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“Vieni all’Opera al Teatro TsE”: domani in scena a Cagliari il Don Giovanni

La celeberrima opera di Mozart verrà interpretata dall’Orchestra da Camera “Johann Nepomuk Wendt” diretta dal maestro Raimondo Mameli alle 19:30

di Redazione
17 Dicembre 2022
in Cagliari, Eventi, Teatro
🕓 4 MINUTI DI LETTURA
59 3
Don Raimondo Mameli e Wofgang Amadeus Mozart

Don Raimondo Mameli e Wofgang Amadeus Mozart

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L’arte della seduzione e la temerarietà di un libertino nel “Don Giovanni” di Wolfgang Amadeus Mozart, celeberrimo e affascinante dramma giocoso in due atti su libretto di Lorenzo Da Ponte in cartellone domani, domenica 18 dicembre alle 19:30 al TsE di via Quintino Sella nel cuore di Is Mirrionis a Cagliari per il secondo appuntamento con la stagione musicale “Vieni all’Opera al Teatro TsE” 2022-2023 a cura del Teatro del Segno in collaborazione con l’Orchestra da Camera “Johann Nepomuk Wendt” nell’ambito del progetto pluriennale Teatro Senza Quartiere / per un quartiere senza teatro 2017-2026.

Una preziosa antologia di arie e duetti, accanto a avvincenti pagine strumentali, in una selezione di brani presentati in forma di concerto, nell’interpretazione dell’Orchestra da Camera “Johann Nepomuk Wendt” sotto la sapiente guida del maestro concertatore e direttore Raimondo Mameli, per mettere ancor più in risalto la forza evocativa della musica del grande compositore austriaco. Sotto i riflettori una interessante compagnia di canto, formata da giovani e già affermati talenti isolani: il baritono Giuseppe Matteo Serreli (nel ruolo di Don Giovanni), il basso Andrea Medda (Il Commendatore – Masetto), accanto ai soprani Chiara Loi (Zerlina), Federica Cubeddu (Donna Elvira) e Maria Grazia Piccardi (Donna Anna), insieme con il tenore Giansilvio Pinna (Don Ottavio) e il baritono Roberto Dettori (Leporello), che si cimentano con la scrittura virtuosistica e con le ammalianti e a tratti struggenti melodie di uno dei capolavori della storia del melodramma.

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La trama è nota: Don Giovanni si insinua in casa di Donna Anna per tentare di sedurla, fallisce il colpo ma uccide in duello il padre di lei, il Commendatore; la fanciulla sviene e il suo fidanzato Don Ottavio giura vendetta. Intanto Don Giovanni si imbatte in Donna Elvira, sua “antica” fiamma, ancora innamorata di lui, che vorrebbe redimerlo; durante una festa di nozze, egli tenta a più riprese di rapire la sposa, Zerlina, sottraendola al suo Masetto, e infine è costretto a fuggire insieme a Leporello. Donna Anna ha riconosciuto la voce del suo aggressore, cui era andata a chiedere aiuto insieme con Don Ottavio, Zerlina e Masetto con gli altri contadini sono sulle sue tracce, ma tra inganni, travestimenti e scambi di persona Don Giovanni riesce a sottrarsi ai suoi nemici finché si presenta a lui la statua del Commendatore, per un funesto invito a cena che segna la fine del temerario, trascinato all’inferno da un corteo di demoni. Infine tutti gli altri personaggi si ritrovano riuniti a commentare la sorte di Don Giovanni e la punizione che attende i malvagi.

Se già Tirso de Molina nel suo “El Burlador de Sevilla y convidado de piedra” sanciva la condanna dell’ambiguo “eroe” punito per le sue colpe, dal traviamento di oneste fanciulle, alla violenza, l’inganno e perfino il delitto, tema che ritorna nelle molteplici declinazioni della vicenda, fra teatro e musica, tra cui “Dom Juan ou Le festin de pierre” di Molière e “Don Giovanni Tenorio” di Carlo Goldoni, nella fortunata versione di Wolfgang Amadeus Mozart e Lorenzo Da Ponte il protagonista assurge a una sua misteriosa e cupa grandezza, sia pure in negativo, con una ricchezza di sfaccettature, un mutare di stati d’animo, un susseguirsi di pensieri e emozioni che riflettono la profonda irrequietezza, il gusto per i piaceri, l’abbandono alla voluttà ma pure l’ardimento di uomo in conflitto con la fede e la ragione, che si pone al di là del bene e del male.

Sulle note immortali del maestro salisburghese prende forma la personalità complessa e inafferrabile di un aristocratico, con tutta l’arroganza e il senso di superiorità della classe dominante, mentre la buona educazione maschera il gelo del suo cuore, nella caratterizzazione da “opera buffa” in cui il registro vocale del basso settecentesco (dunque un baritono o un basso-baritono) sembra voler sottolineare l’immoralità del suo agire, indegno della sua stirpe e del suo rango. La tragica fine di “Don Giovanni” è il frutto delle sue scelte e del suo comportamento, che infrange le leggi umane e divine; la sua dissolutezza e ancor più forse la sua indifferenza al dolore altrui, suscitano scandalo e gridano vendetta, così che quando la terra si spalanca ai suoi piedi e il Commendatore lo trascina con sé all’inferno, in un certo qual modo viene ristabilito l’ordine e fatta giustizia, grazie a un intervento del soprannaturale.

Biglietti: intero €15, ridotto €13 (riduzioni per residenti quartiere Is Mirrionis / under 25 / over 65 / abbonati CeDAC / spettatori Cinema Odissea), ridotto €7 (riduzioni per studenti / allievi scuole d’arte / operatori).

Per informazioni e prenotazioni: [email protected] – tel. 070.680229 – cell. 351.6862271 (anche WhatsApp)

“Vieni all’Opera al Teatro TsE”, a Cagliari ritorna la rassegna dedicata al melodramma
Tags: Cagliarioperateatro
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  • 🏔️ Nel cuore della Sardegna più autentica, a 750 metri di altitudine, Orune si erge come un libro di pietra aperto sul passato. Il suo nome potrebbe derivare dal greco oros, “montagna”, e già questo racconta molto: un paese che domina vallate, boschi e formazioni rocciose tra Barbagia, Baronia, Logudoro e Gallura. 🌿  📜 Ma Orune non è solo paesaggio. È memoria viva di un’epoca in cui il banditismo sardo segnava la cronaca: qui nacquero figure leggendarie come Dionigi Mariani e Giovanni Moni Goddi. Eppure, accanto a loro, il borgo ha dato i natali anche a Margherita Sanna, tra le prime donne sindaco d’Italia, e ad Antonio Pigliaru, filosofo e giurista di grande rilievo.  ⚡Oggi Orune custodisce tesori che vanno oltre i nuraghi: Casa Murgia, palazzotto signorile dei primi del Novecento con un antico mulino ancora visibile nel giardino, racconta la storia dell’energia che illuminò per prima il paese.  🌳 E poi ci sono le sugherete secolari, maestose e silenziose, fonte di vita economica e meta di studiosi da tutta Europa. Il sughero estratto qui diventa tappi, pannelli isolanti, arte artigianale.  In tavola, Orune regala sapori intensi: i maccarones de ordascia, pasta d’orzo lavorata a mano, e sas montecadas, dolci fritti a forma di alveare che accompagnano il Carnevale barbaricino di metà febbraio. 🍯🎭  Un borgo che non dimentica, che resiste, che continua a vivere.  👉 Un viaggio tra archeologia, tradizioni e identità, l’articolo di Raffaella Piras continua su SHmag.it  📷 Nuraghe Nunnale: ©️Regione Autonoma della Sardegna
📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
📷 Santa Maria Maggiore: ©️ales&ales
📷 Veduta di Orune: ©️trolvag
  • 🕯️ Nel cuore del quartiere Castello di Cagliari si cela un passaggio che da secoli sussurra segreti. Via Alberto Lamarmora, antica ruga Mercatorum dei mercanti pisani, dimora di nobili e argentieri, nasconde tra i suoi vicoli stretti il Portico delle Anime.  🌙 Un tunnel angusto illuminato solo da una lampada fioca, dove l’effige della Madonna delle Grazie veglia su un mistero inquietante. Gli abitanti raccontano di aver udito lamenti di anime in pena davanti al quadro sacro. Ombre che si muovono, voci indistinte che emergono dal buio.  ⚔️ Si narra che durante un Giovedì Santo, Sant’Efisio apparve minaccioso nel portico a un sabotatore intenzionato ad avvelenare le acquasantiere delle chiese cagliaritane. Il santo lo fermò sul nascere. Da allora, ogni anno, il suo simulacro sosta davanti alla Vergine in processione. Una tradizione che unisce fede e leggenda, viva ancora oggi.  🏛️ Tra palazzi segnati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e archi gotico-catalani, il Portico conserva un fascino che sfida il tempo. Cagliari di giorno è luce, ma di notte Castello rivela il suo volto enigmatico.  👉 La storia completa di Raffaella Piras, con tutti i dettagli delle leggende e della storia del luogo, ti aspetta su SHmag.it 📰
  • 👹 Maschere nere, corna di cervo, pelli di montone e campanacci: a Lula, il Carnevale rivive ogni anno nel rito arcaico di Su Battileddu, la vittima sacrificale che incarna il ciclo eterno di morte e rinascita. Una tradizione intensa, misteriosa e profondamente legata alla terra e alla comunità.  👩🏻‍🍼👶🏻 Accanto a lui, le lugubri Sos Battileddos Gattias intonano canti funebri e mettono in scena gesti rituali che mantengono viva una memoria collettiva radicata nel mito e nell’identità della Baronia.  🔗 Nell’articolo su SHmag.it, Chiara Medinas ci guida alla scoperta della storia, del simbolismo e del fascino di uno dei Carnevali più enigmatici della Sardegna.  📷 Silvia Dengo
  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎶 Capodanno 2026 a Sassari con Max Pezzali: viabilità, parcheggi e navette 🚌 
🎆 Tutto è pronto a Sassari per il grande concerto di Max Pezzali, in programma la notte del 31 dicembre in piazzale Segni. Il Comune ha predisposto un articolato piano di sicurezza e mobilità per garantire una serata ordinata e sicura, nel segno della partecipazione e del divertimento. 
🚧 Zona rossa in piazzale Segni
Dalle 18:00 l’area intorno a piazzale Segni sarà interdetta al traffico veicolare, anche per i residenti. La zona rossa comprenderà le vie Di Vittorio, Giagu, Carlo Felice, Raffa Garzia, Wagner, Coradduzza, Gramsci e Togliatti. Tutti gli accessi saranno transennati e presidiati dalla Polizia locale. All’interno del perimetro sono previste un’area di sosta per persone con disabilità in via Nenni; aree ristoro dedicate al pubblico. 
🅿️ Otto parcheggi di attestamento e bus-navetta
Per agevolare gli spostamenti, il Comune e l’ATP attiveranno otto parcheggi di attestamento collegati al luogo dell’evento da bus-navetta gratuiti dalle 18:00 alle 21:00. Le aree individuate si trovano in:
·  via Caniga – via Predda Niedda (Tanit),
·  Piandanna (Agenzia delle entrate),
·  via Budapest (fianco Conad),
·  via Camboni (Li Punti),
·  piazza Ortobene (Sant’Orsola Nord),
·  via Pirandello,
·  via Turati,
·  via Washington.
Le linee ATP dedicate saranno riconoscibili dalla scritta “Concerto Max Pezzali” su bus e fermate, con passaggi ogni 5-15 minuti.
Rientro dall’1:00 alle 3:00 del 1° gennaio con bus-navetta ATP da via Vardabasso verso i parcheggi di attestamento (la destinazione sarà indicata sul parabrezza). 
🚌 Pullman e area camper
La corsia discendente di via Milano sarà riservata ai pullman turistici provenienti da tutta l’isola, mentre tra via Milano e via La Malfa è stata allestita un’area sosta per camper.  Nel primo commento mappe percorsi delle navette 👇🏼
  • ✨ Sassari si prepara ad accogliere il 2026 con un grande evento di piazza. La notte di San Silvestro vedrà protagonista Max Pezzali, icona della musica pop italiana, che salirà sul palco di Piazzale Segni intorno alle 22:00 per accompagnare la città nel conto alla rovescia verso il nuovo anno.  Il concerto sarà il fulcro del programma “Sassari Destinazione Natale”, il progetto che punta a valorizzare la città come polo culturale e turistico anche in inverno. L’appuntamento di Capodanno si affianca così a eventi simbolo come la Cavalcata Sarda e la Discesa dei Candelieri, confermando l’impegno dell’Amministrazione nel rilancio dell’immagine urbana in chiave artistica e partecipativa.  🎶 Sul palco, Max Pezzali ripercorrerà più di trent’anni di carriera con i brani che hanno accompagnato intere generazioni – dagli anni degli 883 ai successi da solista – trasformando la piazza in un grande coro collettivo. Dopo la mezzanotte, spazio a Sergione Dj e Gabry Dj per far ballare il pubblico fino a tarda notte.  Una notte di musica, festa e partecipazione che proietterà Sassari nel nuovo anno con energia e una visione chiara: crescere attraverso la cultura e la condivisione. 🌟  #Sassari #Capodanno2026 #MaxPezzali
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️  🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
  • 🪨 Scolpita nella roccia di Capo Sant’Elia, la Grotta di San Bartolomeo racconta una pagina poco nota della preistoria cagliaritana.  Tra frane, scavi ottocenteschi e indizi sparsi nel terreno, qui sono emersi frammenti di vasi, punte di lancia, resti animali e tracce di antiche capanne: tasselli di una storia che va dal Neolitico all’età nuragica, passando per la misteriosa cultura di Monte Claro.  🌊 Accanto alla grotta, la Domus de Janas ancora visibile custodisce il silenzio di un passato in parte perduto, mentre gli archeologi cercano di ricostruire l’abitato che un tempo dialogava con il mare di Marina Piccola e il colle di Sant’Elia. 
Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.  La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
  • 🎆 La Sardegna accende il Capodanno 2026 con 15 città in festa il 31 dicembre: da Gabry Ponte a Max Pezzali, Mengoni a Emis Killa, un’isola che vibra di musica sotto le stelle. 🎶  🎉✨ Sfogliate il carosello in ordine alfabetico per scoprire tutti gli artisti, location e sorprese della notte più epica dell’anno. Da Alghero a Tortolì, il countdown è pronto a esplodere!  Quale città sceglierete per il vostro Capodanno 2026?
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