Cicale, passi, colpi sordi di asce che entrano nella corteccia di sughere secolari. Un concerto di suoni che accompagna le immagini del nuovo film di Marco Antonio Pani: “Padenti”, documentario che il regista sassarese presenterà in anteprima regionale alla XIII edizione del “terre di confine” film festival, per poi dialogare con il pubblico. Un omaggio di Pani alla rassegna, organizzata dall’associazione Su Disterru, di cui è stato direttore artistico nelle precedenti due edizioni. L’appuntamento è per stasera (domenica 27 settembre) ad Asuni, alle 20:45 al Museo dell’emigrazione.

“Padenti” in sardo vuol dire foresta. Nel caso specifico una foresta di sughere, quella di Is Pranus nel territorio di Escalaplano ripresa da Pani nei giorni in cui il sughero degli alberi che la compongono viene estratto. Da uomini che compiono questo duro lavoro con profondo rispetto per il territorio in cui vivono.

«In qualche modo – racconta Marco Antonio Pani – volevo raccontare la possibilità per l’uomo, persino in questo nostro mondo globalizzato, di vivere in armonia con l’ambiente, servendosene, certo, ma dandogli sempre qualcosa in cambio. In fondo in cambio di quel sughero rubato alla foresta ogni dieci anni, gli uomini di Escalaplano si prendono cura di lei nei dieci anni successivi, per poi tagliare di nuovo il sughero e ricominciare a prendersene cura».

Marco Antonio Pani

Un principio di reciprocità che lo stesso regista ha voluto seguire nel suo lavoro: «Ho osservato la foresta e gli uomini che la stavano spogliando in punta di piedi, prendendomi il tempo di ascoltare e di sentirne il respiro, per poi far conoscere a tutti quella sua bellezza per come si era mostrata a me e ai miei collaboratori. Anche questo semplice fatto, forse, può guadagnare dei difensori alla causa della foresta. Un modo per restituirle qualcosa, in cambio del suo lasciarsi guardare».

Prima della proiezione di “Padenti” è in programma, alle 19:15, per la gioia dei più piccoli il film d’animazione inglese “Shaun, vita da pecora: Farmaggeddon“, diretto W. Becher e R. Phelan.

A conclusione della serata spazio agli otto corti finalisti di ‘Visioni Sarde 2020’ con ospiti alcuni dei registi presentati da Elisabetta Randaccio: “Valerio” di Gianni Cesaraccio, “L’abbraccio” di Simone Paderi, “Dakota Dynamite” di Valerio Burli, “Destino” di Bonifacio Angius, “Fogu” di Alberta Raccis, “Fragmenta” di Angelica Demurtas, “Gabriel” di Enrico Pau, “Lasciami andare” di Roberto Carta. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con la Cineteca di Bologna / Visioni Sarde e Sardegna Film Commission.