Veemente dio d’una razza d’acciaio,
Automobile ebbrrra di spazio!,
che scalpiti e frrremi d’angoscia
rodendo il morso con striduli denti…
Formidabile mostro giapponese,
dagli occhi di fucina,
nutrito di fiamma
e d’olî minerali,
avido d’orizzonti e di prede siderali…
io scateno il tuo cuore che tonfa diabolicamente,
scateno i tuoi giganteschi pneumatici,
per la danza che tu sai danzare
via per le bianche strade di tutto il mondo!…

“All’Automobile da corsa”, F. T. Marinetti

Dei Futuristi si sa, niente li esaltava più dell’aggressiva forza delle macchine. E se fino agli anni ’50 per le auto si è ricercata la perfezione meccanica, con gli anni ’60 si scopre un nuovo concetto di design. Nomi come Sergio Scaglietti (nel 1957 ci regalò la Ferrari Testa Rossa 250 completamente in alluminio battuto a mano) o il genio indiscusso di Giorgetto Giugiaro (laurea honoris causa in Architettura al Politecnico «Per la competenza nel risolvere l’intuizione formale con tecnologie e tecniche efficaci e per la sensibilità nella comprensione e anticipazione della cultura, della economia, della domanda e del mercato»), sono solo alcuni dei designer che hanno fatto davvero la storia della linea. E se i prototipi sono affidati ai fuoriclasse, anche la cura delle singole auto può essere terreno per grandi talenti.

Il concetto del car detailing è relativamente giovane: si allontana dalla semplice “passata di cera” e consiste nella cura minuziosa dei materiali prima ancora che dell’estetica. È un riportare le superfici (motore, carrozzeria, interni pregiati) al loro primigenio splendore attraverso la ricostituzione della struttura superficiale, magari in vista di una mostra o per un semplice ricovero invernale dell’auto, o anche solo per mantenimento.

Uno dei migliori esperti al momento è Marcello Mereu, master del suo salone Haute Detaling a Milano (incastonato nella galassia Garage Italia, punto di riferimento per la consulenza creativa nell’automotive) che pone in atto con sapienza e passione ogni pratica di cura. Vederlo al lavoro è davvero affascinante, e le cere, i balsami per pellami, addirittura i pennelli, da semplici strumenti di restauro divengono sotto le sue mani creatori di bellezza e charme.

Foto Luigi Orru

Ogliastrino, si appassiona alle auto gattonando sulle riviste di Quattroruote con le quali impara a leggere. Destino segnato? Assolutamente no. Il genio di Mereu si è fatto ben attendere.

Andiamo con ordine: ventenne parte dalla Sardegna e gira mezza Europa raggiungendo l’ambita posizione di direttore commerciale per il mercato asiatico di una grande casa di moda. Finalmente arrivato, Marcello però si rende conto che ha realizzato sì un sogno, ma non il proprio. Così decide di ripartire da zero, ma non da uno zero assoluto: ha dalla sua un’ottima conoscenza delle auto e l’esperienza maturata nell’alta modagli ha donato competenze tecniche per la cura dei materiali pregiati.

Passione, professionalità, coraggio. Il mix c’è tutto. Dopo essersi formato presso una società svizzera di car detailing, è pronto a pensare da imprenditore. Nel 2016 apre allora il suo Haute Detailing (il richiamo all’Haute Couture non è casuale) conquistando la fiducia di un’importante fetta di top customers che affidano le loro auto alla sua sapienza. Pur dalla top class Marcello è rimasto estremamente alla mano, e risponde con piacere alle nostre curiosità.

Foto Luigi Orru

Ciao Marcello, come descriveresti il tuo lavoro?
Sono una sorta di medico estetico per auto, lavoro soprattutto per concorsi e collezionisti privati, in genere lavoro solo su auto d’epoca e di pregio. Il mio lavoro nello specifico va dalla semplice pulizia (accurata e attenta) di un’auto ritrovata in un fienile, alla lucidatura della carrozzeria per un contest. 

Quanta importanza ha avuto la tua precedente esperienza?
Fondamentale: la moda ti insegna la qualità e la velocità nel cambiare scenario, due cose che soprattutto in fase di start-up mi sono servite molto; poi l’ossessione per la qualità, caratteristica dei miei lavori e naturalmente dell’alta moda. 

Quale scintilla si accende quando lavori?
Quella dello studio e della ricerca: non approccio mai una lucidatura, un restauro su pelle o una semplice pulizia di un motore senza aver prima studiato cosa sto andando ad affrontare.

Immaginiamo: ti ritrovi nel passato. Come passi le tue giornate?
Credo proprio che andrei nell’Italia post-industriale, gli anni d’oro della nostra industria automobilistica. Perché tutto era possibile. E da lì mi piacerebbe mandare dei messaggi di ottimismo nel 2020 e dire “siamo ancora bravi ma si deve fare di più. Non mollate!”

Foto Luigi Orru

Com’è invece una tua giornata attuale?
Normalmente in studio, tra una riunione e un intervento sull’auto in lavorazione (soprattutto per i concorsi può durare anche una settimana). Altre volte posso essere in viaggio, tra Montecarlo e Svizzera per interventi su auto che non possono essere spostate visto il loro grande valore.

Cosa diresti a qualcuno che volesse seguire le tue orme?
Di studiare tanto, non fermarsi all’apparenza, di andare alla sostanza delle cose; i materiali che trattiamo per essere riportati all’antico splendore hanno motivazioni storiche importanti. Quindi anche se trattiamo lo splendore delle superfici, non siate superficiali!!

Punto di vista condivisibile che dona a Marcello un personale approccio alla professione e che speriamo faccia da base alla nascita di un vero e proprio brand. Con la speranza di vedere presto un salone Haute Detailing nell’Isola, rimandiamo ai profili Instagram @marcello_mereu e @hautedetailing per sognare e restare a bocca aperta.