Indossare un abito non è mai un atto fine a se stesso. Lo sanno bene i grandi stilisti, che confezionano capi in grado di vestire la personalità più che il corpo, e lo sanno bene le modelle di alto livello, che per sfilare serve carattere, che il giromanica non si riempie con le spalline ma con l’attitude, e che il tessuto sui fianchi cade meglio, se tendi il mento verso l’alto. Intenzioni di movimento e in movimento. Allora cosa accade a chi posa statico su un magazine patinato senza la speranza di poter aggiustare il tiro?

Una delle armi più potenti che i fotografi hanno è fermare il tempo: superpotere che si può solo sognare, loro lo esercitano ogni giorno. Ma la foto perfetta è la somma tra uno scatto sapiente e il talento del modello che sa dilatare il tempo per far catturare un attimo d’eterno all’obbiettivo.

È questo quello che si percepisce guardando il portfolio di Alice ed Emanuela Cruccu, giovani modelle di San Gavino Monreale che dal 2015 hanno fatto il loro ingresso nel mondo della moda e attualmente sono impegnate nella stagione primavera/estate 2021 di Antonio Marras.

Gemelle a ridosso dei trenta, con uno sguardo che ti fa franare il terreno sotto i piedi; due occhi al quadrato che dal foglio ti risucchiano senza chiedere il permesso dentro un tunnel di ricordi ancestrali fino a fermarti al punto zero della coscienza, dove non ci sono fronzoli, farciture, passamanerie, ma c’è la sostanza, la verità nuda e cruda, e di questi tempi necessaria. Uno sguardo maturato certamente non con selfie davanti allo specchio, ma impiegato nello studio e nella scoperta, attraverso i libri e le arti, la natura, le persone. Parlando con le twins si scopre quindi tutto ciò che nei loro occhi si condensa in forte magnetismo: c’è l’arte di Emanuela, che si muove facilmente da una pittura astratta evocativa a collage concettuali assemblati con sapienza, e che oltre ad insegnare propone le proprie opere al circuito contemporaneo: con “Green or Black” (2019) entra nel catalogo della Florence Contemporary Gallery allertando lo spettatore su tematiche ambientaliste, con “Punti di vista” prende parte al calendario 2018 per Gutenberg Edizioni ed espone al Centro di documentazione della ricerca artistica contemporanea Luigi Di Sarro a Roma (queste e altre opere sono reperibili sul suo Instagram @emanuelacruccuart).

Per Alice invece c’è la materia impalpabile della parola, la scoperta di altre culture, la comunicazione che valica i codici: da sempre impegnata nel superamento delle distanze tramite l’attività di traduzione, ad oggi si sta aprendo all’ambito editoriale, specializzandosi nelle traduzioni tecniche. A due voci affermano: il continuo contatto con l’arte e la letteratura ci aiuta molto, ci permette di affrontare la realtà e di conseguenza anche quello che facciamo nell’ambito della moda, in maniera speciale. C’è sempre qualcosa di noi in ciò che “creiamo”. Per noi si tratta di opportunità accolte con spensieratezza e allo stesso tempo con grande gioia, che ci consentono di osservare la vita anche da una prospettiva diversa e ci hanno fatto scoprire nel tempo aspetti di noi stesse che ancora non conoscevamo. Comunque sia, i nostri desideri corrono in un’altra direzione, in quella della traduzione per una e in quella dell’arte per l’altra, anche se l’ambito della moda rientra in quello più ampio dell’arte stessa. È come se avessimo due vite parallele, in cui ci immergiamo appieno.

Foto Luca Lai per APOOO (Antonio Polizzi)

L’entrata nella moda è capitata dunque mentre erano intente a coltivare le proprie passioni, ed è un piacere vedere come grandi firme stiano apprezzando la loro natura: Armani, Gucci, Givenchy, Prada, per citarne alcune con cui le abbiamo viste tra le pagine cartacee o virtuali di Vogue, RedMilk, Harper’s Bazaar Brasil. Ma da sarde legate in maniera profonda alla nostra terrahanno posato con piacere anche per i designer nostrani; oltre al già citato Marras (del cui entourage si sono letteralmente innamorate e con cui è difficile collaborare senza entusiasmo), negli anni ci sono stati shooting per Laura Pino (LRPN), Andrea Sailis, Adelaide Carta, Antonio Polizzi (APOOO), anche se ci tengono a sottolineare che niente sarebbe avvenuto se per gioco non avessero accettato l’invito a fare da mannequin per la loro amica Margherita nelle vetrine di FLAG. Fu però l’incontro con la fotografa Stefania Paparelli (Crash, Elle, Glamour, Harper’s Bazaar, Gioia, Jalouse, L’Officiel, The Sunday Times), oggi amica fidata, a portarle sotto i riflettori senza snaturare la loro essenza, connotata anche dall’imprescindibile marcatura dell’essere cresciute sull’Isola: La Sardegna è la nostra “alma mater”, a lei ci ispiriamo costantemente – spiegano. – Il concetto che abbiamo noi di Sardegna esula da quello di un mare bellissimo dalle spiagge uniche, o di un entroterra selvaggio; è più una questione di ciò che sentiamo e percepiamo, di profumi, di colori e di familiarità. C’è un senso di appartenenza profondo ed esclusivo.

La forza di Alice ed Emanuela è allora radicata, viscerale, scuote dal profondo della Sardegna e si irradia nella loro unione sororale di specchi che si completano, di opposti che si ricongiungono, di echi che domandano e rispondono. Una forza che le supporta e che dona loro uno sguardo selvatico, saggio, puro, consapevole e smarrito. Uno sguardo di creatrici contraddizioni, di continua trasformazione. Chapeau!