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Lo spazio come misura del tempo che passa: Robert Zemeckis torna al cinema con “Here”

Il regista dirige l’adattamento dell’omonimo fumetto di Richard McGuire; nel cast Tom Hanks e Robin Wright, di nuovo insieme dopo “Forrest Gump”

di Lorella Costa
9 Gennaio 2025
in Cinema & Serie TV
🕓 4 MINUTI DI LETTURA
52 3
Tom Hanks e Robin Wright in “Here” di Robert Zemeckis

Tom Hanks e Robin Wright in “Here” di Robert Zemeckis

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Raccontare il tempo, che scorre attraverso uno spazio circoscritto definito da una cornice-inquadratura: è questa la sfida insita in “Here”, il nuovo film di Robert Zemeckis in uscita oggi nelle sale italiane; la pellicola, che propone un intreccio narrativo tanto complesso quanto affascinante, è tratta da una pietra miliare della storia del fumetto contemporaneo americano, “Here – Qui” di Richard McGuire, uscito nella prima versione di 6 tavole nel 1989 sulla rivista “RAW” e nella versione estesa -oltre 300 tavole- per l’editore Pantheon nel 2014 (in Italia nel 2015, per Rizzoli Lizard).

Per l’adattamento cinematografico di quest’opera, che mette in discussione la linearità del tempo nella narrazione, aprendo una finestra “fissa” che fotografa uno stesso luogo, e chi lo attraversa, in epoche differenti, Zemeckis si affida allo sceneggiatore Eric Roth, già collaboratore del regista in “Forrest Gump”; a completare la reunion ci sono anche gli attori protagonisti della pellicola, Tom Hanks e Robin Wright, e il compositore che ne ha curato la colonna sonora, Alan Silvestri.

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Non stupisce che, proprio per “Here”, Zemeckis e Roth siano tornati a collaborare: si potrebbe dire che “è una questione di tempo”, perché così come in “Forrest Gump” il protagonista attraversa un’ampia porzione di storia americana evidenziandone, con la sua goffaggine, i momenti salienti e le contraddizioni, in “Here” è la camera -la vignetta, nel fumetto- puntata su uno stesso luogo ad assolvere questa funzione, come testimone immutabile del cambiamento, della storia che rincorre se stessa, proprio “qui”, e contribuisce dunque a mutare lo spazio in cui si compie.

E sono numerose, non a caso, le “storie” che si intersecano nel luogo scelto per l’osservazione del fluire del tempo, che si trasforma in una sovrapposizione di scenari: dai dinosauri spazzati via dall’Era Glaciale alle tribù degli indiani Lenape; dalla dimora di William Franklin, figlio del celebre Benjamin -scienziato e padre fondatore degli Stati Uniti d’America-, alla casa in cui si alternano le vicissitudini delle famiglie Harter e Beekman, per arrivare alla linea narrativa che racconta di Al Young (Paul Bettany), reduce della Seconda Guerra Mondiale, e di sua moglie Pauline (Kelly Reilly). Gli Young hanno tre figli e proprio su uno di questi, Richard (Tom Hanks), e su sua moglie Margaret (Robin Wright) si concentra il film, in parte autobiografico per il “Richard” autore del fumetto.

Il fumetto “Here - Qui” di Richard McGuire, nella prima versione di 6 tavole del 1989
Il fumetto “Here - Qui” di Richard McGuire, nella versione estesa del 2014
Il fumetto “Here - Qui” di Richard McGuire, nella versione estesa del 2014
Robert Zemeckis con Tom Hanks e Robin Wright sul set di “Here”

La copiosa filmografia di Zemeckis si distingue, fin dagli esordi, per l’utilizzo di innovazioni tecnologiche rivoluzionarie, con effetti speciali che hanno meritato il Premio Oscar di categoria (“La morte ti fa bella” e il pluripremiato “Forrest Gump”); in “Here”, in particolare, Hanks e Wright sono stati sottoposti a un imponente de-aging, tecnica di ringiovanimento che ha consentito loro di prestare il volto ai personaggi anche da giovanissimi. Non è certo la prima volta che il de-aging viene utilizzato al cinema, ma come risulta evidente anche dal trailer, la CGI (Computer Generated Imagery) risulta particolarmente invasiva e se, da una parte, la sensazione di trovarsi davanti a dei “quadri in movimento” richiama la peculiare impostazione grafica del fumetto, dall’altra rischia di appesantire il fluire della narrazione cinematografica o, al contrario, di renderla troppo caotica, perché se un lettore ha il privilegio di indugiare su una pagina disegnata e scritta per tutto il tempo necessario a decifrarla, lo stesso non si può dire di uno spettatore in sala.

Senza dubbio, il tentativo di adattare per il cinema un’opera tanto particolare, ispirata nel 1989 alla GUI (Graphical User Interface) Xerox, che influenzò Apple, Windows e IBM, esige uno scotto da pagare: fumetto e cinema sono linguaggi simili, ma forse è proprio la variabile “tempo” -quello in cui vivono i lettori/spettatori- a renderne differente la fruibilità. Resta da scoprire se la contaminazione tra il linguaggio della narrazione per immagini, pur messo in discussione da McGuire, e quello cinematografico, spinto da Zemeckis ai confini della CGI, abbia lasciato respiro alla storia e al suo impatto emotivo o li abbia invece soffocati, con i suoi costrutti pur accattivanti.

Tags: cinemafumettoRichard McGuireRobert ZemeckisRobin WrightTom Hanks
Lorella Costa

Lorella Costa

Esperta di narrazione, cura l’ideazione e la realizzazione dei laboratori di lettura, scrittura e fumetto per ragazze/i de Il Giromondo. Collabora come progettista culturale con il Centro Internazionale del Fumetto e con il Polo Bibliotecario Falzarego 35 di Cagliari. Ha curato l’editing per diversi progetti editoriali; è autrice di testi per reading e performance teatrali.

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  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️  🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
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Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.  La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
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  • ✨ La cattedrale di “Notre Dame de Paris” si prepara a illuminare anche il cielo della Sardegna. 
La celebre opera popolare moderna con musiche di Riccardo Cocciante, tratta dal romanzo di Victor Hugo, torna in Italia dal 26 febbraio 2026 con una nuova grande tournée che attraverserà il Paese fino al 6 gennaio 2027. 🇮🇹  🎭 Dopo oltre vent’anni di repliche e milioni di spettatori, lo spettacolo si conferma un classico contemporaneo capace di raccontare emarginazione, paura del diverso, desiderio d’amore e ricerca di giustizia attraverso musica, danza e teatro. 
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