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Ad Alghero la prima regionale del film “Maria Frau, l’attrice che spense la sua stella” di Sergio Naitza

Mercoledì 15 marzo, alle 18:30, nella Sala Conferenze de Lo Quarter la proiezione organizzata dalla Società Umanitaria di Alghero, alla presenza del regista

di Redazione
9 Marzo 2023
in Alghero, Cinema & Serie TV, Eventi
🕓 4 MINUTI DI LETTURA
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Maria Frau

Maria Frau

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Dopo l’anteprima al Festival “I mille occhi” di Trieste nel dicembre scorso, arriva per la prima volta in Sardegna, ad Alghero, il documentario in cui dopo 66 anni, parla Maria Frau, la diva cinematografica degli anni Cinquanta, nata a Nulvi, protagonista di una carriera fulminante negli anni Cinquanta, e sparita completamente dai radar a soli 26 anni.

L’ha ritrovata, splendida 93enne, negli Stati Uniti, il regista Sergio Naitza: per la prima volta Maria Frau rivela la sua scelta di “sparire” del tutto, oltre a curiosità e aneddoti sul cinema italiano degli anni Cinquanta.

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L’appuntamento è per mercoledì 15 marzo, alle 18:30, nella Sala Conferenze de Lo Quarter, a ingresso libero e gratuito, per una proiezione organizzata dalla Società Umanitaria di Alghero, alla presenza del regista.

Maria Frau ebbe una carriera fulminante dal 1950 al 1957: 17 film, copertine di riviste nazionali e internazionali, fotoromanzi, i primi sceneggiati della Rai, trasmissioni radiofoniche. Un volto diventato subito popolare nell’Italia che faticosamente usciva dalla guerra. Carnagione mediterranea, lunghi capelli neri, occhi incantatori, corpo sinuoso. All’improvviso, il ritiro dalle scene, a soli 26 anni, senza spiegarne la ragione. Né una conferenza stampa, né un’intervista. Scomparsa, da un giorno all’altro. Via dall’Italia e il silenzio. Perché?

Dopo 66 anni, “Frau talks”. Rompe l’isolamento e il silenzio e si racconta nel documentario “Maria Frau, l’attrice che spense la sua stella”, scritto e diretto da Sergio Naitza, Karel produzioni, fotografia Luca Melis, montaggio Rossana Cingolani, sostenuto da Fondazione Sardegna Film Commission, Società Umanitaria-Cineteca Sarda, Comune di Nulvi.

Nel documentario scorrono vita artistica e privata, dalla natìa Sardegna al successo, con aneddoti e curiosità sul cinema italiano anni Cinquanta. Finalmente, per la prima volta, Maria Frau spiega perché nel 1956 decise di calare il sipario, di eclissarsi dal mondo dello spettacolo, dalla notorietà, dalla ribalta mediatica. Lo rivela in due parole, nella sua casa di Austin, Texas: “Per amore. Sono sparita solo per amore”.

Con l’energia di una sessantenne, Maria Frau apre lo scrigno dei ricordi. Le radici sarde: nata nel piccolo paese di Nulvi, papà pastore, il trasferimento a Roma in cerca di un lavoro più redditizio. Infanzia e adolescenza nella capitale, crescendo in una dignitosa povertà. “Non avevo neppure i soldi per il cinema”. Ma è il cinema che si accorge di lei. Con il più classico segno del destino. Maria è una bella ragazza, volto pulito, sguardo sognante. Mentre è seduta nella sala d’aspetto di un ufficio, la nota il regista Mario Bonnard che sta cercando la protagonista per il suo film “Margherita da Cortona”. Non l’ha ancora trovata, nonostante abbia anche lanciato un concorso nazionale. “Tu sei Margherita” le dice. E la scrittura.

Maria Frau in "Totò all'inferno"
Maria Frau con Maurice Chevalier
Maria Frau

Da quel momento inizia la rapida ascesa di Maria Frau verso il successo. I giornali parlano di lei, la sua immagine – anche in licenziose pose col bikini – campeggia su tutte le riviste, la fama travalica i confini nazionali. Ha ruoli di prima attrice nel cinema popolare, versione melò (“Luna Rossa”, “Tormento di anime”, “La barriera della legge”, “Il lupo della frontiera”, “Agguato sul mare”); cavalca e tira di spada in “Sul ponte dei sospiri”; la sua bravura e versatilità la portano a girare in Germania per “Stella di Rio”, dove mostra il suo talento di ballerina, in Turchia per “La sultana Safiyè”, in Francia per “I sette peccati di papà” con Maurice Chevalier e “Il maggiorato fisico” con Eddie Constantine.

Duetta con Totò nel ruolo di Cleopatra in “Totò all’inferno” e Eduardo De Filippo la vuole accanto a Renato Rascel nella versione cinematografica della sua commedia “Questi fantasmi”. Nel 1954, agli albori della Rai, è nello sceneggiato “L’affare Kubinski” diretta da Anton Giulio Majano, sono tante le partecipazioni a programmi radiofonici in cui chiacchiera con gli ascoltatori. Al vertice della popolarità e con tante offerte di lavoro (Eduardo le propone di entrare nella sua compagnia, Gassman la cerca per un ruolo a teatro, Tognazzi vuole scritturarla per una commedia musicale) Maria Frau spegne la sua stella.

La favola della povera ragazza sarda, novella Cenerentola, che dall’anonimato diventa una star, rifiuta una carriera in rampa di lancio per la consacrazione in nome dell’amore per il suo principe azzurro, si interrompe bruscamente, ma insieme dolcemente. Per amore, appunto. Una bella storia che parla anche al nostro tempo: dove apparire, esserci, mostrarsi, viene prima di vivere.

Tags: AlgherocinemaMaria FrauSocietà Umanitaria
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  • 🌙 La bardana: quando la notte portava paura in Sardegna.
Nell’Ottocento, tra Barbagia e Gallura, un fenomeno criminale unico ha segnato i villaggi sardi.  Gruppi di cavalieri armati, coordinati da “su bardaneri”, pianificavano assalti notturni a dimore e stazzi isolati. Niente venerdì: la scaramanzia faceva parte del codice. 🐴⚔️  Tortolì, 13-14 novembre 1894 🗡️
Un gruppo armato assalta la villa del cavaliere Vittorio Depau. Il possidente è a Cagliari, nella dimora restano servitù e famiglia. Un servo oppone resistenza e viene ucciso. Il brigadiere Pietro Giua cade in combattimento, il carabiniere Bulciolu resta ferito. I malviventi fuggono col bottino, lasciando il paese nel terrore.  Esterzili, Venerdì Santo 1840 ⚰️
La nobile famiglia Capece viene assaltata nella sua dimora. Don Salvatore, il capofamiglia, perde la vita. La figlia Francesca testimonia: i cugini Giulio e Salvatore Tolu vengono accusati, arrestati e giustiziati. Anni dopo si scopre la verità: erano innocenti. I veri colpevoli vengono individuati, la refurtiva recuperata. Due vite spezzate ingiustamente.  Due episodi che hanno segnato la storia sarda dell’Ottocento. 🏔️📖  🔗 Articolo completo di Chiara Medinas su shmag.it
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