Torna al cinema il regista greco Yorgos Lanthimos e lo fa accanto a Emma Stone, una delle splendide protagoniste, insieme a Olivia Colman e Rachel Weisz, del suo ultimo, pluripremiato film “La favorita” del 2018: “Povere creature!” (Poor Things) arriva nelle sale oggi e porta sul grande schermo uno dei romanzi più apprezzati del grande scrittore e illustratore scozzese Alasdair Gray, “Poor things!”, pubblicato nel 1992 e adattato per il cinema dallo sceneggiatore Tony McNamara.
La pellicola ha inizio nella Londra vittoriana e racconta la storia di Bella Baxter (Emma Stone), giovane donna nata dall’esperimento dell’eccentrico dottor Godwin Baxter (Willem Dafoe) che ha ridato la vita a una ragazza morta suicida trapiantando nella sua testa il cervello del bimbo che portava in grembo, ancora vivo nonostante il gesto di sua madre; Bella, così viene chiamata la creatura, all’inizio della sua esistenza si muove nel mondo proprio come una bambina, con curiosa goffaggine, ma la sua evoluzione, come essere umano con una propria personalità, volontà e esuberante libido, è rapida.
L’assistente del dottor Baxter, Max McCandless (Ramy Youssef) si innamora di lei, ma Bella è avida di esperienze e preferisce scappare insieme all’avvocato Duncan Wedderburn (Mark Ruffalo), chiamato a sancire i termini del matrimonio con McCandless; inizia così un lungo viaggio, tra Portogallo, Egitto e Francia: Bella sperimenta la vita in tutte le sue sfaccettature, si avvicina allo studio della filosofia, abbraccia il socialismo, lavora in un bordello parigino.
A guidare l’agire della protagonista è sempre il desiderio di conoscenza, che inevitabilmente si sovrappone a un forte anelito di libertà; quando Bella fa ritorno a Londra per l’aggravarsi delle condizioni di salute del suo creatore, che intanto ha ripetuto l’esperimento con un’altra giovane donna di nome Felicity (Margaret Qualley) la cui maturazione intellettuale procede con lentezza, il suo passato, precedente al suicidio, emerge con violenza, costringendola a una nuova presa di coscienza e a nuove scelte per la propria vita.
Ironico e grottesco, surreale e disturbante, com’è nella cifra stilistica di Yorgos Lanthimos, il film è una fiaba cruda e irriverente, che declina in commedia il tema del “Prometeo moderno” e della responsabilità della creazione, posto nel “Frankenstein” di Mary Shelley, e lo intreccia con originalità alla questione attualissima dell’emancipazione femminile e della parità di genere. La libido di Bella Baxter, pulsione che appare incontrollabile, attraverso cui la ragazza conosce se stessa e il mondo, è strumento di libertà, ma anche, soprattutto all’inizio del viaggio della protagonista, l’unica strada praticabile in suo possesso, proprio in quanto donna in un’epoca dominata dagli uomini, per placare la propria sete di conoscenza. Le figure maschili che ruotano intorno alla protagonista, non a caso, sono a disagio rispetto a questa dimensione e tentano di controllarla: creatore/padre e promesso sposo, marito e amanti sono frustrati da questa creatura indefinibile e strenuamente impegnati nel tentativo di etichettarla secondo i propri desideri, come figlia o moglie, per esempio.








Emma Stone offre una prova eccezionale e con la sua interpretazione costruisce un arco narrativo del personaggio quasi titanico; da bambina che si muove con impaccio in un mondo in cui è stata gettata dalla violenta e al contempo poetica sperimentazione scientifica del suo creatore, a donna che raggiunge una piena consapevolezza di se e dei propri desideri, l’attrice conferisce a Bella corpo e anima, sostenuta dal lavoro della costumista Holly Waddington, che ha creato degli abiti capaci di riflettere lo stato di maturazione di Bella, attraverso forme e tessuti. Da vestiti più ampi e vaporosi per la protagonista bambina, fino ai più sensuali corsetti dell’età adulta, la “bizzarria” di Bella si concretizza in una mescolanza di fogge e stili; “Alla fine del film, Bella indossa dei vestiti dall’aspetto molto militare” ha raccontato la costumista, “Perché è cresciuta e ha deciso chi è e cosa farà. Non assimila più gli stili, sovrapponendoli gli uni agli altri, ma veste abiti più lineari, con una struttura più definita”.
Il film arriva nelle sale con un bagaglio considerevole di premi già vinti e nomination all’attivo. Presentato all’ultima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, si è aggiudicato il Leone d’Oro come Miglior Film, mentre ai recenti Golden Globe è stato premiato come Miglior Film Commedia o Musicale e la sua protagonista ha ricevuto il riconoscimento come Miglior Attrice per questa categoria; la pellicola, che ha appena ricevuto ben 11 nomination all’Oscar, tra cui Miglior Film, Miglior Regia e Miglior Attrice Protagonista, si candida a essere una delle protagoniste della serata delle premiazioni degli Academy Awards, in programma il prossimo 10 marzo al Dolby Theatre di Los Angeles.
Il viaggio di Bella Baxter, dunque, è tutt’altro che terminato.







































