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Film, incontri con autori e interpreti, attività di pittura murale, laboratori: a Martis dal 25 al 28 agosto la V edizione di “CineMartist”

Tra gli ospiti i registi Antonello Grimaldi, Andrea Mura e Matteo Fresi con l’attore Marco Bullitta. In programma anche un omaggio a Vittorio Gassmann nel centenario della nascita

di Redazione
18 Agosto 2022
in Cinema & Serie TV, Eventi, Sardegna
🕓 5 MINUTI DI LETTURA
56 3
Cinemartist 2022
23
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Gli omaggi ad Antonello Grimaldi, decano dei registi sardi, e al grande attore Vittorio Gassman nel centenario della nascita. Una serata dedicata al film dell’anno girato in Sardegna, “Il Muto di Gallura”, con l’autore Matteo Fresi e il co-protagonista Marco Bullitta. La pratica della transumanza dei pastori raccontata dal documentarista Andrea Mura con la direttrice della fotografia Chiara Andrich e i cortometraggi di giovani talenti come Alice Murgia e Gianpaolo Stangoni.

Il cinema che si lega al territorio con i corti realizzati durante il festival dagli studenti-filmmaker protagonisti della residenza artistica, il risultato del laboratorio condotto dal regista e sceneggiatore Gianni Cesaraccio con un gruppo di alunni delle scuole secondarie e un documentario sull’Anglona realizzato dal videomaker Irio Pusceddu. E non solo. Anche attività di pittura murale, una mostra di scultura e un laboratorio di serigrafia per mantenere il carattere multidisciplinare che da sempre caratterizza la manifestazione. Così si presenta la quinta edizione del festival “CineMartist”, in programma a Martis dal 25 al 28 agosto, sostenuto anche quest’anno dalla Fondazione Sardegna Film Commission della Regione Sardegna.

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Come sempre ad accogliere il grande schermo per le proiezioni serali (intorno alle 21:30) sarà la centrale Piazza Regina Elena. A inaugurare il festival, giovedì 25 agosto, Antonello Grimaldi al quale CineMartist dedica uno speciale omaggio. Il regista sassarese incontrerà il pubblico per raccontare il suo percorso artistico iniziato con la frequentazione della Scuola Gaumont a Roma nei primi anni Ottanta. Una lunga carriera quella di Grimaldi tra televisione, da “Distretto di polizia” a “Il mostro di Firenze” per ricordare soltanto due serie tra le tante dirette, e cinema, con film apprezzatissimi come “Un delitto impossibile” girato in Sardegna e il pluripremiato “Caos calmo”. Per l’occasione è stato scelto di proiettare un suo lungometraggio del 1999 che merita di essere riscoperto, la commedia “Asini” con protagonista Claudio Bisio affiancato da Giovanna Mezzogiorno, Fabio De Luigi, Libero De Rienzo, Maria Amelia Monti, Arnoldo Foà, Ivano Marescotti, Isa Barsizza, Renato Carpentieri.

Venerdì 26 agosto spazio al film che dopo aver riempito in primavera le sale sta riscuotendo grande successo in tutte le arene estive: “Il Muto di Gallura”, opera prima di Matteo Fresi ospite a Martis accompagnato dal co-protagonista Marco Bullitta al quale ha affidato il ruolo di Pietro Vasa, capo di una delle due famiglie al centro della faida che insanguinò Aggius a metà dell’Ottocento come raccontato dal romanzo storico di Enrico Costa al quale il lungometraggio è ispirato. Sabato 27 agosto si tornerà a parlare con Matteo Fresi e Antonello Grimaldi, la mattina alle 10.30, per una masterclass di regia organizzata non solo per gli studenti di cinema coinvolti nella rassegna, ma aperta a tutti i curiosi e appassionati.

La sera si aprirà invece con il documentario “Transumanze” presentato dal regista Andrea Mura e dalla direttrice della fotografia Chiara Andrich. Un racconto corale che è scoperta del paesaggio, delle campagne, di un’attività ancora profondamente radicata nelle pratiche della pastorizia tramandate di generazione in generazione. A seguire il cortometraggio di fantascienza “Vanessa” di Gianpaolo Stangoni e il racconto di formazione sessuale “Margherita” di Alice Murgia.

“Il muto di Gallura”. ? Federico Botta
Cinemartist, una serata dell'edizione 2021
Cinemartist, un giovane filmmaker della residenza artistica 2021
Uno dei murales realizzati durante CineMartist

La serata finale, quella di domenica 28 agosto, sarà come al solito dedicata alla didattica del cinema e al rapporto con il territorio visto come ispirazione e set per le opere di nuove generazioni di registi. È questa la priorità di CineMartist, l’idea sulla quale è nato il festival. Favorire quindi l’incontro tra studenti-autori e spingerli a confrontarsi con paesi e paesaggi dell’Anglona per produrre durante una residenza artistica dei cortometraggi. Da qui la collaborazione con istituzioni e scuole che si occupano di formazione cinematografica in Sardegna, in particolare l’Accademia di Belle Arti di Sassari e l’Università di Cagliari, alle quali quest’anno si aggiunge l’accademia della Capitale Rome of University of Fine Arts grazie anche al fondamentale sostegno della Sardegna Film Commission al progetto CineMartist.

Già dal 22 agosto i gruppi di filmmaker invitati a partecipare cominceranno a girare tra Martis, Nulvi, Perfugas e Laerru dei brevi film da completare in tempo per la serata finale. Prima di mostrare il risultato del loro lavoro ci sarà spazio anche per la proiezione di un cortometraggio frutto di un laboratorio con le scuole del territorio (realizzato nell’ambito del Progetto Scuola 2021 della Fondazione di Sardegna) condotto dal regista Gianni Cesaraccio e per un documentario del videomaker Irio Pusceddu dal titolo “In Martis”. Prevista anche una lezione pubblica sui concetti di base del found footage a cura di Diego Cavallotti, docente dell’Università di Cagliari.

Se il cinema è al centro del progetto, il festival sin dalla prima edizione ha aperto lo sguardo verso altre espressioni artistiche. A cominciare dalla street art, con la realizzazione negli anni di diversi murales tra le vie di Martis. In questa edizione uno degli interventi di pittura murale sarà dedicato al grande attore Vittorio Gassmann in occasione del centenario della nascita, con un omaggio a una delle sue più celebri interpretazioni: quella di Brancaleone da Norcia nel capolavoro di Mario Monacelli “L’armata Brancaleone”. A realizzare l’opera sarà Davide Manca, docente di disegno dell’Accademia di Belle Arti “Mario Sironi” di Sassari.

Un altro murale sarà dedicato ai film “Banditi a Orgosolo” di Vittorio De Seta e “Il Muto di Gallura” di Matteo Fresi. A realizzarlo saranno Mara Masala e Alessandra Fiori, studentesse della scuola di pittura dell’Accademia sassarese con la supervisione del docente Giovanni Sanna. Anche curatore, insieme a Federico Soro, di una mostra di scultura del giovane artista Taras Halaburda che sarà inaugurata il 25 agosto. Tra le attività collaterali di questa edizione la novità di un laboratorio di serigrafia, dal 26 al 28 agosto, curato da tre studenti della scuola di pittura dell’Accademia di Belle Arti “Mario Sironi” di Sassari: Gabriele Orotelli, Erika Pala, Valentina De Giorgi. Coordinamento affidato al loro insegnante Giovanni Sanna.

Tags: Antonello GrimaldiartecinemaCineMartistMartisMatteo Fresi
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  • 👹 Sos Colonganos, il respiro antico del Carnevale di Austis

Nel cuore della Sardegna, ad Austis, ogni anno il Carnevale si trasforma in qualcosa di ancestrale. Non ci sono coriandoli né allegria sfrenata: qui il tempo rallenta, e dalle vie del borgo emergono figure avvolte nel mistero. Sono Sos Colonganos, maschere silenziose vestite di pelli di pecora, pellami di volpe e martora, con ossa d’animale legate sulla schiena e volti coperti da maschere di sughero intrecciate a rami di corbezzolo. 🌿

⚫ Il loro nome deriva dal greco “kolos” — colui che veste di pelli — e la loro presenza comunica penitenza, sacrificio e legame profondo con la terra. A differenza di altre maschere sarde, Sos Colonganos non portano campanacci, ma ossa: simbolo potente di morte e resurrezione che attraversa i secoli. 

🐗 Il rito si arricchisce con l’apparizione di s’Urtzu, figura dal volto nero di carbone e una testa di cinghiale completa di zanne, che cerca disperatamente di sfuggire a Sos Bardianos, guardiani avvolti in cappotti neri di orbace che lo percuotono con bastoni fino a “ucciderlo”. È un dramma collettivo che racconta la ciclicità della vita, il sacrificio rituale, la rinascita comunitaria. 

📜 Le radici di questa tradizione affondano almeno nel 1700, come testimonia la poesia del neonelese Bonaventura Licheri. Grazie all’Associazione culturale Sos Colonganos e a testimonianze orali preziose — come quella di Franziscangela Meloni, classe 1907 — oggi il rito continua a vivere, custodendo memorie che parlano di identità, memoria e appartenenza. 

La storia completa, tra simboli antichi e voci del passato, la trovi nell’articolo di Chiara Medinas su SHmag.it 🔗

📸 ©Associazione Culturale Sos Colonganos
  • 🏔️ Nel cuore della Sardegna più autentica, a 750 metri di altitudine, Orune si erge come un libro di pietra aperto sul passato. Il suo nome potrebbe derivare dal greco oros, “montagna”, e già questo racconta molto: un paese che domina vallate, boschi e formazioni rocciose tra Barbagia, Baronia, Logudoro e Gallura. 🌿

📜 Ma Orune non è solo paesaggio. È memoria viva di un’epoca in cui il banditismo sardo segnava la cronaca: qui nacquero figure leggendarie come Dionigi Mariani e Giovanni Moni Goddi. Eppure, accanto a loro, il borgo ha dato i natali anche a Margherita Sanna, tra le prime donne sindaco d’Italia, e ad Antonio Pigliaru, filosofo e giurista di grande rilievo. 

⚡Oggi Orune custodisce tesori che vanno oltre i nuraghi: Casa Murgia, palazzotto signorile dei primi del Novecento con un antico mulino ancora visibile nel giardino, racconta la storia dell’energia che illuminò per prima il paese. 

🌳 E poi ci sono le sugherete secolari, maestose e silenziose, fonte di vita economica e meta di studiosi da tutta Europa. Il sughero estratto qui diventa tappi, pannelli isolanti, arte artigianale. 

In tavola, Orune regala sapori intensi: i maccarones de ordascia, pasta d’orzo lavorata a mano, e sas montecadas, dolci fritti a forma di alveare che accompagnano il Carnevale barbaricino di metà febbraio. 🍯🎭

Un borgo che non dimentica, che resiste, che continua a vivere.

👉 Un viaggio tra archeologia, tradizioni e identità, l’articolo di Raffaella Piras continua su SHmag.it

📷 Nuraghe Nunnale: ©️Regione Autonoma della Sardegna
📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
📷 Santa Maria Maggiore: ©️ales&ales
📷 Veduta di Orune: ©️trolvag
  • 🕯️ Nel cuore del quartiere Castello di Cagliari si cela un passaggio che da secoli sussurra segreti. Via Alberto Lamarmora, antica ruga Mercatorum dei mercanti pisani, dimora di nobili e argentieri, nasconde tra i suoi vicoli stretti il Portico delle Anime.

🌙 Un tunnel angusto illuminato solo da una lampada fioca, dove l’effige della Madonna delle Grazie veglia su un mistero inquietante. Gli abitanti raccontano di aver udito lamenti di anime in pena davanti al quadro sacro. Ombre che si muovono, voci indistinte che emergono dal buio.

⚔️ Si narra che durante un Giovedì Santo, Sant’Efisio apparve minaccioso nel portico a un sabotatore intenzionato ad avvelenare le acquasantiere delle chiese cagliaritane. Il santo lo fermò sul nascere. Da allora, ogni anno, il suo simulacro sosta davanti alla Vergine in processione. Una tradizione che unisce fede e leggenda, viva ancora oggi.

🏛️ Tra palazzi segnati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e archi gotico-catalani, il Portico conserva un fascino che sfida il tempo. Cagliari di giorno è luce, ma di notte Castello rivela il suo volto enigmatico.

👉 La storia completa di Raffaella Piras, con tutti i dettagli delle leggende e della storia del luogo, ti aspetta su SHmag.it 📰
  • 👹 Maschere nere, corna di cervo, pelli di montone e campanacci: a Lula, il Carnevale rivive ogni anno nel rito arcaico di Su Battileddu, la vittima sacrificale che incarna il ciclo eterno di morte e rinascita. Una tradizione intensa, misteriosa e profondamente legata alla terra e alla comunità.

👩🏻‍🍼👶🏻 Accanto a lui, le lugubri Sos Battileddos Gattias intonano canti funebri e mettono in scena gesti rituali che mantengono viva una memoria collettiva radicata nel mito e nell’identità della Baronia.

🔗 Nell’articolo su SHmag.it, Chiara Medinas ci guida alla scoperta della storia, del simbolismo e del fascino di uno dei Carnevali più enigmatici della Sardegna.

📷 Silvia Dengo
  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola. 

🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.

🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.

👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.

Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟

Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.

🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️

🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
  • 🪨 Scolpita nella roccia di Capo Sant’Elia, la Grotta di San Bartolomeo racconta una pagina poco nota della preistoria cagliaritana.
 

Tra frane, scavi ottocenteschi e indizi sparsi nel terreno, qui sono emersi frammenti di vasi, punte di lancia, resti animali e tracce di antiche capanne: tasselli di una storia che va dal Neolitico all’età nuragica, passando per la misteriosa cultura di Monte Claro.

🌊 Accanto alla grotta, la Domus de Janas ancora visibile custodisce il silenzio di un passato in parte perduto, mentre gli archeologi cercano di ricostruire l’abitato che un tempo dialogava con il mare di Marina Piccola e il colle di Sant’Elia.
 
Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.

La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
  • 🎨 A Oliena nasce il Museo Diffuso Liliana Cano, un percorso che intreccia arte, memoria e comunità. Un progetto che trasforma il paese in un museo a cielo aperto, dove i murales, le sculture e i cicli pittorici dell’artista dialogano con le strade, le chiese e le piazze. 🏛️✨

Promosso dal Comune di Oliena, in collaborazione con l’Archivio Liliana Cano, il Presidio Turistico Oliena Galaveras e la Parrocchia di Oliena, il Museo Diffuso propone otto tappe e oltre cinquanta opere che raccontano quarant’anni di ricerca artistica e di dialogo con il territorio.

📍 Dal “Monumento alla donna” del 1985, una delle prime sculture pubbliche in Sardegna dedicate alla figura femminile, fino ai murales religiosi e civili che costellano il centro storico, ogni tappa rivela un frammento del rapporto profondo tra Liliana Cano e la comunità che l’ha accolta.

👣 Un itinerario da percorrere lentamente, tra arte, tecnologia e memoria collettiva.

Scopri tutti i dettagli e la storia completa del Museo Diffuso Liliana Cano su 👉 SHmag.it
  • ✨ La cattedrale di “Notre Dame de Paris” si prepara a illuminare anche il cielo della Sardegna. 
La celebre opera popolare moderna con musiche di Riccardo Cocciante, tratta dal romanzo di Victor Hugo, torna in Italia dal 26 febbraio 2026 con una nuova grande tournée che attraverserà il Paese fino al 6 gennaio 2027. 🇮🇹

🎭 Dopo oltre vent’anni di repliche e milioni di spettatori, lo spettacolo si conferma un classico contemporaneo capace di raccontare emarginazione, paura del diverso, desiderio d’amore e ricerca di giustizia attraverso musica, danza e teatro. 
Una combinazione di linguaggi che ha trasformato “Notre Dame de Paris” in un punto di riferimento della scena live internazionale. 🌍

🌊 Tra le tappe annunciate spicca una data che interessa da vicino il pubblico sardo: dal 6 all’8 agosto 2026 lo show arriverà all’Olbia Arena, portando sull’isola uno degli eventi più attesi della prossima stagione estiva. 
Dietro le quinte, la produzione firmata Clemente Zard e Vivo Concerti conferma l’ambizione di una tournée che ripercorre la storia di un titolo diventato simbolo del teatro musicale.

👉 L’approfondimento completo, con tutte le città della tournée e i dettagli sulla tappa di Olbia, continua su SHmag.it

📸 Attilio Cusani
  • 🌅🎤 Dopo il successo del tour europeo e l’annuncio della quarta edizione di “Tutti Per Uno”, Il Volo svela le nuove tappe del World Tour 2026-2027, prodotto da Friends & Partners. Tra le date attese c’è anche quella del 9 agosto 2026 ad Alghero, quando il trio si esibirà all’Alguer Summer Festival. 

🎫 Le prevendite per il fanclub sono già aperte, mentre da domani i biglietti saranno disponibili su Ticketone. 

🌎 Il nuovo anno porterà Il Volo oltreoceano: prima in America Latina, poi negli Stati Uniti, per un calendario di live che anticiperà i concerti estivi e la nuova edizione di “Tutti Per Uno”, in programma a settembre a Mantova. 

Un viaggio musicale che abbraccia continenti, pubblico e tradizione, confermando l’energia di un trio ormai simbolo della musica italiana nel mondo. 🇮🇹💫

👉 Leggi l’articolo completo su SHmag.it per scoprire tutte le date e i dettagli del tour!
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