Storia di una “ribelle” con “La bisbetica domata” di William Shakespeare con (in o.a.) Domenico Ammendola, Andrea Avanzi, Matteo Baschieri, Carlotta Ghizzoni, Ettore Marrani, Francesca Rossi, Gabriele Tondelli e Victoria Vasquez, con musiche originali di Luigi Pagliarini, costumi di Valentina Donatti e Francesca Tagliavini, maschere di Graziano Viale, disegno luci di Giancarlo Vannetti, realizzazione scenografie Donatello Galloni, per la regia di Domenico Ammendola, produzione NoveTeatro.
La celebre commedia – in cartellone venerdì 6 febbraio alle 21 al Cine/Teatro “Olbia” di Olbia, sabato 7 febbraio alle 21 al Teatro San Bartolomeo di Meana Sardo, domenica 8 febbraio alle 20:30 all’Auditorium Comunale di Dorgali e lunedì 9 febbraio alle 20:30 al Teatro Centrale di Carbonia per la Stagione di Prosa 2025-2026 del CeDAC Sardegna – affronta in chiave ironica temi importanti e attuali come l’emancipazione femminile e il ruolo della donna nella società.
La trama è nota: Petruccio, giovane aristocratico in cerca di una moglie ricca, chiede la mano di Caterina, figlia di Battista Minola, fanciulla di forte (e pessimo) carattere, fornita di una buona dote, ma con fama di essere rude e sgarbata e tutt’altro che incline alle nozze. Il padre, esasperato dal comportamento della figlia, che, come sottolinea il regista Domenico Ammendola, «sfida i codici sociali con la sua lingua tagliente e il suo rifiuto ad obbedire», acconsente e affida, o meglio consegna la sposa riluttante al marito e costui si impegna a “rieducarla” e a piegarne la volontà «con metodi spesso crudeli o psicologicamente manipolatori, ma che nella commedia vengono trattati in tono ironico e canzonatorio».
La pièce riflette le convenzioni dell’epoca, per cui Caterina rappresenta l’opposto della moglie ideale, mite e sottomessa al marito, a differenza della sorella Bianca, così dolce e gentile, oltre che bella, ma Shakespeare disegna con grande sensibilità e finezza psicologica gli stati d’animo e i pensieri di una donna moderna, «simbolo di resistenza» in seno alla civiltà patriarcale.
“La bisbetica domata” offre interessanti spunti di riflessione – sottolinea il regista – ponendo «interrogativi ancora oggi attuali su identità, potere e libertà femminile».








































