La celebre storia della giovane che trova riscatto attraverso la gentilezza e l’amore arriva sui palcoscenici sardi con “Cinderella” del Balletto del Teatro Nazionale Croato “Ivan pl. Zajc” di Rijeka, coreografato da Leo Mujić sulle musiche di Sergej Prokof’ev.
Lo spettacolo debutta venerdì 13 marzo al Teatro Comunale di Sassari e sarà in scena sabato 14 e domenica 15 marzo al Teatro Massimo di Cagliari, nell’ambito della Stagione 2025-2026 de “La Grande Danza” organizzata dal CeDAC Sardegna.
La produzione, diretta artisticamente da Leonard Jakovina e prodotta da Jelena Petrović, offre una rilettura contemporanea del capolavoro di Prokof’ev, composto durante la Seconda guerra mondiale e ispirato alla fiaba di Charles Perrault. Nella versione di Mujić, scritta insieme al drammaturgo Bálint Rauscher, la protagonista Ella vive un’infanzia serena accanto ai genitori Cindy e il Dr. Vanja, fino a quando la morte improvvisa della madre ne sconvolge la vita. Il dolore la spinge a rifugiarsi in un mondo immaginario, dove il padre si lega a una nuova vicina, Milosija, madre delle due figlie Zorica e Dragica. In questo sogno, Ella diventa una moderna Cenerentola costretta a subire soprusi e a cercare conforto nella fantasia.
Nel sogno, l’incontro con un giovane principe durante un ballo segna la svolta: grazie all’intervento di una figura misteriosa, simile alla madre perduta, Ella ritrova speranza e scopre la possibilità di rinascere. La scarpetta di cristallo diventa il simbolo del passaggio tra realtà e sogno, fino al risveglio, quando la protagonista comprende che la fiaba si intreccia con la vita stessa.
Sul palco si alternano Yurika Kimura (Ella), Leonard Cela (John / il principe), Marta Kanazir (Cindy / la fata madrina) e Marta Voinea Čavrak, Tea Rušin, Ksenija Duran Krutova, Ali Tabbouch, insieme all’Ensemble del Balletto. Le scenografie di Stefano Katunar, i costumi di Manuela Paladin Šabanović e le luci di Aleksandar Čavlek completano l’allestimento.
Prokof’ev descrisse “Cinderella” come una partitura che racconta “l’amore poetico tra lei e il principe, la nascita del sentimento e la realizzazione del sogno”. In questa versione, la danza diventa linguaggio interiore e specchio del dolore, dell’immaginazione e dell’amore come forza di riscatto. Una fiaba senza tempo che, tra sogno e realtà, restituisce il valore umano della gentilezza e della speranza.






































