Cagliari chiude il percorso di “Re-framing home movies #4”, il progetto dedicato al riuso creativo del patrimonio filmico amatoriale e familiare, che giovedì 26 febbraio approda al Cinema Odissea con la presentazione dei sei cortometraggi realizzati dai partecipanti. L’iniziativa, promossa dall’associazione Re-framing home movies APS in collaborazione con la Società Umanitaria – Cineteca Sarda, nasce come laboratorio di formazione sostenuto dal Ministero della Cultura e da SIAE nell’ambito del programma “Per Chi Crea”, e conta sulla partnership di tre archivi nazionali: Cinescatti di Bergamo, RI-PRESE di Venezia e Superottimisti di Torino.
Dalle 19:30 alle 22:30, il cinema di viale Trieste 84 ospiterà proiezioni e momenti di confronto aperti al pubblico, moderati dai curatori Karianne Fiorini e Gianmarco Torri. La serata offrirà l’occasione per esplorare come le pellicole private e i film di famiglia possano diventare materia di nuove narrazioni contemporanee, capaci di far dialogare memoria e presente.
Accanto ai curatori interverranno Antonello Zanda, Martina Mulas e Luigi Cabras della Cineteca Sarda, Giulia Castelletti di Cinescatti, Nicoletta Traversa e Giuseppe Ferrari dell’Archivio RI-PRESE e Giulio Pedretti di Superottimisti. Saranno presenti anche i sei artisti selezionati, autori dei corti in programma, ognuno dei quali rielabora in modo personale materiali d’archivio provenienti dai fondi dei partner del progetto.
L’artista Sofiya Chotyrbok, con base a Milano, presenta “Cosa resta fuori” (19’), realizzato con immagini del Fondo Gallesi Camurri custodito a Torino: un lavoro che attraversa il concetto di vuoto come spazio di ascolto e presenza. L’olbiese Elena Conti firma “Una forma di nostalgia” (12’), una lettera filmata in gallurese dedicata alla madre rimasta in Sardegna, costruita sulle pellicole del Fondo Loi della Cineteca Sarda.
Il veneziano Nicola Eddy propone “A Moving Panorama” (16’48’’), un racconto visivo ispirato al Fondo Spiga di Cagliari che intreccia voce, memoria e musica, con una colonna sonora di Alessandro Gambato e Andrea Fabris e la voce narrante di Adam Evans. In “Elegia di uno sguardo – preludio” (20’08’’), la campana Rosa Maietta rilegge le pellicole in 8mm del Fondo Bertini Calabri Leoni dell’Archivio RI-PRESE di Venezia, materiale segnato da un’alluvione che diventa riflessione sul rapporto tra l’autrice e la fragile vitalità dell’immagine.
Con “La prima malinconia” (35’), la romana Giulia Claudia Massacci utilizza i filmati amatoriali del magistrato Giuseppe “Pino” Tiani (1960–1990), conservati nell’Archivio Cinescatti di Bergamo, per indagare la memoria di una vita sospesa tra due epoche e due luoghi. Chiude la rassegna “Architettura di una famiglia” (15’) di Kaspar Panizza, artista residente a Berlino, che rielabora le immagini del Fondo Gambaro dell’Archivio RI-PRESE, osservando la storia di una famiglia di vetrai di Murano per interrogare la propria genealogia.






































