Quando altrove le maschere si apprestano a tornare nei cassetti, a Paulilatino il Carnevale si fa corsa, rito e memoria condivisa. Nel fine settimana del 21 e 22 febbraio 2026, il paese del Guilcier rinnova l’appuntamento con Sas Cursas de Carrasegae, le storiche corse rituali a cavallo che da oltre mezzo secolo animano le vie del centro. Un’eredità antica, legata ai cicli stagionali e al mondo agro-pastorale, che trova ancora oggi una partecipazione corale e un profondo valore identitario.
Per due giorni, le strade e le case di basalto di Paulilatino si trasformano in un’arena collettiva, dove il confine tra protagonisti e spettatori si dissolve. L’attesa prima del galoppo, il suono metallico delle collanas e il silenzio che precede la partenza costruiscono un’atmosfera densa, sospesa nel tempo. Durante la manifestazione, il centro storico diventa scena e rito al tempo stesso, in un equilibrio tra gesto atletico e rituale comunitario.
Le corse e i riti del Carnevale
Il programma si articola in tre momenti principali. Il sabato si apre con Sa Cursa a sa Pudda, corsa tradizionalmente legata al rinnovamento stagionale e ai ritmi della terra. La domenica è dedicata a Sa Cursa a sa Padedda, in cui emerge l’intesa tra cavaliere e cavallo, richiamo diretto al patrimonio agricolo e pastorale. In entrambe le giornate è prevista anche la Corsa a Pariglie, con le pariglie che si esibiscono in evoluzioni sincronizzate, offrendo uno dei momenti più suggestivi dell’intera manifestazione.
L’evoluzione del progetto culturale
L’edizione 2026 segna una nuova tappa nel percorso di crescita avviato dal Circolo Ippico Paulese, che ha scelto di affiancare alla tradizione un più ampio progetto di valorizzazione culturale. «A partire dalla scorsa edizione abbiamo scelto di lavorare per far crescere la manifestazione in modo strutturato, sia dal punto di vista organizzativo sia da quello culturale», spiega il presidente Claudio Bruno. «L’obiettivo è restituire alle Cursas i tratti originari del rito, rafforzando il legame con la tradizione e con il suo significato più profondo».
In questa direzione si inserisce anche la decisione di invitare per la giornata di domenica i cavalieri a indossare l’abito tradizionale, un gesto che restituisce coerenza storica e valore simbolico alla corsa. «È un modo per valorizzare non solo la competizione, ma l’intero sistema di saperi, gesti e simboli che la rendono possibile», aggiunge Bruno.
Parallelamente, il Circolo Ippico Paulese sta avviando contatti e scambi con altre realtà equestri italiane ed europee. Sono in corso collaborazioni con associazioni in Spagna e Germania, dove sopravvivono antiche corse rituali di origine medievale, legate a un comune patrimonio mediterraneo. Questa rete di relazioni apre nuove prospettive di ricerca e promozione, inserendo Sas Cursas de Carrasegae nel più ampio orizzonte delle tradizioni equestri europee.
Oggi Sas Cursas de Carrasegae si afferma come un Carnevale alternativo ai grandi circuiti urbani, capace di coniugare spettacolo, cultura e senso di appartenenza. Un’occasione per conoscere Paulilatino e il territorio del Guilcier lontano dai flussi turistici di massa, in un tempo in cui la festa diventa racconto, e la corsa, ancora una volta, ritorna a essere rito.






































