“Marley era morto, tanto per cominciare. Non c’è alcun dubbio in proposito”.
Si tratta di uno degli incipit più noti della storia della letteratura, oltre ad appartenere al racconto natalizio più amato dalle lettrici e dai lettori di tutti i tempi: “Canto di Natale – A Christmas Carol” di Charles Dickens è stato pubblicato il 19 dicembre del 1843 e per la mattina del 25 la prima edizione, uscita per l’editore Champman & Hall e corredata dalle famose illustrazioni di John Leech, era già andata esaurita.
Molto si potrebbe scrivere riguardo la fortuna editoriale di questo racconto, la cui trama è universalmente nota: nella notte della Vigilia di Natale, l’avido banchiere Ebenezer Scrooge riceve la visita del fantasma di Jacob Marley, suo socio; lo spirito, afflitto per il proprio destino di dannazione, avverte Scrooge che, se non cambierà il suo modo di vivere, patirà la stessa sorte. In questa notte speciale, dunque, il banchiere riceverà la visita di tre spiriti, il Natale Passato, Presente e Futuro, che gli mostreranno alcuni episodi fondamentali della sua vita, insieme alla probabile fine della sua esistenza solitaria.
Fin dagli albori, il cinema ha tratto ispirazione da questo grande classico della letteratura, tanto che esistono decine di adattamenti, alcuni fedeli allo scritto di Dickens per periodo e ambientazione, altri che, invece, rielaborano la trama essenziale della vicenda trasferendola in epoche e luoghi diversi, a dimostrazione dell’universalità dell’opera. Se amate la storia di Ebenezer Scrooge, queste festività potrebbero essere l’occasione per scoprire quali siano le versioni cinematografiche più famose del suo viaggio di redenzione all’insegna del Natale.
Iniziamo da “Scrooge, or, Marley’s Ghost”, cortometraggio muto del 1901, con la regia di Walter R. Booth, che viene considerato il primo adattamento cinematografico di “Canto di Natale”: se amate il cinema delle origini non potete perdere questo suggestivo corto, ricco di soluzioni visive accattivanti per l’epoca. Se invece siete alla ricerca di un adattamento classico, ma in pieno stile hollywoodiano anni ‘30/‘40, segnaliamo “A Christmas Carol” di Edwin L. Marin, del 1938; è del 1951 la pellicola firmata da Brian Desmond Hurst “Scrooge”, con l’attore scozzese Alastair Sim nel ruolo del protagonista: la sua interpretazione del personaggio, commovente e a tratti inquietante, è ancora oggi riconosciuta come una delle più suggestive.
“Canto di Natale” si trasforma invece in un musical destinato a un grandissimo successo nel 1970: “Scrooge”, firmato da Ronald Neame, vanta nel cast due tra i più grandi attori inglesi della loro generazione, Albert Finney, nel ruolo di Scrooge, e Alec Guinness in quello di Jacob Marley. La colonna sonora, firmata da Leslie Bricusse con l’arrangiamento di Ian Fraser, non mancherà di conquistare anche chi non è amante del musical, per la sua eleganza e il suo ritmo coinvolgente, come nel caso del brano “Thank you very much”, candidato perfino all’Oscar.
Con un salto negli anni ‘80 arriviamo a “Scrooged” (in Italia “S.O.S. Fantasmi”) di Richard Donner, adattamento in chiave moderna del classico dickensiano, datato 1988; il protagonista, in questo caso, è Francis Cross, cinico direttore di un network televisivo interpretato da Bill Murray. Perfetto esempio di uomo in carriera senza scrupoli, la sera della Vigilia Cross riceve la visita di un fantasma che cambierà per sempre la sua vita: gag, buoni sentimenti ed effetti speciali sono quelli tipici di questo decennio cinematografico.
Impossibile non citare “The Muppet Christmas Carol” (in Italia “Festa in casa Muppet”), delizioso adattamento del 1992 diretto da Brian Henson. A vestire i panni di Scrooge è il grande Michael Caine, chiamato a recitare accanto alla banda di pupazzi del “Muppet Show”: Kermit e Miss Piggy sono rispettivamente Bob Cratchit, impiegato di Scrooge, e sua moglie Emily, mentre Statler e Waldorf interpretano Jacob e Robert Marley, i soci ormai fantasmi; imperdibile Gonzo nel ruolo di Charles Dickens, narratore della vicenda.
La prima versione girata in CGI (Computer-generated imagery) di “A Christmas Carol” è invece datata 2009 ed è stata scritta e diretta da Robert Zemeckis; realizzata con la tecnica motion capture, vede Jim Carrey prestare il volto sia al protagonista Scrooge, che agli spiriti del Natale, mentre hanno le sembianze di Gary Oldman i comprimari Bob Cratchit e Jacob Marley. Dopo “The Polar Express”, realizzato con la medesima tecnica, Zemeckis ha scelto il classico dickensiano puntando sugli effetti speciali, con una versione in 3D spettacolare, soprattutto nelle sequenze con la nevicata su Londra.
L’interesse per “Canto di Natale” non si è certo esaurito negli ultimi anni, anzi, è stato annunciato per il 2026 un nuovo adattamento firmato dal regista Ti West: “Ebenezer: A Christmas Carol” vedrà nel ruolo del protagonista Johnny Deep; nel cast anche Ian McKellen e Andrea Riseborough. Questa versione, diretta dal maestro dell’horror West, suscita molta curiosità, ma per queste festività i nostri consigli di visione finali sono due: “Dickens – L’uomo che inventò il Natale”, film del 2017 diretto da Bharat Nalluri, in cui si raccontano le vicissitudini che portarono Dickens, interpretato da Dan Stevens, a scrivere “Canto di Natale”; infine, il cortometraggio animato “Canto di Natale di Topolino” (Mickey’s Christmas Carol) del 1983, diretto da Burny Mattinson: vedere Paperon de’ Paperoni nei panni di Scrooge e Topolino in quelli del suo impiegato Bob Cratchit, riconcilierà anche gli animi meno festivi con il Natale.







































