Frankie hi-nrg mc fa tappa a Londra con Dj Pandaj tra una folla impaziente di italiani che non vede l’ora di cantare successi come “Fight da Faida”, “Quelli che benpensano” e “Pedala”, per citare alcuni dei rap più importanti della musica italiana. Tutti i suoi album, per la precisione 6, sono stati seguiti da tour nazionali ed internazionali nei teatri, arene e club più prestigiosi della scena musicale ma Londra rappresenta una svolta fondamentale nella crescita personale, culturale e artistica di Francesco di Gesù, come lo sbarco sulla luna fu una tappa memorabile nella storia delle conquiste spaziali. “Sono tanti i punti e i passaggi che mi legano a Londra. La mia prima esperienza in assoluto da solo all’estero. Avevo 14 anni, 15 li ho compiuti lì, e rappresenta un’esperienza importante Londra, perché è nata quasi per caso.”

Lo racconta nella sua autobiografia “Faccio la mia cosa” un viaggio multimediale fatto di parole scritte su carta e raccontate attraverso la musica e i video che l’hanno accompagnato durante la vita fino al 1992, anno d’esordio del successo come Frankie hi-nrg mc, col brano “Fight da Faida”, denominato di recente dalla rivista “Rolling Stone”, miglior canzone rap della storia della musica italiana. “Volendo rispondere alla domanda come ti sei avvicinato al rap ho pensato che il momento in cui faccio il mio primo vero rap, sia il momento nel quale mi sia avvicinato al punto di toccarlo con un dito e quindi il libro inizia con la nascita di Francesco Di Gesù e finisce con la nascita di Frankie hi-nrg mc, da lì in poi, quello che è successo dopo, riguarda Frankie hi-nrg mc, e non solo, però diciamo, è un’altra storia.” Un viaggio attraverso la sua storia personale in parallelo alla storia del rap e dell’hip-hop d’oltreoceano, reso ancora più piacevole, scorrevole ed avvolgente dalla presenza di QR code, che inquadri col cellulare per l’ascolto dei brani di cui parla, o del periodo storico cui si riferisce il racconto. “Parlando di musica l’ho riempito di musica, mettendo tutta quella musica che ritengo importante aver ascoltato, sotto forma di QR code per sentire e vedere il video della musica di cui parlo, mentre vai avanti a leggere. Senza voler essere un saggio, esprimo quella manciata di aneddoti che si può utilizzare per approfondire, e se scoprissi una cosa buffa o interessante magari vai su Google e la trovi.”

Frankie hi-nrg mc non è solo un rapper, autore, compositore e produttore ma ha anche maturato ottime esperienze come fotografo e videomaker, senza dimenticare Sanremo 2014, dove ha partecipato al Festival della Canzone Italiana, con i brani “Un uomo è vivo” e “Pedala”, presentandosi da artista indipendente con la propria etichetta Materie Prime Circolari. “Tutti i miei dischi, i primi 5 album sono stati prodotti dalla VLV ProudAction che era una società di produzione musicale di cui io facevo parte, fondata da me e da altri amici. Il fatto di avere avuto un’esperienza come artista indipendente e autoprodotto, per accedere al Festival di Sanremo, perché associato a una casa discografica non solo indipendente ma che è la mia, è stata una cosa molto divertente. C’è un momento in cui sotto al palco dell’Ariston, nella green room, i delegati Rai devono comunicare i risultati delle votazioni e le persone che possono stare in questo spazio sono esclusivamente i discografici, e quindi io ci stavo con tutte le scarpe, ed era divertente vedere intorno a me il direttore artistico della Sony, Warner e vari, ed io. Ho vissuto quel momento in mezzo ai discografici, perché quello è il luogo che compete chi fa quel lavoro. Sicuramente io sono appassionato nelle cose che faccio e mi piace cercare di farle bene. Anche questo tipo di esperienza mi è stata molto utile per capire come, anche il lavoro del discografico sia un lavoro complesso, per i quali sono richiesti specifici talenti, non è una robetta come molti vogliono far credere e come molti discografici purtroppo sono illusi che sia, ma in realtà non è.”

Negli anni hai collaborato a numerosi progetti che spaziano dalla musica rap colta al pop, oltre ad aver supportato dal vivo artisti del calibro di David Bowie, Beastie Boys, Run DMC. Nel libro racconti anche questi particolari. “Nel mio libro, Faccio la mia cosa, in un binario fatto di cronaca storica puntuale, raccontata attraverso aneddoti piacevoli, divertenti e scorrevoli, confronto la mia storia, in quel momento andavo agli Scout, mentre dall’altra parte del mondo i Run DMC prendevano la prima batteria elettronica, e spiego anche che cos’è la batteria elettronica, chi sono i Run DMC e perché sono importanti.”

Inoltre, nella tua esperienza come attore hai collaborato con artisti teatrali come Vittorio Gassman, Franca Valeri, Arnoldo Foà, Paola Cortellesi e nell’ambito della musica contemporanea ti sei esibito con il M°Alvin Curran ed il M° Fredric Rzewski. Hai anche scritto e diretto – tra gli altri – i videoclip di “Quelli che benpensano”, “La descrizione di un attimo” e “Due destini” (Tiromancino – Virgin 2001), insieme a Riccardo Sinigallia. In quale ambito di espressione artistica ti identifichi meglio?

Foto Damiano Andreotti

“Sono in una fase nella quale, indubbiamente mi piace cantare, mi piace scrivere canzoni, mettere musica, però anche raccontare, mi sono accorto che ci sono un sacco di persone che hanno voglia di sentirsi raccontare le cose e siccome mi dicono che sono capace a raccontarle, sono felice di farlo.”

A questo proposito, Frankie hi-nrg svela che si trova nel bel mezzo della realizzazione del suo primo romanzo. “Un’esperienza molto gratificante, istruttiva, che mi sta facendo conoscere nuove persone interessanti, esattamente come quando ho scritto “Faccio la mia cosa”, una bella fetta del lavoro è documentarsi e mi sono chiaramente documentato anche su aspetti dell’hip-hop che non conoscevo, sui passaggi chiave della storia dell’hip-hop di cui esistevano versioni contrastanti e ho faticato per trovare quella genuina. In questo lavoro di ricerca ed esplorazione ho imparato cose nuove e nel raccontare la mia di vita, ho ripreso contatti con amici che non sentivo da 40 anni. Questo mi ha permesso di capire se i miei ricordi fossero coerenti con i loro, e ho ricordato alcuni aneddoti di cui mi ero scordato, quindi un lavoro di squadra. Gratificante nel senso umano del termine e con questo romanzo esploro anche degli ambiti di cui non sono perfettamente padrone dove quindi mi sto documentando, con degli specialisti e stanno venendo fuori delle belle cose, molto divertenti.”

Il viaggio attraverso la storia di Frankie hi-nrg mc si esprime in diversi progetti para-musicali, come ad esempio la lettura teatrale del libro “Faccio la mia cosa”. “Il reading teatrale è un altro progetto tratto dall‘autobiografia, dove in uno spettacolo di 1 ora e mezza, rappresento una selezione ristretta delle 240 pagine del libro, dove ripercorro le parti salienti di quest’opera ciclopica, cantando anche due o tre canzoni e usando una consolle video per far sentir la musica. Quelli che nel libro sono i QR code, diventano dei video che proietto in un maxischermo. L’ultima volta che l’ho presentato è stato a Cagliari, dove sono normalmente accolto come un habitué della città, ricevo sempre un’accoglienza davvero familiare ed è un onore, perché dal ‘94 torno ogni anno a Cagliari a fare qualcosa. È un gran bel posto dove ho tanti amici, ed è per questo che ogni anno, tra i miei impegni prevedo sempre di andare in Sardegna a cantare e a mettere i dischi. E spero anche di tornare a Londra a presentare questo progetto, perché è divertente, è leggero, c’è un sacco di musica, per chi ha vissuto le epoche alle quali mi riferisco, è anche un viaggio nel tempo e nella memoria.” Prima di ringraziare colui che è definito il rapper seminale, padre del movimento hip hop e rap italiano, per il tempo che mi ha dedicato e per aver mantenuto negli anni un’autenticità di stile, di rime e di ideali come pochi, per aver dato voce alle speranze, i tormenti, le battaglia sociali e personali di intere generazioni, gli chiedo come ha fatto e come fa a mantenere alta questa inspirazione.

Foto Damiano Andreotti

“Più difficile ancora è mantenere alte le aspirazioni, perché l’inspirazione si sa, va e viene, ma l’aspirazione se va, è difficile che torni. Come si fa a mantenere l’aspirazione, la tensione del voler fare quella cosa lì in quel modo, se non di tentare o quanto meno confermare quella cosa. A me viene molto naturalmente anche perché non so parlare di “fuffa“, invidio molto quelli che sanno scrivere un testo parlando di nulla ma molto divertente, di grande intrattenimento, o che fa successo, che fa emozionare le persone, semplicemente dicendo parole che sono emozionanti, io no, mi tocca sempre dire qualcosa una maniera che abbia una chiave, che abbia doppi sensi dietro, perché se no non mi diverte proprio. Immaginati il tuo mestiere fatto non di invento una domanda e ascolto una risposta e sulla base e sulla base di quella risposta mi viene un’altra domanda estemporanea, ma semplicemente raccogliere un elenco di dichiarazioni, sai che palle. Eppure son tanti i tuoi colleghi che limitandosi a raccogliere dichiarazioni e copiando comunicati stampa fanno carriera, però questo non significa che tu voglia far carriera con quella modalità magari, preferisci fare le cose con la tua modalità e questo comporta più tempo da doverci dedicare, minori soddisfazioni perché ci vuole anche il tempo per poter apprezzare il lavoro, la capacità, ci vuole il gusto, il senso critico per riuscire ad apprezzare il lavoro. Non è che tutti sono capaci. Esattamente come una brutta canzone recupera dischi di platino: buon per lui, son sport diversi!”