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Non chiamatele influencer: le donne che hanno piegato il web per il loro successo

di Simona Colombu
26 Ottobre 2020
in People, Web & Social
🕓 4 MINUTI DI LETTURA
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Donne forti, in gamba, che si sono fatte strada nella vita e nel web con il loro talento. Donne che hanno fatto della comunicazione un modello vincente, dimostrando il potere del pink power. Definire “influencer” chi è riuscito a seguire la propria passione coinvolgendo migliaia di persone è riduttivo: sono delle imprenditrici a tutto tondo, che sono riuscite a prendere in mano la loro vita con intelligenza ed audacia, così da plasmarla secondo i loro sogni.

Il successo social e nella vita: quattro storie al femminile

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Cristina Fogazzi, in arte Estetista Cinica, è un’imprenditrice bresciana e la fondatrice di Veralab, la sua linea beauty. Dopo svariati lavori, Cristina Fogazzi inizia la sua carriera da estetista, finché nel 2013 arriva sul web con il blog estetistacinica.it. In questi sette anni, grazie alla sua comunicazione schietta, sincera e senza fronzoli, la sua azienda è cresciuta a livello esponenziale, fino ad ottenere un fatturato di €29.000.000 nel 2019.

Ma quali sono i punti di forza dell’Estetista Cinica? Cristina è una vera forza della natura: vera e onesta, è riuscita a dimostrare che per avere successo non è necessario “vendere l’anima al diavolo”. Basta con canoni irraggiungibili e prodotti che promettono di essere la soluzione a qualsiasi problema: creare una relazione basata sulla fiducia con gli utenti dei social, senza il bisogno di dover ricorrere ad un marketing ingannevole, funziona e la community di 706.000 fagiane lo dimostra. Attiva anche nel sociale, con diverse campagne di beneficenza e valorizzazione del territorio, e nella promozione del body positive, Cristina Fogazzi si rivela un modello imprenditoriale vincente, ma soprattutto un modello femminile esemplare, tanto da essere tra le 100 donne più influenti su Forbes Italia.

Cathy La Torre, conosciuta nei social anche come Avvocathy, è un’avvocata, attivista e politica. Specializzata in diritto antidiscriminatorio, combatte quotidianamente per la tutela dei diritti civili, con una maggiore sensibilità verso le discriminazioni riguardanti il mondo LGBTQ+. Founder del C.E.S.D. (Centro Europeo di Studi sulla Discriminazione), dello studio WildSide e di gaylex.it, una rete di avvocati ed attivisti contro l’omotransfobia, Cathy La Torre ha portato sul web la sua lotta per la sensibilizzazione sulle discriminazioni.

Nel 2019 le viene assegnato il premio come migliore avvocata pro bono ai The Good Lobby Awards a Bruxelles grazie alla sua campagna Odiare ti costa, nata per combattere l’odio in rete. L’avvocata descrive il suo lavoro con la frase “spiego i diritti e provo pure ad allargarli”, ed è proprio ciò che fa ogni giorno nella sua pagina Facebook e su Instagram, dove interagisce con più di 200.000 persone.

Chiara Ferragni, famosissima e chiacchieratissima, non ha bisogno di presentazioni. Con 22 milioni di follower, Chiara è diventata il simbolo dell’italianità su Instagram. Nata come fashion blogger nel 2009 con il blog The Blonde Salad, Chiara Ferragni si è letteralmente inventata un lavoro che ancora non esisteva, ottenendo un successo inimmaginabile da milioni di dollari. Dopo essere stata la prima fashion blogger ad apparire su Vogue, Forbes, nel 2017, l’ha nominata come influencer di moda più importante al mondo, ma è solo questo?

Chiara Ferragni a soli 33 anni è, come dice lei stessa, un’imprenditrice digitale. Founder di Chiara Ferragni Collection, ha creato una sua linea di abbigliamento, raggiungendo i suoi follower in tutto il mondo grazie all’e-commerce e agli store fisici.

Imprenditrice, blogger, e designer, Chiara Ferragni mostra ai giovani un modello di emancipazione femminile semplice e pulito, con una comunicazione spontanea e naturale, allontanandosi con eleganza da tutti gli stereotipi che vedono la donna come donna in carriera o come madre, dimostrando che si può essere l’una e l’altra contemporaneamente.

Veronica Benini, sui social Spora, è una strategist impegnata nel dare supporto alle donne che hanno deciso di lanciare la loro attività sul web. Veronica Benini applica e dimostra la vera forza del pink power, aiutando le donne a reinventarsi, proprio come ha fatto anche lei. Dopo un lavoro da architetto, un cancro e un divorzio, decide di mollare tutto e di ricominciare da zero: si trasferisce in un furgone e, con Stiletto Academy, insegna a camminare sui tacchi, diventando un esempio di come sia possibile seguire le proprie aspirazioni e realizzarsi nella vita.

Veronica Benini diventa founder di diversi progetti, come 9Muse, un evento talk dove 9 donne parlano della loro rinascita, e Corsetty, che offre corsi di marketing digitale online. La Spora è una consulente strategica che propone alle piccole imprenditrici e alle aziende un nuovo modello di business smart, diversificato e global. Perché una donna può essere e può fare tutto ciò che vuole: “stay strana, stay figa: il mondo è di chi spinge”!

Tags: AvvocathyChiara FerragniEstetista Cinicainfluencersocial networkSporaweb
Simona Colombu

Simona Colombu

Classe 1988, nasce e cresce a Cagliari, dove vive tuttora. Sin da piccola ha sempre amato la lettura e la scrittura. Questa passione l’ha portata negli anni ad intraprendere studi umanistici e, dopo vari lavori, nel 2018 inizia a lavorare come copywriter. “Senza fretta, ma senza tregua” (L. Tolstoj) è il suo motto.

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  • 🙏🏻 C’è una storia che a Cagliari continua a tornare.
È quella di Sant’Efisio.  Una vicenda di martirio, fede e memoria collettiva.
Una promessa nata nel tempo della peste.
Un voto che, secolo dopo secolo, continua a rinnovarsi.  Ogni 1° maggio, quella devozione riprende il cammino.
Attraversa strade, volti, abiti, silenzi e preghiere.
E racconta ancora oggi un legame profondo con la città e con la sua identità. ⛪🌺🐂  🔗 Chiara Medinas ricostruisce le origini e il significato di questa devozione: l’articolo completo è su SHmag.it.  📸 ©️Chiara Medinas e ©️Depositphotos
  • 👹 Sos Colonganos, il respiro antico del Carnevale di Austis  Nel cuore della Sardegna, ad Austis, ogni anno il Carnevale si trasforma in qualcosa di ancestrale. Non ci sono coriandoli né allegria sfrenata: qui il tempo rallenta, e dalle vie del borgo emergono figure avvolte nel mistero. Sono Sos Colonganos, maschere silenziose vestite di pelli di pecora, pellami di volpe e martora, con ossa d’animale legate sulla schiena e volti coperti da maschere di sughero intrecciate a rami di corbezzolo. 🌿  ⚫ Il loro nome deriva dal greco “kolos” — colui che veste di pelli — e la loro presenza comunica penitenza, sacrificio e legame profondo con la terra. A differenza di altre maschere sarde, Sos Colonganos non portano campanacci, ma ossa: simbolo potente di morte e resurrezione che attraversa i secoli.  🐗 Il rito si arricchisce con l’apparizione di s’Urtzu, figura dal volto nero di carbone e una testa di cinghiale completa di zanne, che cerca disperatamente di sfuggire a Sos Bardianos, guardiani avvolti in cappotti neri di orbace che lo percuotono con bastoni fino a “ucciderlo”. È un dramma collettivo che racconta la ciclicità della vita, il sacrificio rituale, la rinascita comunitaria.  📜 Le radici di questa tradizione affondano almeno nel 1700, come testimonia la poesia del neonelese Bonaventura Licheri. Grazie all’Associazione culturale Sos Colonganos e a testimonianze orali preziose — come quella di Franziscangela Meloni, classe 1907 — oggi il rito continua a vivere, custodendo memorie che parlano di identità, memoria e appartenenza.  La storia completa, tra simboli antichi e voci del passato, la trovi nell’articolo di Chiara Medinas su SHmag.it 🔗  📸 ©Associazione Culturale Sos Colonganos
  • 🏔️ Nel cuore della Sardegna più autentica, a 750 metri di altitudine, Orune si erge come un libro di pietra aperto sul passato. Il suo nome potrebbe derivare dal greco oros, “montagna”, e già questo racconta molto: un paese che domina vallate, boschi e formazioni rocciose tra Barbagia, Baronia, Logudoro e Gallura. 🌿  📜 Ma Orune non è solo paesaggio. È memoria viva di un’epoca in cui il banditismo sardo segnava la cronaca: qui nacquero figure leggendarie come Dionigi Mariani e Giovanni Moni Goddi. Eppure, accanto a loro, il borgo ha dato i natali anche a Margherita Sanna, tra le prime donne sindaco d’Italia, e ad Antonio Pigliaru, filosofo e giurista di grande rilievo.  ⚡Oggi Orune custodisce tesori che vanno oltre i nuraghi: Casa Murgia, palazzotto signorile dei primi del Novecento con un antico mulino ancora visibile nel giardino, racconta la storia dell’energia che illuminò per prima il paese.  🌳 E poi ci sono le sugherete secolari, maestose e silenziose, fonte di vita economica e meta di studiosi da tutta Europa. Il sughero estratto qui diventa tappi, pannelli isolanti, arte artigianale.  In tavola, Orune regala sapori intensi: i maccarones de ordascia, pasta d’orzo lavorata a mano, e sas montecadas, dolci fritti a forma di alveare che accompagnano il Carnevale barbaricino di metà febbraio. 🍯🎭  Un borgo che non dimentica, che resiste, che continua a vivere.  👉 Un viaggio tra archeologia, tradizioni e identità, l’articolo di Raffaella Piras continua su SHmag.it  📷 Nuraghe Nunnale: ©️Regione Autonoma della Sardegna
📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
📷 Santa Maria Maggiore: ©️ales&ales
📷 Veduta di Orune: ©️trolvag
  • 🕯️ Nel cuore del quartiere Castello di Cagliari si cela un passaggio che da secoli sussurra segreti. Via Alberto Lamarmora, antica ruga Mercatorum dei mercanti pisani, dimora di nobili e argentieri, nasconde tra i suoi vicoli stretti il Portico delle Anime.  🌙 Un tunnel angusto illuminato solo da una lampada fioca, dove l’effige della Madonna delle Grazie veglia su un mistero inquietante. Gli abitanti raccontano di aver udito lamenti di anime in pena davanti al quadro sacro. Ombre che si muovono, voci indistinte che emergono dal buio.  ⚔️ Si narra che durante un Giovedì Santo, Sant’Efisio apparve minaccioso nel portico a un sabotatore intenzionato ad avvelenare le acquasantiere delle chiese cagliaritane. Il santo lo fermò sul nascere. Da allora, ogni anno, il suo simulacro sosta davanti alla Vergine in processione. Una tradizione che unisce fede e leggenda, viva ancora oggi.  🏛️ Tra palazzi segnati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e archi gotico-catalani, il Portico conserva un fascino che sfida il tempo. Cagliari di giorno è luce, ma di notte Castello rivela il suo volto enigmatico.  👉 La storia completa di Raffaella Piras, con tutti i dettagli delle leggende e della storia del luogo, ti aspetta su SHmag.it 📰
  • 👹 Maschere nere, corna di cervo, pelli di montone e campanacci: a Lula, il Carnevale rivive ogni anno nel rito arcaico di Su Battileddu, la vittima sacrificale che incarna il ciclo eterno di morte e rinascita. Una tradizione intensa, misteriosa e profondamente legata alla terra e alla comunità.  👩🏻‍🍼👶🏻 Accanto a lui, le lugubri Sos Battileddos Gattias intonano canti funebri e mettono in scena gesti rituali che mantengono viva una memoria collettiva radicata nel mito e nell’identità della Baronia.  🔗 Nell’articolo su SHmag.it, Chiara Medinas ci guida alla scoperta della storia, del simbolismo e del fascino di uno dei Carnevali più enigmatici della Sardegna.  📷 Silvia Dengo
  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️  🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
  • 🪨 Scolpita nella roccia di Capo Sant’Elia, la Grotta di San Bartolomeo racconta una pagina poco nota della preistoria cagliaritana.  Tra frane, scavi ottocenteschi e indizi sparsi nel terreno, qui sono emersi frammenti di vasi, punte di lancia, resti animali e tracce di antiche capanne: tasselli di una storia che va dal Neolitico all’età nuragica, passando per la misteriosa cultura di Monte Claro.  🌊 Accanto alla grotta, la Domus de Janas ancora visibile custodisce il silenzio di un passato in parte perduto, mentre gli archeologi cercano di ricostruire l’abitato che un tempo dialogava con il mare di Marina Piccola e il colle di Sant’Elia. 
Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.  La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
  • 🎨 A Oliena nasce il Museo Diffuso Liliana Cano, un percorso che intreccia arte, memoria e comunità. Un progetto che trasforma il paese in un museo a cielo aperto, dove i murales, le sculture e i cicli pittorici dell’artista dialogano con le strade, le chiese e le piazze. 🏛️✨  Promosso dal Comune di Oliena, in collaborazione con l’Archivio Liliana Cano, il Presidio Turistico Oliena Galaveras e la Parrocchia di Oliena, il Museo Diffuso propone otto tappe e oltre cinquanta opere che raccontano quarant’anni di ricerca artistica e di dialogo con il territorio.  📍 Dal “Monumento alla donna” del 1985, una delle prime sculture pubbliche in Sardegna dedicate alla figura femminile, fino ai murales religiosi e civili che costellano il centro storico, ogni tappa rivela un frammento del rapporto profondo tra Liliana Cano e la comunità che l’ha accolta.  👣 Un itinerario da percorrere lentamente, tra arte, tecnologia e memoria collettiva.  Scopri tutti i dettagli e la storia completa del Museo Diffuso Liliana Cano su 👉 SHmag.it
  • ✨ La cattedrale di “Notre Dame de Paris” si prepara a illuminare anche il cielo della Sardegna. 
La celebre opera popolare moderna con musiche di Riccardo Cocciante, tratta dal romanzo di Victor Hugo, torna in Italia dal 26 febbraio 2026 con una nuova grande tournée che attraverserà il Paese fino al 6 gennaio 2027. 🇮🇹  🎭 Dopo oltre vent’anni di repliche e milioni di spettatori, lo spettacolo si conferma un classico contemporaneo capace di raccontare emarginazione, paura del diverso, desiderio d’amore e ricerca di giustizia attraverso musica, danza e teatro. 
Una combinazione di linguaggi che ha trasformato “Notre Dame de Paris” in un punto di riferimento della scena live internazionale. 🌍  🌊 Tra le tappe annunciate spicca una data che interessa da vicino il pubblico sardo: dal 6 all’8 agosto 2026 lo show arriverà all’Olbia Arena, portando sull’isola uno degli eventi più attesi della prossima stagione estiva. 
Dietro le quinte, la produzione firmata Clemente Zard e Vivo Concerti conferma l’ambizione di una tournée che ripercorre la storia di un titolo diventato simbolo del teatro musicale.  👉 L’approfondimento completo, con tutte le città della tournée e i dettagli sulla tappa di Olbia, continua su SHmag.it  📸 Attilio Cusani
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