Sa Mariga de s’aggiuru, l’anfora in terracotta simbolo della solidarietà e della lotta alla violenza sulle donne, è arrivata a Quartu Sant’Elena, proseguendo il suo viaggio attraverso i Comuni della Sardegna. Ideata nel 2023 dalla consigliera comunale di Domusnovas Fabiola Barranca, la campagna punta a promuovere riflessione e dialogo su un tema che coinvolge l’intera comunità.
L’anfora, dotata di due manici per rappresentare la necessità dell’aiuto reciproco nel condividere e sostenere un peso, viaggia gratuitamente di paese in paese. In ogni tappa viene collocata in spazi pubblici e trasformata in un contenitore di messaggi, pensieri e testimonianze lasciati dai cittadini. Un gesto simbolico che intende rendere tangibile il contrasto alla violenza e alimentare un senso collettivo di responsabilità.
Nel primo pomeriggio di ieri, Sa Mariga de s’aggiuru è giunta a Quartu, consegnata dalla rappresentanza del Comune di Capoterra, con l’assessora ai Servizi sociali Arianna Lunesu e una delegazione del Comando di Polizia Urbana. Ad accoglierla, all’Ex Convento dei Cappuccini, il sindaco Graziano Milia, l’assessora alla Pubblica Istruzione, Sport, Innovazione, Politiche di Genere e LGBT Cinzia Carta e la presidente della Commissione alle Pari Opportunità Elisa Usalla. Come previsto dal protocollo, sull’anfora è stata legata la fascia con il nome e lo stemma del Comune di Quartu Sant’Elena, a testimonianza del nuovo passaggio di testimone.
“In questi anni Quartu è stata sempre in prima linea nella sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, realizzando tantissime iniziative e riscontrando l’interesse e la partecipazione anche dei giovani” ha ricordato l’assessora Carta, sottolineando l’impegno dell’amministrazione. “Nella tre giorni quartese dell’anfora cercheremo di coinvolgere tutte le generazioni, affinché i messaggi raccolti, anche anonimi, possano portare contributi emotivi diversificati. Guardiamo avanti lavorando tutti nella stessa direzione, per un cambio culturale che rimetta al centro dei rapporti il rispetto”.
Durante la permanenza a Quartu, fino a giovedì prossimo, chiunque potrà lasciare il proprio pensiero all’interno dell’anfora, contribuendo così alla campagna di sensibilizzazione. In programma anche incontri di approfondimento all’Università della Terza Età e all’Istituto Comprensivo Porcu-Satta, con l’obiettivo di diffondere il messaggio tra fasce d’età differenti.
Dopo il passaggio di consegne con Quartucciu, previsto per la giornata di giovedì, il viaggio dell’anfora proseguirà verso Selargius, Maracalagonis, Settimo San Pietro, Sinnai, Soleminis, Dolianova, Serdiana, Ussana, Nuraminis, Serramanna, Villasor, Villaspeciosa e Uta, continuando a costruire, tappa dopo tappa, una rete simbolica di comunità unite contro la violenza di genere.







































