Sessanta‑tre anni di carriera e un concerto che segna la chiusura della 36ª edizione del festival Rocce Rosse Blues. Sabato 19 settembre 2026, alle 21:30, nell’area spettacoli dell’Istituto Salesiano Don Bosco di Lanusei (OG), i Nomadi porteranno sul palco una storia che non si riduce a nostalgia, ma continua a cercare nel live il punto d’incontro tra passato e presente.
Il concerto di Lanusei cade a un anno esatto dalla pubblicazione, il 19 settembre 2025, di “Nomadi Live al Teatro Dal Verme”, ultimo lavoro discografico della band registrato nel dicembre 2024 nello storico teatro milanese. Dieci anni dopo il precedente album dal vivo, il disco ha rimesso al centro il rapporto con il pubblico e la trasformazione delle canzoni nel tempo, elemento che accompagna i Nomadi fin dalle origini.
Nel tracklist del live convivono brani di epoche diverse: da “Noi non ci saremo” a “Gli aironi neri”, da “Un pugno di sabbia” e “Auschwitz” fino a “Io vagabondo” e “Canzone per un’amica”, passando per “Dio è morto” e “Cartoline da qui”. Accostare queste canzoni significa misurare la lunghezza del percorso compiuto dalla formazione emiliana, senza però considerarlo concluso.
La vicenda dei Nomadi parte nel 1963 nella Bassa emiliana, attraversando generazioni, cambi di formazione, successi, lutti e ripartenze. Due anni dopo la nascita arriva il primo 45 giri, “Donna, la prima donna”; poco più tardi l’incontro con Francesco Guccini apre una stagione decisiva. “Noi non ci saremo” e “Dio è morto” diventano molto più di semplici brani del repertorio, mentre negli anni Settanta “Io vagabondo” si trasforma nella canzone simbolo del gruppo e in uno dei titoli più riconoscibili della musica popolare italiana.
Al centro di quella prima, irripetibile fase ci sono Beppe Carletti e Augusto Daolio. Carletti è ancora oggi il filo che unisce il 1963 al presente; Daolio, voce e volto dei Nomadi fino alla sua scomparsa a 45 anni nel 1992, ne ha segnato profondamente l’identità. La sua morte avrebbe potuto chiudere un percorso quasi trentennale, ma è diventata invece uno dei passaggi più difficili di una storia che ha trovato la forza di continuare, modificandosi senza cancellare ciò che era stata. Da allora sono trascorsi altri trentaquattro anni.
Questa capacità di tenere insieme memoria e movimento spiega perché i Nomadi siano ancora una presenza costante sui palchi italiani. Non una formazione ricostruita per celebrare il passato, ma un gruppo che continua a registrare, pubblicare nuovi lavori e percorrere migliaia di chilometri, mantenendo il concerto come centro della propria attività.
Nel 2023, per i sessant’anni, è arrivato “Cartoline da qui”, trentottesimo album in studio e primo disco di inediti dopo “Solo esseri umani” del 2021. Dodici nuove canzoni attraverso le quali la band ha continuato a confrontarsi con temi di attualità, esperienza individuale e collettiva, e quella dimensione umana e sociale che attraversa da sempre buona parte della loro produzione. Nello stesso anno, il 20 luglio, la band è stata ricevuta al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione del sessantesimo anniversario della fondazione.
Il filo tra passato e presente passa anche per “Nomadi Live al Teatro Dal Verme”, album dal vivo del 2025 che, con la formazione attuale e nuovi arrangiamenti, ripercorre brani di diverse stagioni della storia del gruppo. Sul palco di Lanusei, accanto a Beppe Carletti (tastiere, fisarmonica e cori, fondatore e presenza ininterrotta dal 1963), saliranno Yuri Cilloni (voce dal 2017), Sergio Reggioli (violino e voce, dal 1998), Cico Falzone (chitarre e cori, dal 1990), Massimo Vecchi (basso e voce, dal 1998) e Domenico Inguaggiato (batteria, dal 2023). Sei musicisti e più generazioni della stessa storia riunite in una formazione che rinnova il repertorio senza interrompere il legame con le radici.
A completare questo percorso è il pubblico, definito dalla band “popolo nomade”: una comunità cresciuta insieme alle loro canzoni in cui convivono generazioni diverse. Un rapporto costruito soprattutto attraverso una continuità impressionante nell’attività concertistica: ancora oggi i Nomadi indicano in circa novanta concerti all’anno la propria dimensione abituale, confermando quanto l’incontro dal vivo rimanga centrale nella sua identità. A Lanusei arriveranno con una storia che non può essere contenuta soltanto nelle canzoni più celebri: ci saranno memoria e riconoscimento, ma anche il presente di una formazione che nel calendario ufficiale del 2026 continua a spostarsi da una città all’altra quasi senza interruzioni.
I biglietti per il concerto si acquistano a 22,50 euro (più 1,50 euro di commissioni) sul circuito BoxOffice Sardegna.


































