A Cagliari cresce l’attesa per “Diario di un trapezista – Cronache di resilienza di un reporter”, lo spettacolo teatrale di Sigfrido Ranucci, in scena sabato 7 febbraio 2026 all’Auditorium del Conservatorio di Piazza Ennio Porrino. L’evento, organizzato in Sardegna dall’Associazione Il Leone e le Cornucopie di Golfo Aranci, rappresenta una delle produzioni più attese della stagione teatrale.
L’iniziale appuntamento delle ore 21 ha registrato il tutto esaurito in breve tempo, spingendo gli organizzatori ad aggiungere una replica straordinaria alle 18, per permettere a un pubblico più ampio di assistere a quello che si preannuncia come un racconto teatrale di forte valore civile e personale. I biglietti sono in vendita sul circuito Ticketone.
Conosciuto per la sua lunga esperienza alla guida della trasmissione televisiva Report, Ranucci porta sul palco un racconto inedito che unisce la sua attività di giornalista d’inchiesta a riflessioni autobiografiche, restituendo al pubblico la dimensione più fragile e umana di chi indaga e racconta la realtà. “Diario di un trapezista” diventa così una sorta di bilancio interiore, dove si intrecciano le tensioni tra verità, rischio e responsabilità personale.
Ad accompagnare Ranucci in scena ci saranno le musiche originali del Maestro Enrico Melozzi e la voce narrante di Stella Gasparri, elementi che contribuiscono a costruire un racconto fatto di immagini, suoni e memorie. Lo spettacolo ripercorre il dietro le quinte delle inchieste più note del giornalista, ma anche il prezzo umano pagato per la ricerca della verità, tra scelte difficili, incontri decisivi e ferite non ancora rimarginate.
Nel corso della rappresentazione, prendono vita alcune delle figure che hanno incrociato il suo cammino: un vagabondo a Falluja, un tassista sulle tracce dei quadri di Tanzi, una producer svizzera, una vicepreside, un rapinatore pugliese, una professoressa e una bodyguard. Persone reali, spesso rimaste nell’ombra, che secondo Ranucci sono state “decisive per realizzare le sue inchieste” e che nello spettacolo diventano simboli di un vissuto collettivo fatto di coraggio e solidarietà silenziosa.
Al termine di entrambe le repliche, Sigfrido Ranucci incontrerà il pubblico per un confronto diretto e per il firma copie del suo libro, offrendo così un ulteriore spazio di dialogo tra il cronista e i suoi spettatori.






































