In Sardegna l’arte contemporanea incontra il rito collettivo nel borgo di Monteleone Rocca Doria, in provincia di Sassari, dove prende forma un nuovo intervento nell’ambito della settima edizione di “Una Boccata d’Arte”, il progetto diffuso promosso da Fondazione Elpis che attraversa l’Italia coinvolgendo piccoli centri e artisti contemporanei.
È qui che l’artista Ilare (Roma, 1994), con la curatela di Anna Pirisi, presenta “Mi aspetto che il sole mi illumini ancora”, un progetto inedito per il territorio sardo, visibile al pubblico a partire da domenica 21 giugno alle ore 18:00. L’intervento si sviluppa come un’esperienza partecipativa che prende avvio nel giorno del solstizio d’estate, trasformando il momento simbolico del ciclo solare in un’occasione di incontro tra comunità e paesaggio.
Il progetto si articola lungo un percorso che attraversa il borgo, dalla via Doria fino al riparo sotto roccia Sa Corona de sa buvera, dove un corteo accompagna i partecipanti verso un’architettura temporanea. Questo spazio, costruito attraverso momenti condivisi, diventa il fulcro di una pratica che unisce ritualità e relazione, in cui il gesto artistico si intreccia con la dimensione collettiva.
All’interno di questo contesto, l’acqua raccolta, i manufatti in terracotta e i pani rituali preparati insieme assumono il valore di offerte simboliche, dando forma a un sistema di segni che richiama tradizioni e pratiche comunitarie. Centrale è anche il tappeto ispirato a su tapinu ‘e mortu, affidato ciclicamente alle abitanti del luogo, che si configura come un elemento in trasformazione, capace di conservare e trasmettere memoria.
«Lasceremo ciò che resta di un passaggio collettivo, un rituale, un ringraziamento alla terra, alla montagna, al Sole», afferma l’artista, sintetizzando il senso di un intervento che si sviluppa nel tempo e nello spazio, mantenendo una relazione aperta con chi lo attraversa. L’opera sarà visitabile fino al 4 ottobre 2026, prolungando la sua dimensione esperienziale oltre l’evento iniziale.
La ricerca di Ilare si colloca nell’ambito delle pratiche contemporanee che indagano l’interdipendenza tra elementi naturali, materia e presenza umana. Formatosi all’Accademia di Belle Arti di Roma e successivamente alla Escola Massana di Barcellona, l’artista utilizza installazione, scultura, disegno, video e performance per sviluppare lavori basati su processi di trasformazione, impermanenza e interazione diretta con il pubblico.
Il progetto è curato da Anna Pirisi (Nuoro, 1991), professionista attiva nella valorizzazione del patrimonio culturale con un focus sull’arte contemporanea e sui processi di decolonizzazione. Dopo un percorso formativo tra Bologna e Cagliari e un master in Diritto ed Economia dell’arte e della cultura, ha collaborato con musei e istituzioni in Italia e all’estero. Attualmente opera presso la Fondazione Costantino Nivola, dove si occupa di mediazione e promozione artistica. Per “Una Boccata d’Arte” in Sardegna aveva già curato nel 2025 il progetto di Sara Persico a Burcei.



































