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Micio che passione, il 32% degli italiani gioca più di 2 ore a settimana con il proprio gatto

di Redazione
17 Febbraio 2026
in Animali
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(Adnkronos) – Per le famiglie italiane, i gatti non sono semplici animali, ma sono il cuore della vita di ogni giorno. Prendersi cura del proprio micio è un compito prioritario che richiede tempo e dedizione: non stupisce quindi che un terzo (32%) riservi oltre due ore alla settimana per giocare con il proprio gatto e il 38% per scambiare qualche coccola.  

Un affetto che, per molti, si è intensificato anche grazie allo smartworking, dato che il 44% ha dichiarato che lavorare da casa ha reso il legame con il proprio micio più solido. I gatti sono veri e propri membri di famiglia, per i quali 6 italiani su dieci festeggiano compleanni o ricorrenze, con un pasto o premietto (36%), un regalo (24%) o addirittura con una festa (4%). Questa è la fotografia scattata da Rover.com che, in occasione della Giornata nazionale del gatto oggi, 17 febbraio 2026, ha voluto analizzare il rapporto tra gli italiani e i propri micetti.  

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Dall’indagine emerge che la maggior parte degli intervistati – sette su dieci – ha un gatto, il 20% ne ha due e il 9% almeno tre. Il modo in cui un gatto varca la soglia di casa racconta molto del tessuto sociale italiano. Se il 28% dei nuovi compagni umani compie una scelta consapevole rivolgendosi a gattili e associazioni, una quota quasi identica (27%) ha iniziato la propria avventura felina grazie a un gesto d’affetto: ricevendo il micio in regalo da amici o parenti. Tuttavia, la statistica più sorprendente è quella degli ‘incontri del destino’: ben il 31% ha infatti dichiarato di aver trovato il proprio micio per strada e, una volta appurato fosse randagio, ha deciso di renderlo parte della propria famiglia.  

La decisione di accogliere un gatto nella propria vita nasce da una combinazione di motivazioni affettive e pratiche, che riflettono sia bisogni emotivi sia esigenze organizzative. La maggior parte degli intervistati ha, infatti, dichiarato di aver scelto un gatto principalmente per ragioni affettive: un quarto (26%) considera i gatti animali molto affettuosi, mentre un quinto (19%) apprezza la loro indipendenza e la facilità di gestione rispetto ad altri animali domestici.  

Le motivazioni affettive si intrecciano spesso con esperienze personali: il 9% ha sempre avuto un gatto fin dall’infanzia, mentre circa il 5% ha realizzato il desiderio di possederne uno solo in età adulta, dopo averlo a lungo desiderato. Un ulteriore 9% riconosce nei gatti un potere calmante e un supporto alla salute mentale, segno di una crescente consapevolezza del ruolo terapeutico degli animali domestici. Altri fattori, come la preferenza per la personalità dei gatti rispetto ai cani (3%) e l’apprezzamento per l’intelligenza felina (7%), contribuiscono a rafforzare il legame tra proprietario e animale. Sul versante pratico, oltre all’indipendenza, emergono motivazioni come la pulizia (2%) e l’affinità al proprio stile di vita (8%). Le influenze esterne, come la pressione familiare, hanno un impatto limitato ma non trascurabile: il 4% ha accolto un gatto su richiesta dei figli, mentre il 2% su desiderio del partner. 

La cura e la dedizione verso il proprio micio sono aspetti fondamentali, che spesso richiedono molto tempo. Anche se alcune attività possono essere sbrigate con poco, come la pulizia della lettiera, che impegna il 48% degli intervistati meno di mezz’ora alla settimana, oppure la pulizia dello sporco che i gatti producono in casa, che per il 70% dei padroni è un’attività da massimo 1 ora a settimana, ci sono aspetti che al contrario non possono essere trascurati: le coccole e i momenti di gioco sono prioritari, per almeno 3 italiani su 10 che dedicano più di 2 ore della settimana. Tuttavia, prendersi cura di un gatto è spesso una responsabilità condivisa: nonostante il 33% dichiari di occuparsi del proprio micio da solo, il 40% condivide i compiti con il partner e quasi un quinto (17%) delle famiglie coinvolge attivamente i figli nella cura del felino. 

I gatti sono considerati dei veri e propri membri di famiglia e, in quanto tali, i padroni trovano dei modi per poterli controllare anche quando non sono in casa. Il 30% degli intervistati, infatti, dichiara di usare regolarmente telecamere e dispositivi smart quando fuori casa e il 13% di usarli solo quando in vacanza, con il 25% che non ha ancora dispositivi, ma che sta valutandone l’acquisto. Non stupisce che, quindi, quando si pensa a una vacanza, un aspetto fondamentale sia quello relativo alla cura del proprio micio. Quando in viaggio, 7 italiani su 10 dichiarano di fare solitamente affidamento a un familiare per prendersi cura del proprio animale, il 15% si rivolge a un amico, mentre il 5% preferisce affidarsi a un cat sitter. 

C’è chi, addirittura, in mancanza di alternative, in passato ha deciso di rinunciare a una vacanza: quasi un intervistato su quattro (23%) ha, infatti, dichiarato di aver dovuto abbandonare l’idea di un viaggio, perché non sapeva a chi affidare il proprio micio. Guardando al futuro, il 43% degli intervistati sarebbe disposto a rinunciare a una vacanza se non trovasse una soluzione soddisfacente per il proprio gatto, il 37% valuterebbe questa possibilità e solo il 20% cercherebbe comunque un’alternativa per non perdere il viaggio. 

La separazione dal proprio gatto genera un impatto emotivo significativo: il 23% dei proprietari dichiara di sentirsi triste durante l’assenza, mentre il 17% prova ansia per il distacco. Tuttavia, il 39% si sente tranquillo grazie alla fiducia riposta in chi ha affidato il gatto, e l’11% si dichiara sereno per l’indipendenza dell’animale.  

“Gli italiani – ha dichiarato la Elia Borrini, general manager, international di Rover – considerano il proprio gatto come un membro della famiglia, quindi non sorprende che, quando affidano il proprio micio a qualcuno, sia essenziale scegliere persone affidabili che garantiscano la stessa cura. Il benessere del gatto deve restare prioritario anche in nostra assenza. Lo sappiamo bene. Negli ultimi tre anni, le prenotazioni per i servizi di cat sitting sulla nostra piattaforma sono cresciute di quasi il 300%, a conferma dell’interesse degli italiani per la cura dei propri animali domestici. Anche noi di Rover abbiamo a cuore gli animali domestici e vogliamo che finiscano in mani sicure, per questo verifichiamo l’identità di tutti i sitter iscritti sulla nostra piattaforma e offriamo loro consigli e informazioni per la sicurezza dei cuccioli che andranno ad accudire”. 

Per supportare i proprietari di gatti nel vivere con maggiore serenità il periodo delle vacanze lontano dai propri mici, Mikel Delgado, comportamentalista per gatti di Rover, ha elaborato una lista di otto consigli utili per scegliere il pet sitter ideale a cui affidarsi e gestire al meglio l’assenza.  

1 Pianifica in anticipo: i migliori cat sitter vengono spesso prenotati con settimane o mesi di anticipo, specialmente durante le festività principali. Per questo, è meglio contattare i cat sitter non appena sai che viaggerai, così da aver la certezza che il tuo gatto sarà accudito. 

2 Sappi di cosa hai bisogno: il tuo gatto ha bisogno di farmaci? Vuoi qualcuno che rimanga a dormire? Preferisci una o due visite al giorno? Queste sono domande che ti dovresti porre prima di prenotare un cat sitter, tieni presente che nessun gatto dovrebbe essere lasciato solo senza interazione umana per più di 24 ore. 

3 Chiedi consigli ad amici o al veterinario: il passaparola e l’esperienza possono aiutarti a trovare un pet sitter qualificato. Se utilizzi un servizio online, come Rover, controlla i profili e le recensioni dei cat sitter per capire se sono adatti alle tue esigenze. 

4 Entra in contatto con il potenziale pet sitter per conoscere meglio la sua esperienza con i gatti e la sua familiarità con eventuali esigenze specifiche del tuo gatto, ad esempio se il tuo micio è timido o necessita di farmaci.  

5 Prima della prenotazione, organizza un incontro per vedere come il cat sitter interagisce con il tuo gatto e quanto il tuo gatto si senta a suo agio con lui. 

6 Lascia istruzioni precise: è consigliabile lasciare istruzioni scritte e/o video così il pet sitter sa cosa fare e dove trovare ciò che serve quando si prende cura del tuo gatto: dalla pappa, alla pulizia della lettiera, fino a come intrattenerlo con i giochi. 

7 Metti in chiaro come vuoi che il cat sitter ti aggiorni: vuoi che ti mandi un messaggio ogni giorno? Preferisci che ti mandi anche delle foto? Questi sono tutti aspetti che devi tenere in considerazione in fase di prenotazione.  

8 Non dimenticare di lasciare i contatti del veterinario e un’autorizzazione scritta affinché il cat sitter possa approvare eventuali trattamenti in caso di emergenza. 

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In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
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