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Caso Garlasco, i dubbi di De Stefano: “Su Sempio solo ipotesi, dato statistico non è realtà”

di Redazione
5 Dicembre 2025
in Italia & Mondo
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(Adnkronos) – Solo ipotesi, ma nessun risultato scientifico. Francesco De Stefano, il genetista che nel 2014 ha svolto la perizia che portò a individuare aplotipi Y parziali e non attribuibili sulle unghie di Chiara Poggi, condivide “in gran parte” le conclusioni della collega Denise Albani incaricata di riesaminare quei risultati nell’incidente probatorio che vede indagato Andrea Sempio per l’omicidio in concorso del 13 agosto 2007 a Garlasco.  

“Nella nuova perizia, che io sottoscrivo in gran parte, dal punto di vista scientifico non c’è nessun risultato consolidato per cui le ipotesi sono solo ipotesi scientificamente non sostenibili” spiega all’Adnkronos. “E’ sbagliato parlare di presenza o assenza di Tizio o Caio, perché si parla di caratteri che ci sono o non ci sono. Ci sono dei caratteri che sono condivisi da più persone, qualcuno – da quello che si legge nella perizia della dottoressa Albani – anche da Stasi, e poi c’è un risultato che sarebbe compatibile con Sempio”. In particolare, per un dito della mano destra (tre le unghie su 9 di entrambe le mani che restituiscono dati più interessanti) la genetista Albani parla di “12 su 16, ma specifica che è un Dna parziale e misto, e il dato non si ripete. Inoltre, alcuni di questi risultati sono contaminati” sottolinea De Stefano.  

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“I giornalisti sono innamorati del titolo ‘c’è il dna di Tizio’, ma non è così che si ragiona quando si fa genetica forense. Ci sono questi caratteri, vediamo che livello di compatibilità o incompatibilità hanno con le persone su cui si svolge l’indagine. La compatibilità è meno, molto meno, dell’attribuzione, parliamo di verosimiglianze. La presenza o l’assenza di Tizio o Caio la dovrà stabilire un giudice se ne avrà la possibilità, ma credo sia molto difficile”. L’esperto evidenzia anche un altro punto: “Rimane sempre la necessità di fondo di capire quando quel Dna si è trasferito e con quali modalità, e la stessa Albani non esclude che si tratti di una traccia genetica trasferita da contatto”.  

Il genetista De Stefano non indietreggia rispetto a quanto scritto 11 anni fa ed è pronto a difendere la sua perizia. “La mia posizione è stata conservativa e garantista: siccome non è possibile nelle tre repliche avere una conferma dei risultati, io vi dico che non serve a nulla”. Conclusioni che avevano portato a non puntare il dito contro Alberto Stasi, il fidanzato della vittima Chiara Poggi, allora imputato nel processo d’appello bis e poi condannato a 16 anni di carcere. “Nel mio quesito non c’era la richiesta di fare un’analisi biostatistica, la dottoressa Albani aveva l’indicazione di fare un confronto biostatistico e ha fatto il suo dovere, ma stiamo parlando di ipotesi, non c’è nessuna certezza. Ecco perché quei risultati vanno poi consolidati in un’aula di giustizia”.  

La perizia Albani restituisce, sulla base dei calcoli statistici, la dicitura “moderatamente forte/forte e moderato” in merito al fatto che su due unghie (una per ciascuna mano della vittima) la traccia genetica possa essere ricondotta alla linea paterna di Andrea Sempio, con tutti le “limitazioni in termini di conoscenze e applicativi attualmente disponibili nella comunità scientifica internazionale per le valutazioni biostatistiche (uno fra tutti l’assenza di un database che contempli la popolazione locale d’interesse)”.  

Un risultato che per De Stefano va contestualizzato: “Stiamo parlando di una scala che si compone di sei categorie che vanno da debole a estremamente forte e il dato sull’aplotipo Y compatibile con Andrea Sempio si colloca nel mezzo. Non bisogna dimenticare che la statistica dice una cosa e la realtà ne può indicare un’altra, bisogna essere prudenti. Tutti noi genetisti ricordiamo bene la storia del barista inglese arrestato nel 2003 a Liverpool per un omicidio a Livorno: il test del Dna sembrava averlo incastrato, ma l’alibi di ferro lo ha scagionato dimostrando che la statistica fotografa una probabilità e non necessariamente la realtà” conclude Francesco De Stefano. 

Tags: adnkronoscronacaGarlascoItaliaultimora
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  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️  🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
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Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.  La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
  • 🎨 A Oliena nasce il Museo Diffuso Liliana Cano, un percorso che intreccia arte, memoria e comunità. Un progetto che trasforma il paese in un museo a cielo aperto, dove i murales, le sculture e i cicli pittorici dell’artista dialogano con le strade, le chiese e le piazze. 🏛️✨  Promosso dal Comune di Oliena, in collaborazione con l’Archivio Liliana Cano, il Presidio Turistico Oliena Galaveras e la Parrocchia di Oliena, il Museo Diffuso propone otto tappe e oltre cinquanta opere che raccontano quarant’anni di ricerca artistica e di dialogo con il territorio.  📍 Dal “Monumento alla donna” del 1985, una delle prime sculture pubbliche in Sardegna dedicate alla figura femminile, fino ai murales religiosi e civili che costellano il centro storico, ogni tappa rivela un frammento del rapporto profondo tra Liliana Cano e la comunità che l’ha accolta.  👣 Un itinerario da percorrere lentamente, tra arte, tecnologia e memoria collettiva.  Scopri tutti i dettagli e la storia completa del Museo Diffuso Liliana Cano su 👉 SHmag.it
  • ✨ La cattedrale di “Notre Dame de Paris” si prepara a illuminare anche il cielo della Sardegna. 
La celebre opera popolare moderna con musiche di Riccardo Cocciante, tratta dal romanzo di Victor Hugo, torna in Italia dal 26 febbraio 2026 con una nuova grande tournée che attraverserà il Paese fino al 6 gennaio 2027. 🇮🇹  🎭 Dopo oltre vent’anni di repliche e milioni di spettatori, lo spettacolo si conferma un classico contemporaneo capace di raccontare emarginazione, paura del diverso, desiderio d’amore e ricerca di giustizia attraverso musica, danza e teatro. 
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Dietro le quinte, la produzione firmata Clemente Zard e Vivo Concerti conferma l’ambizione di una tournée che ripercorre la storia di un titolo diventato simbolo del teatro musicale.  👉 L’approfondimento completo, con tutte le città della tournée e i dettagli sulla tappa di Olbia, continua su SHmag.it  📸 Attilio Cusani
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