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Giornata Mondiale della Sindrome di Down: Gli stereotipi? Sono come un film horror

L’Associazione Italiana Persone Down lancia un cortometraggio per sfidare le barriere mentali e promuovere l’inclusione delle persone con sindrome di Down. Sfatiamo i 10 stereotipi più diffusi e costruiamo una società più giusta e solidale

di Marco Cau
21 Marzo 2024
in Benessere & Salute
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In occasione della Giornata Mondiale della Sindrome di Down, l’Associazione Italiana Persone Down (AIPD) lancia un nuovo spot per sfidare gli stereotipi e promuovere l’inclusione.

Lo spot è un cortometraggio che ribalta le percezioni comuni sulle persone con sindrome di Down. La protagonista, Moira Oliverio, una giovane donna con sindrome di Down, si rivela una premurosa vicina di casa, capace di prendersi cura di un bebè con affetto e competenza.

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Un messaggio di speranza e di rottura con il passato: “Come associazione, sappiamo quanto sia falso e ingiusto considerare le persone con sindrome di Down come eterni bambini”, afferma il presidente nazionale di AIPD Gianfranco Salbini. “L’obiettivo è di metterli nelle condizioni di poter essere indipendenti, autonomi e gratificati nel rendersi utili agli altri.”

Un’indagine condotta da AIPD e Censis rivela che quasi il 45% degli over 45 con sindrome di Down non ha attività lavorative o sociali, a causa della carenza di servizi e risorse adeguate. Inoltre, il 53,3% dei caregiver intervistati ritiene che la cosa più importante per la società sia promuovere l’autonomia e l’inserimento sociale e lavorativo di queste persone. La sfida è dunque quella di creare una società più inclusiva, che offra opportunità concrete di crescita e realizzazione personale a tutti.

Lo spot di AIPD è un invito a guardare oltre gli stereotipi e a riconoscere le potenzialità e i talenti delle persone con sindrome di Down. Un messaggio importante, che ci ricorda come la vera inclusione passa dalla valorizzazione delle differenze e dalla costruzione di una società più giusta e solidale.

In occasione della Giornata Mondiale, l’AIPD Oristano sarà presente in Piazza Roma, sotto la torre di Mariano, il 23 e 24 marzo per sensibilizzare la comunità sulle tematiche legate alla sindrome di Down. Saranno organizzati momenti di incontro, confronto e informazione, con l’obiettivo di promuovere l’inclusione e la valorizzazione delle persone con sindrome di Down.

Oltre allo spot, AIPD ha diffuso un decalogo per smantellare i 10 stereotipi più comuni sulla sindrome di Down. Un invito a conoscere e a comprendere meglio questa realtà, per abbattere le barriere della discriminazione e costruire un futuro di pari opportunità per tutti.

Ecco i 10 stereotipi da sfatare:

  1. Sono tutti uguali: Le persone con sindrome di Down sono diverse l’una dall’altra, con caratteristiche e personalità uniche.
  2. Sono sempre felici: Come tutti, vivono emozioni diverse, legate al loro carattere, ambiente e relazioni.
  3. Esistono forme lievi e gravi: Il grado di ritardo mentale non dipende dal tipo di trisomia, ma da fattori individuali.
  4. Non vivono a lungo: L’aspettativa di vita è aumentata considerevolmente, con molti individui che raggiungono i 55-70 anni.
  5. Possono solo fare lavori semplici: Le loro capacità lavorative sono spesso sottovalutate, con esempi di inserimenti lavorativi complessi e gratificanti.
  6. Sono ipersessuati o privi di interessi sessuali: Vivono la pubertà e l’affettività come gli altri coetanei, con desideri e fantasie proprie.
  7. Hanno genitori anziani: attualmente il 75% circa dei bambini con sindrome di Down nasce da coppie con meno di 35 anni.
  8. Non hanno relazioni interpersonali: Possono stringere amicizie, fidanzamenti e matrimoni come tutti.
  9. Non sanno di avere una disabilità: Capiscono la propria diversità e sviluppano un’autostima realistica con il supporto dei familiari.
  10. Devono sempre vivere con la famiglia: Desiderano autonomia e opportunità di vita indipendente, come comunità alloggio o case famiglia.
Tags: inclusione socialeinstanewssindrome di Downstereotipi
Marco Cau

Marco Cau

Giornalista pubblicista e direttore di S&H Magazine, divido il mio tempo tra tecnologia, musica, cinema e la cucina! Tra un articolo e l’altro, sogno di essere il protagonista di una serie TV!

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📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
📷 Santa Maria Maggiore: ©️ales&ales
📷 Veduta di Orune: ©️trolvag
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  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️  🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
  • 🪨 Scolpita nella roccia di Capo Sant’Elia, la Grotta di San Bartolomeo racconta una pagina poco nota della preistoria cagliaritana.  Tra frane, scavi ottocenteschi e indizi sparsi nel terreno, qui sono emersi frammenti di vasi, punte di lancia, resti animali e tracce di antiche capanne: tasselli di una storia che va dal Neolitico all’età nuragica, passando per la misteriosa cultura di Monte Claro.  🌊 Accanto alla grotta, la Domus de Janas ancora visibile custodisce il silenzio di un passato in parte perduto, mentre gli archeologi cercano di ricostruire l’abitato che un tempo dialogava con il mare di Marina Piccola e il colle di Sant’Elia. 
Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.  La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
  • 🎨 A Oliena nasce il Museo Diffuso Liliana Cano, un percorso che intreccia arte, memoria e comunità. Un progetto che trasforma il paese in un museo a cielo aperto, dove i murales, le sculture e i cicli pittorici dell’artista dialogano con le strade, le chiese e le piazze. 🏛️✨  Promosso dal Comune di Oliena, in collaborazione con l’Archivio Liliana Cano, il Presidio Turistico Oliena Galaveras e la Parrocchia di Oliena, il Museo Diffuso propone otto tappe e oltre cinquanta opere che raccontano quarant’anni di ricerca artistica e di dialogo con il territorio.  📍 Dal “Monumento alla donna” del 1985, una delle prime sculture pubbliche in Sardegna dedicate alla figura femminile, fino ai murales religiosi e civili che costellano il centro storico, ogni tappa rivela un frammento del rapporto profondo tra Liliana Cano e la comunità che l’ha accolta.  👣 Un itinerario da percorrere lentamente, tra arte, tecnologia e memoria collettiva.  Scopri tutti i dettagli e la storia completa del Museo Diffuso Liliana Cano su 👉 SHmag.it
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