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Pagamenti digitali e finanza locale: così la piattaforma pagoPA genera fino a 469 milioni di euro per i Comuni italiani

di Redazione
31 Agosto 2026
in Economia & Impresa
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(Adnkronos) – I pagamenti digitali nella Pubblica Amministrazione rappresentano una leva strategica per l’efficienza finanziaria delle comunità locali. Lo studio econometrico “Effetti dell’adozione dei servizi pagoPA sulla capacità di riscossione dei Comuni” analizza proprio l’impatto della digitalizzazione sui bilanci degli enti territoriali, dimostrando come l’innovazione tecnologica si converta in risorse concrete.  

Realizzata da un gruppo di ricerca multidisciplinare promosso dall’Unità di Missione Next Generation EU e dall’Ispettorato Generale per la Finanza delle Pubbliche Amministrazioni (IGEPA) della Ragioneria Generale dello Stato insieme a PagoPA, l’analisi evidenzia un miglioramento nei tassi di incasso e una marcata riduzione dei divari territoriali. In questa intervista, Riccardo Fusari, Responsabile dell’Area Strategic Coordination & Data all’interno del Dipartimento Data Strategy & Program Governance guidato dal Chief Data Officer Michelangelo Quaglia, approfondisce le evidenze emerse dal lavoro congiunto, delineando l’evoluzione dei servizi pubblici tra risorse del PNRR, automazione contabile e sinergie con l’App IO e le notifiche digitali di SEND. 

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Dallo studio “Effetti dell’adozione dei servizi pagoPA sulla capacità di riscossione dei Comuni” emerge che pagoPA ha portato nelle casse dei Comuni italiani tra i 243 e i 469 milioni di euro di entrate aggiuntive. Come si spiegano questi numeri così importanti e perché la digitalizzazione dei pagamenti si trasforma in risorse concrete per i bilanci locali? 

La gestione dei processi di pagamento e dei sistemi di incasso è uno dei pilastri fondamentali per l’amministrazione di ogni ente pubblico; per digitalizzarla non ci si può limitare ad una semplice integrazione tecnologica, ma è necessario ripensare in logica digitale anche diversi processi “a valle” che dipendono dal pagamento, come la riconciliazione e la rendicontazione. Lo studio econometrico che abbiamo condotto con la Ragioneria Generale dello Stato (attraverso l’Unità di Missione Next Generation EU e l’Ispettorato Generale per la Finanza delle Pubbliche Amministrazioni – IGEPA) isola l’impatto causale della piattaforma di pagamenti pagoPA da trend macroeconomici generali. La stima prudenziale tra 243 e 469 milioni di euro di maggior riscosso nel quadriennio 2021-2024 dimostra che la transizione tecnologica non è solo sostenibile per i Comuni, ma sblocca risorse reali che prima non avrebbero incassato senza pagoPA, convertendole in liquidità per finanziare i servizi ai cittadini. 

Riccardo Fusari, Responsabile dell’Area Strategic Coordination & Data pagoPA

Gli incrementi di incasso più significativi riguardano la TARI, le sanzioni stradali e le mense scolastiche. Quali sono i fattori che rendono questi servizi così reattivi al canale digitale rispetto ad altre entrate comunali? 

La reattività differenziata emersa dallo studio (+3,3 p.p. per mense e asili, +2,4 p.p. per le sanzioni stradali, +0,9 p.p. per la TARI) dipende dalla frequenza della transazione e dalla natura del servizio. TARI e sanzioni stradali rappresentano le voci portanti dei bilanci locali (la TARI da sola rappresenta oltre il 31% degli accertamenti tributari comunali, le sanzioni stradali oltre il 17% delle entrate extratributarie). Sui servizi a domanda individuale come le mense, dove il pagamento è ricorrente e direttamente legato a una prestazione essenziale per la famiglia, la drastica riduzione dell’attrito e la chiarezza dell’importo stimolano un adempimento spontaneo immediato. 

L’analisi mostra un chiaro miglioramento della capacità di incasso su entrate ad alta frequenza di interazione diretta, come TARI, sanzioni e servizi scolastici. In che misura la riduzione dell’attrito nei pagamenti (multicanalità, trasparenza immediata del dovuto, integrazione con App IO) ha modificato la propensione all’adempimento spontaneo dei cittadini, trasformando la digitalizzazione da mero obbligo normativo a un beneficio percepito in termini di tempo e facilità d’uso? 

Se da un lato pagoPA ha mantenuto attivi i canali tradizionali senza imporre l’adozione di strumenti digitali da parte dei cittadini, dall’altro ha contribuito a introdurre tutte le principali innovazioni del mondo dei pagamenti e fintech all’interno del settore pubblico, prioritizzando la facilità d’uso e innalzando il livello di soddisfazione nell’esperienza degli utenti. L’impatto si misura soprattutto nel recupero di ritardi territoriali: tra il 2020 e il 2024 abbiamo registrato un incremento dei pagamenti digitali nei Comuni del Mezzogiorno e delle Isole di ben 12 punti percentuali, con una contestuale riduzione del contante che ha riallineato il Sud ai livelli medi nazionali. Quando il dovuto è trasparente e facilmente saldabile, il pagamento smette di essere un ostacolo burocratico e diventa un aspetto integrante del servizio percepito come utile. 

I dati mostrano che quasi l’80% dei Comuni ha aderito agli avvisi del PNRR, arrivando a una media di 39 servizi attivi per ente. In che modo queste risorse hanno accelerato un processo che altrimenti avrebbe richiesto molto più tempo? 

Il PNRR ha impresso un’accelerazione strutturale a tutto l’ecosistema pubblico. Per la misura 1.4.3 gestita dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, le risorse (pari a circa 135 milioni di euro erogati direttamente ai Comuni tramite avvisi) sono state ancorate al raggiungimento di target tecnologici certificati. Questo ha portato oltre il 77% dei Comuni italiani (6.123 enti) a finanziare l’integrazione dei propri sistemi alla piattaforma pagoPA, superando l’obiettivo di 35 servizi attivi per Comune e raggiungendo una media di oltre 39 servizi integrati. Il quadro che ne deriva è un’eredità non solo di software, ma di vera e propria maturità organizzativa e capacità di gestione dei progetti su scala capillare. 

Gli esperti sottolineano come la piattaforma permetta ai Comuni di sapere in tempo reale chi ha pagato cosa. Quanto incide questa automatizzazione sui costi operativi, sui tempi di lavoro del personale e sulla riduzione degli errori manuali? 

L’automazione garantita da pagoPA incide in modo profondo sulla quotidianità della macchina amministrativa locale, intervenendo su una delle fasi storicamente più onerose: la riconciliazione e la classificazione contabile dei flussi. L’associazione univoca tra la transazione e la posizione debitoria elimina alla radice la necessità di incrociare manualmente estratti conto e registri, riducendo il rischio di errore umano e l’insorgere di contenziosi con i cittadini. Naturalmente, si tratta di un percorso di trasformazione ancora in corso. Fino a quando persisteranno canali di incasso tradizionali e non integrati (come ad esempio i bonifici bancari diretti con causali generiche), il lavoro manuale rimarrà inevitabile per gli uffici tributi. Proprio per questo, la progressiva convergenza dell’intero perimetro delle entrate comunali verso pagoPA rappresenta la chiave per esprimere al 100% il potenziale di efficienza della piattaforma, consentendo ai Comuni di riallocare risorse umane preziose su attività a maggior valore aggiunto. 

L’adozione di pagoPA sta aiutando a ridurre le differenze storiche di riscossione tra i grandi centri e le realtà più piccole o territorialmente svantaggiate, oppure le performance dipendono ancora dal contesto di partenza? 

Questo è uno degli esiti più significativi e incoraggianti emersi dalla nostra analisi econometrica: le Digital Public Infrastructure (DPI) centralizzate a livello statale agiscono come veri e propri fattori di perequazione e compensazione delle fragilità locali. Sollevando le amministrazioni minori dagli oneri finanziari e tecnici legati allo sviluppo di portali proprietari, l’infrastruttura nazionale garantisce una linea di base tecnologica omogenea su tutto il territorio. I dati sulla riscossione dei servizi a domanda individuale – come mense e asili nido – lo dimostrano in modo tangibile. Stratificando il campione in base alla capacità di incasso iniziale del 2019, i Comuni che partivano dalle condizioni di maggiore fragilità (primo quartile, Q1) hanno fatto segnare un balzo straordinario del +10,2 punti percentuali nel tasso di riscossione, a fronte di un incremento più contenuto (+2,8 p.p.) per gli enti storicamente già avanzati (Q4). L’innovazione tecnologica condivisa non amplifica le distanze, ma porta a tutti le stesse opportunità offrendo ai Comuni più piccoli o meno strutturati la leva per recuperare efficienza in modo accelerato. 

Con oltre 450 milioni di transazioni e 46 milioni di utenti a fine 2025, pagoPA intermedia oggi una quota enorme delle entrate comunali. Che cosa significa gestire questa massa critica di dati per orientare le future politiche pubbliche? 

Incrociare oltre 64 milioni di transazioni per un controvalore di 11,6 miliardi di euro sul solo comparto comunale significa gestire una risorsa informativa di rilevanza strategica per l’intero Paese. È una responsabilità che affrontiamo ponendo al primo posto la tutela della riservatezza: i dati appartengono ai cittadini e ogni analisi rispetta i più severi protocolli di privacy, anonimizzazione e aggregazione avanzata. Al tempo stesso, la collaborazione scientifica avviata con la Ragioneria Generale dello Stato dimostra l’efficacia di un approccio guidato dalle evidenze (data-driven policy making). Stiamo lavorando per integrare i nostri dati all’interno di Data Spaces pubblici e interoperabili per monitorare in tempo reale lo stato di salute della finanza locale e valutare l’efficacia concreta delle riforme sul territorio, garantendo maggiore trasparenza e servizi pubblici disegnati sui reali bisogni delle comunità. 

Lo studio richiama la sinergia con altri strumenti come le notifiche digitali di SEND e l’App IO. Qual è il prossimo passo per rendere la gestione amministrativa ancora più semplice, integrata e trasparente per i cittadini? 

Il prossimo passo fondamentale consiste nel compiere un salto di qualità culturale: passare dalla fase di “adesione tecnica” agli strumenti a una vera e propria progettazione sinergica e strategica dell’ecosistema digitale. Se la spinta del PNRR è stata determinante per mettere a terra le singole infrastrutture, la sfida di oggi è farle dialogare come un’unica filiera al servizio del cittadino. Le esperienze più virtuose già presenti sul territorio testimoniano che l’efficienza massima si ottiene eliminando ogni discontinuità procedurale: l’atto a valore legale viene recapitato con certezza e a costi ridotti tramite il Servizio di Notifica Digitale SEND, il promemoria proattivo viene visualizzato su IO, l’app dei servizi pubblici, e il saldo si perfeziona in pochi secondi sulla piattaforma di pagamenti pagoPA. Nei prossimi mesi estenderemo i nostri modelli econometrici proprio per quantificare il valore economico generato da questa integrazione. Rendere sistematici questi schemi operativi su scala nazionale significa ridurre i tempi di incasso per i Comuni e, soprattutto, restituire ai cittadini un rapporto con la Pubblica Amministrazione sempre più semplice, efficace e trasparente. 

Tags: adnkronoscronacafiscoItaliaultimora
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