità, memoria e appartenenza. 

La storia completa, tra simboli antichi e voci del passato, la trovi nell’articolo di Chiara Medinas su SHmag.it 🔗

📸 ©Associazione Culturale Sos Colonganos
  • 🏔️ Nel cuore della Sardegna più autentica, a 750 metri di altitudine, Orune si erge come un libro di pietra aperto sul passato. Il suo nome potrebbe derivare dal greco oros, “montagna”, e già questo racconta molto: un paese che domina vallate, boschi e formazioni rocciose tra Barbagia, Baronia, Logudoro e Gallura. 🌿

📜 Ma Orune non è solo paesaggio. È memoria viva di un’epoca in cui il banditismo sardo segnava la cronaca: qui nacquero figure leggendarie come Dionigi Mariani e Giovanni Moni Goddi. Eppure, accanto a loro, il borgo ha dato i natali anche a Margherita Sanna, tra le prime donne sindaco d’Italia, e ad Antonio Pigliaru, filosofo e giurista di grande rilievo. 

⚡Oggi Orune custodisce tesori che vanno oltre i nuraghi: Casa Murgia, palazzotto signorile dei primi del Novecento con un antico mulino ancora visibile nel giardino, racconta la storia dell’energia che illuminò per prima il paese. 

🌳 E poi ci sono le sugherete secolari, maestose e silenziose, fonte di vita economica e meta di studiosi da tutta Europa. Il sughero estratto qui diventa tappi, pannelli isolanti, arte artigianale. 

In tavola, Orune regala sapori intensi: i maccarones de ordascia, pasta d’orzo lavorata a mano, e sas montecadas, dolci fritti a forma di alveare che accompagnano il Carnevale barbaricino di metà febbraio. 🍯🎭

Un borgo che non dimentica, che resiste, che continua a vivere.

👉 Un viaggio tra archeologia, tradizioni e identità, l’articolo di Raffaella Piras continua su SHmag.it

📷 Nuraghe Nunnale: ©️Regione Autonoma della Sardegna
📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
📷 Santa Maria Maggiore: ©️ales&ales
📷 Veduta di Orune: ©️trolvag
  • 🕯️ Nel cuore del quartiere Castello di Cagliari si cela un passaggio che da secoli sussurra segreti. Via Alberto Lamarmora, antica ruga Mercatorum dei mercanti pisani, dimora di nobili e argentieri, nasconde tra i suoi vicoli stretti il Portico delle Anime.

🌙 Un tunnel angusto illuminato solo da una lampada fioca, dove l’effige della Madonna delle Grazie veglia su un mistero inquietante. Gli abitanti raccontano di aver udito lamenti di anime in pena davanti al quadro sacro. Ombre che si muovono, voci indistinte che emergono dal buio.

⚔️ Si narra che durante un Giovedì Santo, Sant’Efisio apparve minaccioso nel portico a un sabotatore intenzionato ad avvelenare le acquasantiere delle chiese cagliaritane. Il santo lo fermò sul nascere. Da allora, ogni anno, il suo simulacro sosta davanti alla Vergine in processione. Una tradizione che unisce fede e leggenda, viva ancora oggi.

🏛️ Tra palazzi segnati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e archi gotico-catalani, il Portico conserva un fascino che sfida il tempo. Cagliari di giorno è luce, ma di notte Castello rivela il suo volto enigmatico.

👉 La storia completa di Raffaella Piras, con tutti i dettagli delle leggende e della storia del luogo, ti aspetta su SHmag.it 📰
  • 👹 Maschere nere, corna di cervo, pelli di montone e campanacci: a Lula, il Carnevale rivive ogni anno nel rito arcaico di Su Battileddu, la vittima sacrificale che incarna il ciclo eterno di morte e rinascita. Una tradizione intensa, misteriosa e profondamente legata alla terra e alla comunità.

👩🏻‍🍼👶🏻 Accanto a lui, le lugubri Sos Battileddos Gattias intonano canti funebri e mettono in scena gesti rituali che mantengono viva una memoria collettiva radicata nel mito e nell’identità della Baronia.

🔗 Nell’articolo su SHmag.it, Chiara Medinas ci guida alla scoperta della storia, del simbolismo e del fascino di uno dei Carnevali più enigmatici della Sardegna.

📷 Silvia Dengo
  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola. 

🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.

🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.

👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.

Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟

Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.

🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️

🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
  • 🪨 Scolpita nella roccia di Capo Sant’Elia, la Grotta di San Bartolomeo racconta una pagina poco nota della preistoria cagliaritana.
 

Tra frane, scavi ottocenteschi e indizi sparsi nel terreno, qui sono emersi frammenti di vasi, punte di lancia, resti animali e tracce di antiche capanne: tasselli di una storia che va dal Neolitico all’età nuragica, passando per la misteriosa cultura di Monte Claro.

🌊 Accanto alla grotta, la Domus de Janas ancora visibile custodisce il silenzio di un passato in parte perduto, mentre gli archeologi cercano di ricostruire l’abitato che un tempo dialogava con il mare di Marina Piccola e il colle di Sant’Elia.
 
Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.

La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
  • 🎨 A Oliena nasce il Museo Diffuso Liliana Cano, un percorso che intreccia arte, memoria e comunità. Un progetto che trasforma il paese in un museo a cielo aperto, dove i murales, le sculture e i cicli pittorici dell’artista dialogano con le strade, le chiese e le piazze. 🏛️✨

Promosso dal Comune di Oliena, in collaborazione con l’Archivio Liliana Cano, il Presidio Turistico Oliena Galaveras e la Parrocchia di Oliena, il Museo Diffuso propone otto tappe e oltre cinquanta opere che raccontano quarant’anni di ricerca artistica e di dialogo con il territorio.

📍 Dal “Monumento alla donna” del 1985, una delle prime sculture pubbliche in Sardegna dedicate alla figura femminile, fino ai murales religiosi e civili che costellano il centro storico, ogni tappa rivela un frammento del rapporto profondo tra Liliana Cano e la comunità che l’ha accolta.

👣 Un itinerario da percorrere lentamente, tra arte, tecnologia e memoria collettiva.

Scopri tutti i dettagli e la storia completa del Museo Diffuso Liliana Cano su 👉 SHmag.it
  • ✨ La cattedrale di “Notre Dame de Paris” si prepara a illuminare anche il cielo della Sardegna. 
La celebre opera popolare moderna con musiche di Riccardo Cocciante, tratta dal romanzo di Victor Hugo, torna in Italia dal 26 febbraio 2026 con una nuova grande tournée che attraverserà il Paese fino al 6 gennaio 2027. 🇮🇹

🎭 Dopo oltre vent’anni di repliche e milioni di spettatori, lo spettacolo si conferma un classico contemporaneo capace di raccontare emarginazione, paura del diverso, desiderio d’amore e ricerca di giustizia attraverso musica, danza e teatro. 
Una combinazione di linguaggi che ha trasformato “Notre Dame de Paris” in un punto di riferimento della scena live internazionale. 🌍

🌊 Tra le tappe annunciate spicca una data che interessa da vicino il pubblico sardo: dal 6 all’8 agosto 2026 lo show arriverà all’Olbia Arena, portando sull’isola uno degli eventi più attesi della prossima stagione estiva. 
Dietro le quinte, la produzione firmata Clemente Zard e Vivo Concerti conferma l’ambizione di una tournée che ripercorre la storia di un titolo diventato simbolo del teatro musicale.

👉 L’approfondimento completo, con tutte le città della tournée e i dettagli sulla tappa di Olbia, continua su SHmag.it

📸 Attilio Cusani
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