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Is animeddas, Su mortu mortu, Su Prugadoriu: Tradizione, religiosità e mistero nella notte di Ognissanti

Un ponte tra passato e presente che unisce la Sardegna in un unico grande rito

di Franca Falchi
9 Novembre 2019
in Folklore & Tradizioni, Sardegna
🕓 4 MINUTI DI LETTURA
348 27
Bimbi mascherati per Is Animeddas

Bimbi mascherati per Is Animeddas

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Il tempo di mezzo tra l’estate e la stagione fredda è da sempre stato considerato importante per l’agricoltura e l’allevamento sin dall’antichità quando, con riti pagani, si ringraziava per il raccolto ottenuto e si pregava per una buona nuova semina. Era anche il periodo della macellazione delle bestie, le cui ossa venivano bruciate in roghi rituali, e i carboni si conservavano per funzioni protettive.

Per i Celti era lo Samhain, che si celebrava tra fine ottobre e inizio novembre e segnava il passaggio dal vecchio al nuovo anno, simboleggiando l’attimo in cui la stagione della nascita e del rigoglio della natura lasciava il posto a quello del letargo e della stasi. Ma era anche il momento in cui il giorno si faceva più corto e la notte più lunga assottigliava la linea teorica di separazione tra il regno dei vivi e quello dei morti sino ad aprire una porta attraverso cui passavano le anime. Seduti intorno al fuoco si onoravano gli antenati tramandando le loro gesta proprio in quella notte in cui si pensava che lo spirito dei defunti avesse l’opportunità di tornare ai luoghi della loro vita terrena.

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Anche i Romani avevano una festa simile dedicata a Pomona, nella quale celebravano la fine della stagione del raccolto. Con la conquista e l’integrazione tra le due popolazioni, alla festa pagana fu affiancata la nuova ricorrenza cattolica dedicata a Tutti i Santi, All Hallows, che unito a -ene (vigilia) divenne nei secoli Halloween, vigilia di Ognissanti. Era un tentativo per ricondurre ad un significato religioso tutti i residui di paganesimo esistenti. La tradizione cristiana non riuscì però ad eliminare la credenza dei morti, così nel 835 Papa Gregorio Magno inserì, in quella stessa giornata, proprio la commemorazione dei defunti. Le assemblee degli anziani divennero riunioni familiari e i falò furono sostituiti dai lumini ad olio d’oliva, l’oro liquido delle campagne e prezioso dono per le anime, quale segnalazione di aiuto a ritrovare la strada di casa.

In Sardegna Ognissanti ha origini antichissime, anche in epoca nuragica, la morte non era considerata la fine della vita ma solo di quella conosciuta, morire segnava il passaggio verso un’esistenza spirituale simile a quella precedente terrena ma in una sorta di dimensione parallela. Tuttora si crede che sas animas bonas e sas animas malas, in egual modo, dimorino l’etere dopo il trapasso e vengono per questo onorate entrambe secondo antica tradizione.

Sono i giorni in cui le famiglie lasciano le città verso i paesi d’origine, in visita ai parenti con cui animano la festa in grandi tavolate che dopo il pasto rimangono apparecchiate per tutta la notte con i piatti fumanti di zuppe dai sapori dell’orto, cibo frugale ma dai profumi intensi, in modo che i defunti si possano nutrire della loro fragranza. Niente forchette né coltelli per evitare che sas animas malas possano ferire o uccidere qualcuno in uno scatto d’ira accidentale. Le case profumano di spezie e di frutta candita, nei giorni precedenti si preparano i dolci papassini con le mandorle e l’uva passa o le tilicche e il pane nero con la saba, il mosto cotto, scuro come la notte che cela i trapassati. Il pane di saba era l’antico omaggio che le famiglie benestanti donavano ai meno abbienti perché tutti pregassero per le anime della comunità, per questo noto anche come su pani ‘e s’anima.

Si accende la lantia, stoppino di stoffa imbevuto nell’olio e incastrato in un piccolo pezzo di sughero messo a galleggiare in una tazza d’acqua, una per ogni parente defunto. Restano accese sino alla mezzanotte del giorno dopo, proiettando figure inquietanti alle pareti delle camere. I bambini intagliano le arance per ricavare le lanterne da allineare sul caminetto o le latte da portare in giro per Is animeddas, Su mortu mortu o Su Prugadoriu, la questua per l’indulgenza delle anime, con nomi diversi a seconda della zona. Col viso sporco di carbone, i vestiti trasandati e qualcosa di bianco, a simboleggiare il vagare dei defunti, chiedono pro su ‘ene ‘e sas animas, un obolo per accorciare il loro tempo di permanenza nel Purgatorio.

Hanno delle vecchie federe o dei sacchi vuoti di farina che riempiono di castagne, noci, dolci fatti in casa, caramelle e cioccolati man mano che bussano ai vari portoni. Sono regali, in realtà, destinati ai defunti, si crede infatti che le anime utilizzino proprio i bambini per cibarsi dei dolci fatti loro in dono. Non c’è bisogno di insistere sul vecchio battacchio perché le vecchine sono già pronte sull’uscio con la corbula, un cestino pieno di ogni ben di Dio. Alcuni ricevono le fave secche, i legumi dei morti, retaggio dell’augurio di un buon raccolto, oppure mandarini e fichi secchi.

Nelle prime ore del mattino le madri fanno sparire le pietanze dalla tavola, prima del risveglio dei bambini che rimangono sempre stupiti del prodigio di quel pasto notturno. Poi ci si reca al camposanto e si celebrano le funzioni religiose al suono delle campane a morto. In genere per tutto il due novembre il loro rintocco riecheggia per i vicoli del paese contribuendo a rendere la giornata ancora più triste e cupa. La ricorrenza di Ognissanti in Sardegna si trasforma in magia.

Tags: defuntiHalloweenis animeddasOgnissantiSardegnaSu mortu mortuSu Prugadoriu
Franca Falchi

Franca Falchi

“La creatività è contagiosa, trasmettila”. Scrittrice, blogger e illustratrice, crede fermamente in questo principio di Einstein e i laboratori creativi di lettura e scrittura sono il suo mezzo preferito di contagio per adulti e bambini. La passione per la natura l’ha portata a vivere nella periferia di Sassari tra alberi e animali ma si dedica assiduamente anche al sociale e al volontariato. Scrive da sempre, collabora con blog e riviste, ha pubblicato due libri di narrativa per ragazzi e diversi racconti in antologie.

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  • 🏔️ Nel cuore della Sardegna più autentica, a 750 metri di altitudine, Orune si erge come un libro di pietra aperto sul passato. Il suo nome potrebbe derivare dal greco oros, “montagna”, e già questo racconta molto: un paese che domina vallate, boschi e formazioni rocciose tra Barbagia, Baronia, Logudoro e Gallura. 🌿  📜 Ma Orune non è solo paesaggio. È memoria viva di un’epoca in cui il banditismo sardo segnava la cronaca: qui nacquero figure leggendarie come Dionigi Mariani e Giovanni Moni Goddi. Eppure, accanto a loro, il borgo ha dato i natali anche a Margherita Sanna, tra le prime donne sindaco d’Italia, e ad Antonio Pigliaru, filosofo e giurista di grande rilievo.  ⚡Oggi Orune custodisce tesori che vanno oltre i nuraghi: Casa Murgia, palazzotto signorile dei primi del Novecento con un antico mulino ancora visibile nel giardino, racconta la storia dell’energia che illuminò per prima il paese.  🌳 E poi ci sono le sugherete secolari, maestose e silenziose, fonte di vita economica e meta di studiosi da tutta Europa. Il sughero estratto qui diventa tappi, pannelli isolanti, arte artigianale.  In tavola, Orune regala sapori intensi: i maccarones de ordascia, pasta d’orzo lavorata a mano, e sas montecadas, dolci fritti a forma di alveare che accompagnano il Carnevale barbaricino di metà febbraio. 🍯🎭  Un borgo che non dimentica, che resiste, che continua a vivere.  👉 Un viaggio tra archeologia, tradizioni e identità, l’articolo di Raffaella Piras continua su SHmag.it  📷 Nuraghe Nunnale: ©️Regione Autonoma della Sardegna
📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
📷 Santa Maria Maggiore: ©️ales&ales
📷 Veduta di Orune: ©️trolvag
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  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️  🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
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Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.  La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
  • 🎨 A Oliena nasce il Museo Diffuso Liliana Cano, un percorso che intreccia arte, memoria e comunità. Un progetto che trasforma il paese in un museo a cielo aperto, dove i murales, le sculture e i cicli pittorici dell’artista dialogano con le strade, le chiese e le piazze. 🏛️✨  Promosso dal Comune di Oliena, in collaborazione con l’Archivio Liliana Cano, il Presidio Turistico Oliena Galaveras e la Parrocchia di Oliena, il Museo Diffuso propone otto tappe e oltre cinquanta opere che raccontano quarant’anni di ricerca artistica e di dialogo con il territorio.  📍 Dal “Monumento alla donna” del 1985, una delle prime sculture pubbliche in Sardegna dedicate alla figura femminile, fino ai murales religiosi e civili che costellano il centro storico, ogni tappa rivela un frammento del rapporto profondo tra Liliana Cano e la comunità che l’ha accolta.  👣 Un itinerario da percorrere lentamente, tra arte, tecnologia e memoria collettiva.  Scopri tutti i dettagli e la storia completa del Museo Diffuso Liliana Cano su 👉 SHmag.it
  • ✨ La cattedrale di “Notre Dame de Paris” si prepara a illuminare anche il cielo della Sardegna. 
La celebre opera popolare moderna con musiche di Riccardo Cocciante, tratta dal romanzo di Victor Hugo, torna in Italia dal 26 febbraio 2026 con una nuova grande tournée che attraverserà il Paese fino al 6 gennaio 2027. 🇮🇹  🎭 Dopo oltre vent’anni di repliche e milioni di spettatori, lo spettacolo si conferma un classico contemporaneo capace di raccontare emarginazione, paura del diverso, desiderio d’amore e ricerca di giustizia attraverso musica, danza e teatro. 
Una combinazione di linguaggi che ha trasformato “Notre Dame de Paris” in un punto di riferimento della scena live internazionale. 🌍  🌊 Tra le tappe annunciate spicca una data che interessa da vicino il pubblico sardo: dal 6 all’8 agosto 2026 lo show arriverà all’Olbia Arena, portando sull’isola uno degli eventi più attesi della prossima stagione estiva. 
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  • 🌅🎤 Dopo il successo del tour europeo e l’annuncio della quarta edizione di “Tutti Per Uno”, Il Volo svela le nuove tappe del World Tour 2026-2027, prodotto da Friends & Partners. Tra le date attese c’è anche quella del 9 agosto 2026 ad Alghero, quando il trio si esibirà all’Alguer Summer Festival.  🎫 Le prevendite per il fanclub sono già aperte, mentre da domani i biglietti saranno disponibili su Ticketone.  🌎 Il nuovo anno porterà Il Volo oltreoceano: prima in America Latina, poi negli Stati Uniti, per un calendario di live che anticiperà i concerti estivi e la nuova edizione di “Tutti Per Uno”, in programma a settembre a Mantova.  Un viaggio musicale che abbraccia continenti, pubblico e tradizione, confermando l’energia di un trio ormai simbolo della musica italiana nel mondo. 🇮🇹💫  👉 Leggi l’articolo completo su SHmag.it per scoprire tutte le date e i dettagli del tour!
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