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Time in Jazz ai blocchi di partenza: al via domani a Berchidda la XXXIV edizione del festival diretto da Paolo Fresu

Fino al 16 agosto tanta musica ma anche mostre, presentazioni di libri e novità editoriali, film e documentari, laboratori e spettacoli per i bambini

di Redazione
6 Agosto 2021
in Eventi, Musica, Sardegna
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Tutto pronto per la trentaquattresima edizione del festival Time in Jazz, che per dieci giorni, da questo sabato, 7 agosto, fino al 16, porterà in scena il suo ricco cartellone di eventi, tra Berchidda, il paese natale del suo direttore artistico, Paolo Fresu, e gli altri centri e località del nord Sardegna in cui fa tappa quest’anno: Arzachena, Bortigiadas, Buddusò, Bulzi, Ittiri, Loiri Porto San Paolo, Luogosanto, Mores, Olbia, Oschiri, Porto Rotondo, San Teodoro, Telti e Tempio Pausania.

Oltre alla fitta serie di appuntamenti musicali che si susseguiranno dal mattino alla notte in spazi e scenari differenti (la grande arena allestita nella piazza centrale di Berchidda, Piazza del Popolo, teatro dei concerti serali in programma dall’11 a Ferragosto, e i siti più rappresentativi degli altri centri coinvolti), il festival propone un ampio ventaglio di iniziative diverse: mostre, presentazioni di libri e novità editoriali, azioni di promozione e sensibilizzazione ambientale, i laboratori di educazione musicale , gli spettacoli e le altre attività per i bambini raccolte sotto l’insegna di Time to Children, la consueta rassegna di film e documentari curata dal regista Gianfranco Cabiddu, e altro ancora.

Un’edizione, questa trentaquattresima, che si riconosce sotto il titolo “Stelle” (“Isteddhos” in sardo logudorese-berchiddese), in omaggio a Dante Alighieri, nel settimo centenario della morte, e alla sua Divina Commedia, dove la parola “stelle” ricorre in chiusura di ognuna delle tre cantiche.

Il taglio del nastro è in programma domani, sabato 7 agosto, con il primo appuntamento del Festival Bar, la vetrina di formazioni e solisti sardi e in arrivo dalla Penisola, ospitati dai bar berchiddesi, trasformati per l’occasione in piccoli club di musica all’aperto. Si comincia sulle note a base di rock ‘n’ roll, country e swing del Lovesick Duo, alias Francesca Alinovi e Paolo Roberto Pianezza (al Bar Centrale, ore 22:00); l’indomani (domenica 8, al Bar il Muretto, ore 22:00) sarà la volta di The Blues Against Youth, progetto solista di matrice country/blues del musicista romano Gianni TBAY.

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Nelle serate successive, protagoniste alcune delle proposte più interessanti del panorama musicale sardo – il rock-blues dei Caboose di Luis De Cicco e Carlo Corso (lunedì 9 al Bar K2, ore 24:00), The Giannies con il loro punk e rock’n’roll (martedì 10 al Jolly Cafè, ore 24:00), la cantautrice sassarese Angela Colombino (mercoledì 11 al Café Rosé, ore 20:00), Black Victor & Williboy Taxi, ovvero Vittorio Pitzalis, tra i bluesman più rappresentativi della Sardegna, e William Rossi (giovedì 12 al Jazz Pub, ore 20:00), l’olbiese Bella Socio del collettivo Negative Outcomes (venerdì 13 al Friend’s Bar, ore 20:00) e il duo di Andrea Cubeddu e Rita Brancato (lunedì 16 al Bar della Piazza, ore 23:00).

Il festival entrerà nel vivo lunedì 9 agosto con due eventi immancabili di Time in Jazz. Il primo è la traversata marittima in musica a bordo della nave della Corsica Ferries–Sardinia Ferries in viaggio dal porto di Livorno (partenza alle 14:30) a quello sardo Golfo Aranci (arrivo alle 21:30): un appuntamento che si rinnova per il sedicesimo anno consecutivo, grazie alla collaborazione della compagnia delle navi gialle. Protagoniste, quest’anno, voci, ukulele e percussioni di Sara Magon eClara Zucchetti (che saranno impegnate nei giorni successivi a Berchidda nell’ambito delle attività per i più piccoli di Time to Children) con il loro repertorio ispirato alle musiche tradizionali dei più disparati angoli del mondo.

  • Tra i protagonisti Musica Nuda, Fabio Concato, Trio Bobo,  Gianluca Petrella, Mario Venuti, John De Leo, Nanni Gaias,  Andy Sheppard Quartet
    Il duo Musica Nuda, Petra Magoni e Ferruccio Spinetti. ? Angelo Trani
  • Fabio Concato
    Fabio Concato
  • Lovesick Duo
    Lovesick Duo

Il duo Musica Nuda di Petra Magoni (voce) e Ferruccio Spinetti (contrabbasso) sarà invece protagonista alle 18 di un altro “must” di Time in Jazz, un evento attesissimo a ogni edizione del festival (tanto atteso che i biglietti sono andati esauriti fin dal giorno di apertura delle prevendite, lo scorso 17 maggio): il concerto tributo a Fabrizio De André a L’Agnata, la tenuta nei pressi di Tempio Pausania che a metà anni Settanta divenne la dimora del grande cantautore genovese in terra sarda. Nato da un incontro fortuito nel 2003, in diciotto anni di intensa attività concertistica in tutto il mondo, il duo Musica Nuda ha collezionato riconoscimenti prestigiosi, tenuto più di 1.500 concerti e prodotto otto dischi in studio, tre live e un dvd.

Altri suoni e altra voce; in serata, il festival si sposta sulla costa, a Porto Rotondo: al teatro all’aperto “Mario Ceroli”, alle 21:30, sarà di scena Mario Venuti che, accanto ai suoi brani più famosi, proporrà anche alcuni nuovi estratti del nuovo disco di prossima uscita, caratterizzati dalle influenze sonore sudamericane e del Brasile, che fanno parte della cifra stilistica dell’ex cantante dei Denovo, affiancato in questo impegno a Time in Jazz da Tony Canto alla chitarra.
 
Come sempre, diverse forme d’arte affiancano la musica a Time in Jazz: a Berchidda, lunedì a mezzogiorno ecco dunque l’appuntamento a Sa Casara, l’ex caseificio trasformato nella sede di Time in Jazz, per l’inaugurazione delle mostre di arti visive: tra queste, la Collezione di Arte contemporanea nata grazie al contributo degli artisti che negli anni hanno partecipato alle iniziative del festival; in mostra, anche le fotografie di Alessandra Freguja e Gabriele Lugli che raccontano la passata edizione del festival, e le riproduzioni delle tavole originali di Alessandro Sanna per i libri “Crescendo” e “Nidi di Note”.

Allestita sempre alla Casara, “¡30!” presenta invece le opere realizzate nel 2014 dal pittore e illustratore nativo di Nogara per la copertina e il libretto dell’omonimo album concepito in occasione dei trent’anni del Paolo Fresu Quintet. Alessandro Sanna firmerà anche “Segni suonatori”, una mostra a cielo aperto di suoi ritratti dei protagonisti del festival, collocati in vari angoli di Berchidda.
 

I protagonisti delle altre giornate

Altre sette giornate piene di musica, ma non solo, dal mattino fino alla notte già inoltrata, attendono il pubblico del festival, a cominciare dal palco centrale allestito nella piazza del Popolo a Berchidda, dove si esibiranno nomi di primissimo piano della scena jazzistica nazionale e internazionale: apre la serie, mercoledì 11, Paolo Fresu con “Heroes”, il suo tributo a David Bowie che lo vede affiancato dalla cantante Petra Magoni, Gianluca Petrella al trombone e all’elettronica, Francesco Diodati alla chitarra, Francesco Ponticelli al basso e Christian Meyer alla batteria.

Cambio di programma dell’ultim’ora per la serata di giovedì 12: per via dell’applicazione delle nuove regolamentazioni emanate dal Ministero della Salute israeliano e relative all’emergenza pandemica a partire dall’11 agosto, il trombettista Avishai Cohen con la sua band Big Vicious non potrà più essere presente a Berchidda. L’organizzazione del festival ha però saputo trovare tempestivamente un’alternativa di assoluto valore in Andy Sheppard, tra i nomi di punta del jazz britannico: il sassofonista e compositore, classe 1957, è atteso a Berchidda in quartetto con Eivind Aarset alla chitarra, Michel Benita al contrabbasso e Patryk Dobosz alla batteria, e con un repertorio che prevede brani del suo nuovo album di prossima uscita per la prestigiosa etichetta ECM.

Venerdì 13 torna in scena Gianluca Petrella, stavoltacon la sua Cosmic Renaissance, ovvero Mirco Rubegni alla tromba, Francesco Ponticelli al basso, Federico Scettri alla batteria e Simone Padovani alle percussioni; sabato 14 spazio a un protagonista della canzone d’autore italiana, Fabio Concato, accompagnato dal trio del pianista Paolo Di Sabatino, con Marco Siniscalco al basso e Glauco Di Sabatino alla batteria; domenica 15, gran finale in Piazza del Popolo per la tradizionale festa di Ferragosto con una produzione originale di Time in Jazz: a guidare le danze il batterista Nanni Gaias col suo quartetto (Jim Solinas all’Hammond, piano e synth, Giuseppe Spanu alla chitarra, Pier Piras al basso) e con la partecipazione del duo Don Leone, tra le proposte di spicco della scena blues in Sardegna, e di un ospite del calibro di Enzo Avitabile (subentrato a Bombino, che per motivi personali ha dovuto annullare tutti i prossimi concerti).

  • Gianluca Petrella ? Roberto Cifarelli
    Gianluca Petrella ? Roberto Cifarelli
  • Mario Venuti ? Andrea Camilleri
    Mario Venuti ? Andrea Camilleri
  • John De Leo
    John De Leo

Fitto anche il programma dei concerti nelle diverse località e nei siti portati in dote dagli altri comuni coinvolti in questa edizione. Tra i protagonisti, una variegata rappresentanza della scena italiana: il trio Floors di Filippo Vignato (trombone, effetti), Francesco Diodati (chitarra) e Francesco Ponticelli (contrabbasso, elettronica), tre giovani musicisti tra i più interessanti della nuova scena jazz italiana (l’11 a Budoni); il quartetto di Matteo Pastorino (l’11 a Loiri Porto San Paolo), voce emergente del clarinetto in Europa, nato e cresciuto in Sardegna ma di stanza a Parigi; il trio MAT (il 13 a Ittiri) di Marcello Allulli (sax tenore), Francesco Diodati (chitarra) e Ermanno Baron (batteria), sulle scene dal 2007 e prossimo a firmare il suo quarto album.

Fabio Giachino, artista eclettico, attivo come pianista entro i confini del jazz e della musica improvvisata ma anche come producer nella musica elettronica (il 10 a Luogosanto); il cantante John De Leo (il 10 a Telti), artista trasversale, dalla vocalità duttile e sperimentale. E il Trio Bobo, formazione di impronta jazz-rock nata nel 2002 intorno dalla sezione ritmica di Elio e le Storie Tese, ovvero Faso (basso) e Christian Meyer (batteria), più il chitarrista Alessio Menconi (il 10 ad Arzachena); il pianista Paolo Di Sabatino alla testa del suo trio (il 14 a Mores) con Marco Siniscalco (basso) e Glauco Di Sabatino (batteria), lo stesso organico che il pubblico di Time in Jazz ritroverà sul palco anche ad accompagnare in concerto Fabio Concato.

Ancora, il pianista umbro Ramberto Ciammarughi sia in solo (il 14 a Bulzi), sia in compagnia del Tenore “Murales” di Orgosolo e di Paolo Fresu per dare forma, insieme a tre lettori in logudorese, a una produzione originale in tema con questa edizione di Time in Jazz, “Sa Divina Cummedia” (il 13 a Oschiri), che trae origine dalla prima e coraggiosa traduzione dell’opera di Dante in sardo fatta da Pietro “Pedru” Casu (1878 – 1954), parroco, letterato e studioso della lingua berchiddese. A Paolo Fresu spetterà anche il compito di chiudere la serie di concerti in quello che è ormai da qualche edizione il teatro dell’ultimo atto del festival, lo Stagno di San Teodoro (il 16 agosto): ad affiancare il trombettista, questa volta, un protagonista del jazz scandinavo, il contrabbassista svedese Lars Danielsson, per ripercorrere dal vivo note e emozioni del loro album “Summerwind”.
 
Si ascolteranno anche suoni della tradizione sarda con gli organetti di Pierpaolo Vacca e del giovanissimo Giacomo Vardeu (il 15 a Berchidda); tradizione che, da isola a isola, si incrocerà con quella celtica in una “Suite Sardegna” proposta ad hoc dalla violoncellista irlandese Naomi Berrill (il 12 a Bortigiadas). Berchidda è culla di tanti talenti e realtà musicali che anche quest’anno troveranno spazio al festival: come la storica Banda Musicale “Bernardo De Muro”, nelle cui file ha mosso i primi passi lo stesso Paolo Fresu, di scena in piazzetta Riu Zocculu la sera di ferragosto (ore 20)

Come la Funky Jazz Orkestra diretta dal trombettista Antonio Meloni, protagonista delle parate musicali per le strade del paese, e in forma “stabile” la mattina di Ferragosto alla chiesetta di San Michele (ore 11.30); e come il batterista Nanni Gaias che col suo trio e in quartetto, intorno alla mezzanotte, sarà il motore della rassegna “Time After Time”, nella piazzetta adiacente all’arena concerti, insieme a ospiti di volta in volta diversi: Vincenzo Saetta, i Menhir & Dj Kork, Gavino Riva, Manuella e il duo Don Leone.
 

Time to Children

Ma non solo di concerti è fatto Time in Jazz: come sempre, anche l’edizione numero trentaquattro propone tanti altri appuntamenti e attività. Uno spazio sempre più rilevante del festival è dedicato all’educazione musicale dei bambini con l’ampliamento del progetto Time to Children, ideato da Sonia Peana con la collaborazione di Catia Gori e con il patrocinio dell’associazione Il Jazz va a Scuola, sviluppato da Time in Jazz con il sostegno del Banco di Sardegna.

Dal 9 al 15 agosto, bambini, ragazzi e adulti saranno accompagnati, attraverso spettacoli, laboratori, flashmob e mostre, alla scoperta della musica jazz e popolare, degli strumenti musicali, della multisensorialità, della musica come condivisione e tanto altro; guide d’eccezione in questo viaggio, musicisti ed educatori come il brioso duo a base di percussioni, ukulele e voce formato da Sara Magon e Clara Zucchetti, la musicista e musicoterapeuta Francesca Romana Motzo, il trombettista Mirco Rubegni, i percussionisti Pasquale Mirra e Stefano Baroni, il musicista e etnomusicologo Ambrogio Sparagna, il cantante John De Leo con il chitarrista Fabrizio Tarroni, l’etnomusicologo Fabio Calzia, l’illustratore Alessandro Sanna, l’attore Giancarlo Biffi, il beatboxer Alien Dee, oltre alle stesse Catia Gori – cantante, formatrice e promotrice di esperienze legate all’educazione musicale nella scuola Primaria – e Sonia Peana, violinista e ideatrice del progetto “Nidi di Note”, attiva nella didattica nelle scuole dell’infanzia.

Da quest’anno Time to Children fa parte di Time to Campus, un più ampio progetto di educazione non formale e informale e di attività ludiche per l’empowerment dell’infanzia e dell’adolescenza; finanziato dal Dipartimento per le politiche della Famiglia del Consiglio dei Ministri, all’interno del bando EduCare, tende a promuovere un nuovo servizio di welfare di comunità per lo sviluppo di attività educative legate al jazz, in cui esso diventi strumento principale di didattica musicale per bambine e bambini tra gli otto e gli undici anni. Tra gli elementi di novità di Time to Campus e Time to Children, S’aradio de minores e mannos: alcuni dei laboratori vengono trasmessi sulle frequenze della radio parrocchiale, dando l’opportunità a sos mannos (gli anziani) di Berchidda di partecipare a distanza alle attività di sos minores. Un racconto nel racconto e un ulteriore strumento per superare l’isolamento e accorciare le distanze.
 

Libri, cinema, mostre

Immancabile anche l’appuntamento con Time to Read, la serie di incontri con i libri e i loro autori, che a Berchidda, negli spazi di Sa Casara (l’ex caseificio oggi sede dell’associazione Time in Jazz), ospiterà il giornalista Giacomo Serreli con “Boghes e Sonos“, opera che ripercorre sessant’anni di musica isolana, il musicista Bruno Tommaso, co-autore del libro “La scuola che sognavo. La musica come bene comune, il jazz come dialogo“, Luigi Onori, giornalista musicale che porta in dote “La storia del Jazz“ scritta insieme a Riccardo Brazzale e Maurizio Franco; dalle stelle della musica si viaggia su quelle del cielo con il fisico Eugenio Coccia, che introduce al pubblico “Stelle, galassie e altri misteri cosmici“. Tra fiaba, illustrazione e musica è invece il libro per l’infanzia “Nidi di Note“, presentato da Bruno Tognolini e Alessandro Sanna, rispettivamente autore e illustratore dell’opera. A chiudere le presentazioni editoriali, “Time in Jazz Diary 2020” (Postcard 2020), che rievoca la scorsa edizione del festival attraverso l’obiettivo della fotografa Alessandra Freguja.

  • Gianfranco Cabiddu ? Sara Deidda
    Gianfranco Cabiddu ? Sara Deidda

Si ispira alle suggestioni legate al tema del festival, “Stelle”, la consueta rassegna di film e documentari (tutti con inizio alle 16.30) curata dal regista Gianfranco Cabiddu: si comincia, l’11 agosto, con un tributo alla figura di David Bowie attraverso la proiezione del videoclip di “Blackstar” e del documentario “David Bowie: last five years”, incentrato, come dichiara il titolo, sugli ultimi cinque anni della vita e della carriera del “Duca Bianco”. Un film d’animazione al centro dello schermo il pomeriggio del 12: attraverso la storia senza parole di un naufrago su un’isola deserta, popolata da tartarughe, granchi e uccelli, “La Tortue rouge”, dell’olandese Michael Dudok de Wit, racconta le fasi principali della vita di un essere umano.

Musica dal vivo e cinema si intrecceranno il 13 in “Improvvisazioni sopra le stelle”, con Paolo Di Sabatino al pianoforte impegnato a inventare a braccio il giusto commento sonoro per le immagini di due film muti del grande Buster Keaton, “My Wife’s Relations” e “The Blacksmith”.

In programma l’indomani (sabato 14) “Musica da lettura – P60lo Fresu” documenta l’evento con cui il trombettista ha festeggiato il suo sessantesimo compleanno, lo scorso febbraio all’Archiginnasio di Bologna, alternandosi in diverse formazioni, con Alessandro Bergonzoni come guida di eccezione. Chiude la serie di proiezioni, nel pomeriggio di ferragosto, “Lectura Dantis”, che testimonia la prima di una serie di letture della Divina Commedia tenuta da Carmelo Bene il 31 luglio del 1981, nel primo anniversario della strage della stazione di Bologna, dall’alto della Torre degli Asinelli. 

Biglietti, prevendite e accessi

Come sempre, è a pagamento solo l’ingresso ai concerti in programma in Piazza del Popolo a Berchidda: i biglietti sono in prevendita su Vivaticket al prezzo di venticinque euro (più diritti di prevendita) per ciascuna serata. Già sold out “Heroes”, l’omaggio a David Bowie in programma l’11. Sempre su Vivaticket sono in corso anche le prenotazioni obbligatorie per tutti i concerti a ingresso gratuito, in programma nei diversi centri che aderiscono a questa edizione numero trentaquattro di Time in Jazz. Ogni singola prenotazione vale esclusivamente per una o due persone al massimo. Sia per i concerti con ingresso a pagamento sia per quelli gratuiti, i posti saranno limitati per garantire il distanziamento tra gli spettatori previsto dalle misure anti-Covid-19; si potrà accedere alle aree dei concerti solo esibendo all’ingresso i biglietti e gli abbonamenti digitali o la prenotazione su smartphone o supporto cartaceo accompagnata da un documento di identità.

Si potrà accedere alle aree dei concerti esclusivamente muniti di Green Pass, il documento che certifica la vaccinazione (a partire da 14 giorni dopo la prima dose), l’avvenuta immunizzazione o anche l’esito negativo di un tampone molecolare o antigienico: sarà obbligatorio per l’ingresso a tutti i concerti del festival, sia quelli a pagamento, sia quelli gratuiti che devono essere prenotati sul circuito Vivaticket e comprovati da un QR code (che si trova nel biglietto).

Nel caso di impossibilità di ottenere il Green Pass in formato digitale sarà sufficiente esibire il documento cartaceo e consegnare fotocopia attestante almeno la somministrazione della prima dose di vaccino o l’esito di un tampone con risultato negativo effettuato nelle 48 ore precedenti. Le fotocopie saranno trattenute dall’organizzazione. La nominalità potrà essere verificata con un documento di identità. I minori sotto 12 anni sono esenti dal Green Pass e dal tampone. Resta in vigore l’obbligo della mascherina al chiuso (nello spazio cinema e alle mostre) e il rilevamento della temperatura.
Per chi non fosse in possesso del Green Pass sarà possibile effettuare un tampone antigenico a pagamento presso l’Hub allestito a Berchidda da Time in Jazz.

Per informazioni, la segreteria del festival risponde al numero 320 38 74 963 e all’indirizzo di posta elettronica [email protected]. Aggiornamenti e altre notizie sono disponibili sul sito timeinjazz.it e alla pagina @timeinjazz. Per il programma giorno per giorno: https://timeinjazz.org.

“Stelle” per la trentaquattresima edizione di Time in Jazz
Tags: BerchiddajazzmusicaPaolo FresuTime in Jazz
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  • 🙏🏻 C’è una storia che a Cagliari continua a tornare.
È quella di Sant’Efisio.

Una vicenda di martirio, fede e memoria collettiva.
Una promessa nata nel tempo della peste.
Un voto che, secolo dopo secolo, continua a rinnovarsi.

Ogni 1° maggio, quella devozione riprende il cammino.
Attraversa strade, volti, abiti, silenzi e preghiere.
E racconta ancora oggi un legame profondo con la città e con la sua identità. ⛪🌺🐂

🔗 Chiara Medinas ricostruisce le origini e il significato di questa devozione: l’articolo completo è su SHmag.it.

📸 ©️Chiara Medinas e ©️Depositphotos
  • 👹 Sos Colonganos, il respiro antico del Carnevale di Austis

Nel cuore della Sardegna, ad Austis, ogni anno il Carnevale si trasforma in qualcosa di ancestrale. Non ci sono coriandoli né allegria sfrenata: qui il tempo rallenta, e dalle vie del borgo emergono figure avvolte nel mistero. Sono Sos Colonganos, maschere silenziose vestite di pelli di pecora, pellami di volpe e martora, con ossa d’animale legate sulla schiena e volti coperti da maschere di sughero intrecciate a rami di corbezzolo. 🌿

⚫ Il loro nome deriva dal greco “kolos” — colui che veste di pelli — e la loro presenza comunica penitenza, sacrificio e legame profondo con la terra. A differenza di altre maschere sarde, Sos Colonganos non portano campanacci, ma ossa: simbolo potente di morte e resurrezione che attraversa i secoli. 

🐗 Il rito si arricchisce con l’apparizione di s’Urtzu, figura dal volto nero di carbone e una testa di cinghiale completa di zanne, che cerca disperatamente di sfuggire a Sos Bardianos, guardiani avvolti in cappotti neri di orbace che lo percuotono con bastoni fino a “ucciderlo”. È un dramma collettivo che racconta la ciclicità della vita, il sacrificio rituale, la rinascita comunitaria. 

📜 Le radici di questa tradizione affondano almeno nel 1700, come testimonia la poesia del neonelese Bonaventura Licheri. Grazie all’Associazione culturale Sos Colonganos e a testimonianze orali preziose — come quella di Franziscangela Meloni, classe 1907 — oggi il rito continua a vivere, custodendo memorie che parlano di identità, memoria e appartenenza. 

La storia completa, tra simboli antichi e voci del passato, la trovi nell’articolo di Chiara Medinas su SHmag.it 🔗

📸 ©Associazione Culturale Sos Colonganos
  • 🏔️ Nel cuore della Sardegna più autentica, a 750 metri di altitudine, Orune si erge come un libro di pietra aperto sul passato. Il suo nome potrebbe derivare dal greco oros, “montagna”, e già questo racconta molto: un paese che domina vallate, boschi e formazioni rocciose tra Barbagia, Baronia, Logudoro e Gallura. 🌿

📜 Ma Orune non è solo paesaggio. È memoria viva di un’epoca in cui il banditismo sardo segnava la cronaca: qui nacquero figure leggendarie come Dionigi Mariani e Giovanni Moni Goddi. Eppure, accanto a loro, il borgo ha dato i natali anche a Margherita Sanna, tra le prime donne sindaco d’Italia, e ad Antonio Pigliaru, filosofo e giurista di grande rilievo. 

⚡Oggi Orune custodisce tesori che vanno oltre i nuraghi: Casa Murgia, palazzotto signorile dei primi del Novecento con un antico mulino ancora visibile nel giardino, racconta la storia dell’energia che illuminò per prima il paese. 

🌳 E poi ci sono le sugherete secolari, maestose e silenziose, fonte di vita economica e meta di studiosi da tutta Europa. Il sughero estratto qui diventa tappi, pannelli isolanti, arte artigianale. 

In tavola, Orune regala sapori intensi: i maccarones de ordascia, pasta d’orzo lavorata a mano, e sas montecadas, dolci fritti a forma di alveare che accompagnano il Carnevale barbaricino di metà febbraio. 🍯🎭

Un borgo che non dimentica, che resiste, che continua a vivere.

👉 Un viaggio tra archeologia, tradizioni e identità, l’articolo di Raffaella Piras continua su SHmag.it

📷 Nuraghe Nunnale: ©️Regione Autonoma della Sardegna
📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
📷 Santa Maria Maggiore: ©️ales&ales
📷 Veduta di Orune: ©️trolvag
  • 🕯️ Nel cuore del quartiere Castello di Cagliari si cela un passaggio che da secoli sussurra segreti. Via Alberto Lamarmora, antica ruga Mercatorum dei mercanti pisani, dimora di nobili e argentieri, nasconde tra i suoi vicoli stretti il Portico delle Anime.

🌙 Un tunnel angusto illuminato solo da una lampada fioca, dove l’effige della Madonna delle Grazie veglia su un mistero inquietante. Gli abitanti raccontano di aver udito lamenti di anime in pena davanti al quadro sacro. Ombre che si muovono, voci indistinte che emergono dal buio.

⚔️ Si narra che durante un Giovedì Santo, Sant’Efisio apparve minaccioso nel portico a un sabotatore intenzionato ad avvelenare le acquasantiere delle chiese cagliaritane. Il santo lo fermò sul nascere. Da allora, ogni anno, il suo simulacro sosta davanti alla Vergine in processione. Una tradizione che unisce fede e leggenda, viva ancora oggi.

🏛️ Tra palazzi segnati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e archi gotico-catalani, il Portico conserva un fascino che sfida il tempo. Cagliari di giorno è luce, ma di notte Castello rivela il suo volto enigmatico.

👉 La storia completa di Raffaella Piras, con tutti i dettagli delle leggende e della storia del luogo, ti aspetta su SHmag.it 📰
  • 👹 Maschere nere, corna di cervo, pelli di montone e campanacci: a Lula, il Carnevale rivive ogni anno nel rito arcaico di Su Battileddu, la vittima sacrificale che incarna il ciclo eterno di morte e rinascita. Una tradizione intensa, misteriosa e profondamente legata alla terra e alla comunità.

👩🏻‍🍼👶🏻 Accanto a lui, le lugubri Sos Battileddos Gattias intonano canti funebri e mettono in scena gesti rituali che mantengono viva una memoria collettiva radicata nel mito e nell’identità della Baronia.

🔗 Nell’articolo su SHmag.it, Chiara Medinas ci guida alla scoperta della storia, del simbolismo e del fascino di uno dei Carnevali più enigmatici della Sardegna.

📷 Silvia Dengo
  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola. 

🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.

🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.

👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.

Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟

Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.

🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️

🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
  • 🪨 Scolpita nella roccia di Capo Sant’Elia, la Grotta di San Bartolomeo racconta una pagina poco nota della preistoria cagliaritana.
 

Tra frane, scavi ottocenteschi e indizi sparsi nel terreno, qui sono emersi frammenti di vasi, punte di lancia, resti animali e tracce di antiche capanne: tasselli di una storia che va dal Neolitico all’età nuragica, passando per la misteriosa cultura di Monte Claro.

🌊 Accanto alla grotta, la Domus de Janas ancora visibile custodisce il silenzio di un passato in parte perduto, mentre gli archeologi cercano di ricostruire l’abitato che un tempo dialogava con il mare di Marina Piccola e il colle di Sant’Elia.
 
Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.

La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
  • 🎨 A Oliena nasce il Museo Diffuso Liliana Cano, un percorso che intreccia arte, memoria e comunità. Un progetto che trasforma il paese in un museo a cielo aperto, dove i murales, le sculture e i cicli pittorici dell’artista dialogano con le strade, le chiese e le piazze. 🏛️✨

Promosso dal Comune di Oliena, in collaborazione con l’Archivio Liliana Cano, il Presidio Turistico Oliena Galaveras e la Parrocchia di Oliena, il Museo Diffuso propone otto tappe e oltre cinquanta opere che raccontano quarant’anni di ricerca artistica e di dialogo con il territorio.

📍 Dal “Monumento alla donna” del 1985, una delle prime sculture pubbliche in Sardegna dedicate alla figura femminile, fino ai murales religiosi e civili che costellano il centro storico, ogni tappa rivela un frammento del rapporto profondo tra Liliana Cano e la comunità che l’ha accolta.

👣 Un itinerario da percorrere lentamente, tra arte, tecnologia e memoria collettiva.

Scopri tutti i dettagli e la storia completa del Museo Diffuso Liliana Cano su 👉 SHmag.it
  • ✨ La cattedrale di “Notre Dame de Paris” si prepara a illuminare anche il cielo della Sardegna. 
La celebre opera popolare moderna con musiche di Riccardo Cocciante, tratta dal romanzo di Victor Hugo, torna in Italia dal 26 febbraio 2026 con una nuova grande tournée che attraverserà il Paese fino al 6 gennaio 2027. 🇮🇹

🎭 Dopo oltre vent’anni di repliche e milioni di spettatori, lo spettacolo si conferma un classico contemporaneo capace di raccontare emarginazione, paura del diverso, desiderio d’amore e ricerca di giustizia attraverso musica, danza e teatro. 
Una combinazione di linguaggi che ha trasformato “Notre Dame de Paris” in un punto di riferimento della scena live internazionale. 🌍

🌊 Tra le tappe annunciate spicca una data che interessa da vicino il pubblico sardo: dal 6 all’8 agosto 2026 lo show arriverà all’Olbia Arena, portando sull’isola uno degli eventi più attesi della prossima stagione estiva. 
Dietro le quinte, la produzione firmata Clemente Zard e Vivo Concerti conferma l’ambizione di una tournée che ripercorre la storia di un titolo diventato simbolo del teatro musicale.

👉 L’approfondimento completo, con tutte le città della tournée e i dettagli sulla tappa di Olbia, continua su SHmag.it

📸 Attilio Cusani
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