Una delle specialità più richieste all’interno dello studio dentistico, e su cui sono sempre presenti un gran numero domande e curiosità da parte dei pazienti, è l’Ortodonzia.

Quest’ultima è una branca dell’odontoiatrica clinica che affonda le sue origini negli studi portati avanti da dentisti americani a cavallo tra metà del XIX e primi decenni del XX secolo. Pionieri di questa materia sono stati i dottori Norman William Kingsley ed Edward Angle, che hanno affrontato per primi i temi della malocclusione, ovvero il contatto scorretto tra i denti, e il loro corretto riallineamento.

Le problematiche affrontate da questa disciplina riguardano sia i bambini che gli adulti, in chiave preventiva (nel primo caso) o correttiva (nel secondo).

Spesso, però, l’Ortodonzia viene confusa con un mero trattamento volto al solo miglioramento estetico mentre invece è molto, molto di più. Il contatto sbagliato tra i denti può causare problemi alla masticazione, alla respirazione, alla postura e determinare tante patologie, mentre il disallineamento non permette di portare avanti una buona igiene orale domiciliare, con potenziali conseguenze gravi come carie o altre infezioni del cavo orale.

Per queste ragioni il campo di applicazione della ortodonzia si è sviluppato tantissimo negli ultimi anni, con apparecchi fissi, mobili e persino invisibili.

Ma quando bisognerebbe affrontare la prima visita ortodontica?

Innanzitutto, sarebbe bene iniziare da molto piccoli, con quella che viene definita come Ortopedia Intercettiva. Già dai cinque o sei anni il bambino può essere visitato da uno specialista per verificare se lo sviluppo della sua bocca procede senza particolari problemi oppure se è necessario intervenire in chiave preventiva. 

Bisogna tenere presente che le nostre ossa sono più “malleabili” quando siamo molto giovani, perciò eventuali interventi correttivi risultano più facili da porre in essere, e richiedono meno tempo ed energie da parte del dentista come per il paziente. 

Ad ogni modo è possibile intervenire anche con gli adulti, purché si presti la dovuta attenzione, che devono avere pazienza e determinazione rispetto ai tempi del trattamento.

Qual è, infatti, la durata media di un percorso di cura ortodontica? 

Questa si aggira intorno all’anno e mezzo, anche se si può partire da un minimo di sei mesi per piccole correzioni fino ad un massimo di tre anni per riabilitazioni complesse e importanti. 

Elementi di supporto nella terapia, sia fissa che mobile o invisibile, sono gli espansori palatali (che riducono di mesi i tempi di cura) e le contenzioni, che vengono consegnate alla fine di un trattamento per preservare i risultati ottenuti. 

L’Ortodonzia è una disciplina affascinante, che si evolve ogni giorno di più per garantire risultati di eccellenza sempre più performanti al paziente, nell’ottica di migliorare il suo sorriso e al contempo ristabilire la sua salute.

Ogni mese il Dott. Massaiu risponderà ad uno di voi. Inviate le vostre curiosità all’email dott.massaiu@shmag.it.