Nell’ultima settimana, il nuovo trailer ufficiale di “Odissea”, il film di Christopher Nolan ispirato all’Odissea di Omero, ha aperto uno spiraglio su uno dei viaggi cinematografici più attesi degli ultimi anni, che avrà inizio nelle sale italiane il prossimo 16 luglio. Le immagini diffuse -appena 2 minuti e 26 secondi- hanno generato in rete numerose polemiche e, da parte sua, Nolan ha ammesso di sentire la responsabilità nell’affrontare un’epopea così fondante per la storia della letteratura occidentale. Anche così, si motiva la scelta di rispettare la costruzione narrativa originale del poema epico, che si sposa perfettamente con le modalità di narrazione non lineare preferite dal regista e che trova una perfetta consonanza nell’Odissea, in cui l’ultima parte del viaggio di ritorno di Ulisse verso Itaca è innestata con il racconto delle peripezie affrontate per mare nel corso di 10 anni, dopo la vittoria dei Greci nella guerra di Troia.
Il trailer mostra efficacemente la magnificenza di scenografia e fotografia, valorizzate dalle riprese interamente effettuate con cineprese IMAX, mentre la colonna sonora di Ludwig Göransson sottolinea in un crescendo di sonorità guerresche alcune delle prove più terribili con cui Ulisse (Matt Damon) e i suoi compagni si confrontano. Tra le scene che più hanno suscitato sensazione, l’apparizione del ciclope Polifemo nell’oscurità della sua grotta e la mostruosa minaccia di Scilla, che ghermisce i marinai strappandoli alle navi, e Cariddi, con i suoi gorghi spaventosi.
Non mancano i rimandi alla guerra di Troia e all’inganno del cavallo di legno, stratagemma ideato proprio dal protagonista; grande curiosità, infine, ha suscitato la comparsa di un gruppo di guerrieri corazzati, che potrebbe rimandare ai Lestrigoni, popolo di giganti cannibali che tanta strage farà dei compagni di Ulisse. Sono state proprio le scene più spettacolari del trailer, d’altra parte, a innescare le maggiori polemiche: si è denunciata una deriva “supereroistica”, con l’accusa a Nolan di aver trasformato Ulisse e compagni in eroi Marvel o, più opportunamente, DC Comics, vista l’esperienza con la saga di “Batman”.
Il regista, ospite del Late Show di Stephen Colbert, ha chiarito la sua posizione rispetto all’argomento, ribaltando la prospettiva delle critiche ricevute; la “materia epica” dei poemi omerici, infatti, ha rappresentato una fonte d’ispirazione imprescindibile per molte grandi narrazioni della storia della letteratura e del cinema, così come del fumetto, spesso citato con superficialità in senso dispregiativo. In questo senso, dunque, i protagonisti -umani e divini- dell’Iliade e dell’Odissea, così come di altre saghe epiche, sono i precursori dei “supereroi” moderni e dimostrano quanto il genere umano, in ogni epoca, necessiti di grandi storie, da raccontare e ascoltare, e di uomini e donne che ne siano protagonisti.
I passaggi del trailer ambientati a Itaca, con Penelope (Anne Hathaway), Telemaco (Tom Holland) a Antinoo (Robert Pattinson), sono stati criticati soprattutto per la lingua, definita troppo moderna e gergale, e per l’accento di alcuni interpreti; si invoca, in maniera maldestra per la verità, l’aderenza al poema epico anche in merito alla presenza dell’elemento divino nel film: secondo alcune anticipazioni, infatti, Zendaya dovrebbe interpretare la dea Atena, ma nel trailer non c’è traccia dell’attrice, mentre compare Charlize Theron, che presterebbe il volto alla ninfa Calipso.
In attesa di scoprire qualche dettaglio in più, potrebbe essere utile, e a tratti sorprendente, ripercorrere la storia degli adattamenti dell’Odissea al cinema e in televisione: impossibile non iniziare questo viaggio da “Ulisse” di Mario Camerini (1954) con Kirk Douglas nei panni dell’eroe e Silvana Mangano in quelli di Penelope; si tratta di un tipico “peplum” dell’epoca, che si colloca ancora oggi tra i primi dieci film più visti nella storia del cinema italiano, con l’iconico Polifemo interpretato da Umberto Silvestri.
Ancora oggi considerato dai nostalgici il miglior adattamento del poema omerico, lo sceneggiato in 8 puntate “Odissea” di Franco Rossi (1968) ha rappresentato la prima grande produzione internazionale della RAI, con Bekim Fehmiu nel ruolo di Ulisse e Irene Papas in quello di Penelope; per quegli anni, si trattò di un successo senza precedenti, dovuto anche all’altissimo livello degli effetti speciali, curati da Carlo Rambaldi e Mario Bava.
Nel 1997 approda sulle reti Mediaset un nuovo adattamento seriale, “L’Odissea” di Andrej Končalovskij, con Armand Assante nel ruolo di Ulisse e Greta Scacchi in quello di Penelope; la serie, che è valsa un Emmy a Končalovskij, integra nella narrazione anche degli episodi dell’Iliade e vede nel cast numerose star, da Isabella Rossellini (Atena) a Vanessa Williams (Calipso). Nel 2000 esce invece nelle sale “Fratello, dove sei?” dei fratelli Joel e Ethan Coen: l’Odissea, in questo caso, funge da ispirazione per una commedia surreale, tra viaggio d’avventura e poliziesco, ambientata nell’America rurale ai tempi della crisi economica degli anni ‘30: George Clooney interpreta Everett Ulysses McGill e il suo viaggio di ritorno a casa, dopo essere evaso dai lavori forzati, tratteggia con efficacia la storia americana dell’epoca.
Il più recente adattamento dell’Odissea vede Ralph Fiennes nel ruolo di protagonista e si basa sugli ultimi libri del poema: “Itaca – Il ritorno” (2024), pellicola firmata da Uberto Pasolini, vede Juliette Binoche nei panni di Penelope, Charlie Plummer in quelli Telemaco e Claudio Santamaria in quelli di Eumeo; Ulisse, provato dalle peripezie del viaggio di ritorno, deve innanzitutto ritrovare se stesso, per poter tornare ad essere marito, padre e re di Itaca.



































