«Nella fucina dell’arte la bontà non conta niente»: la crudele verità sull’origine del talento, quel dono divino che non scaturisce da meriti o sacrifici, e genera pura bellezza, è il tema centrale di “Amadeus” di Peter Shaffer (da cui è stato tratto l’omonimo film di Miloš Forman, vincitore di ben otto Premi Oscar, del Golden Globe, del David di Donatello e del Premio César, e ancora altri importanti riconoscimenti) in cartellone da mercoledì 4 fino a domenica 8 marzo al Teatro Massimo di Cagliari e martedì 10 marzo alle 20:30 al Teatro Comunale di Sassari sotto le insegne de La Grande Prosa del CeDAC Sardegna.
La pièce pluripremiata del drammaturgo britannico racconta di una (presunta) rivalità tra il compositore Antonio Salieri e il giovane e brillante Amadeus Mozart alla corte dell’imperatore Giuseppe II: dall’invidia dell’affermato artista veneto per l’artista salisburghese scaturisce il piano di delitto, causa della prematura scomparsa dell’autore de “Il Flauto Magico”.
Una leggenda già raccontata da Aleksandr Puškin nel dramma “Salieri e Mozart” (cui è ispirata l’omonima opera musicale di Nikolai Rimsky-Korsakov) su cui Peter Shaffer «inventa un ‘capriccio’ allucinato e sontuoso, un apologo che parla dell’invidia, ma anche dell’ammirazione mista a sgomento che ci prende al cospetto di un genio che supera i confini laboriosi e prevedibili del talento».
“Amadeus” – uno spettacolo di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia, impreziosito dai raffinati costumi di Antonio Marras, produzione del Teatro dell’Elfo – mette l’accento sul dilemma di Antonio Salieri, splendidamente interpretato dallo stesso Ferdinando Bruni, che riconosce la grandezza del suo immaginario rivale, ma la considera quasi un affronto e un “tradimento” da parte del sommo creatore, cui aveva offerto la propria dedizione in cambio del successo, tanto più grave data la personalità del giovane musicista, irriverente e dissoluto.
Nel ruolo di Wolfgang Amadeus Mozart, Daniele Fedeli, che presta volto e voce al talentuoso ma ingenuo artista salisburghese, dallo spirito giocoso e talvolta puerile, di cui Salieri conquista abilmente la fiducia (mentre cerca invano di ostacolarne la carriera, finché decide di ricorrere al veleno per eliminare l’ignaro “rivale”). Nel cast – oltre ai due protagonisti – Matteo de Mojana, Michele Di Giacomo, Alessandro Lussiana, Ginestra Paladino, Umberto Petranca, Luca Toracca e la giovane Valeria Andreanò nella parte di Constanze, la moglie di Mozart.
“Amadeus” – pièce pluripremiata, dall’Evening Standard Theatre Award for Best Play (1979) e il Drama Desk Award for Outstanding New Play (1981), poi vincitrice di cinque Tony Awards nel 1981 (tra cui il riconoscimento a Ian McKellen come miglior attore e a Peter Hall per la regia) oltre a due nominations – affronta la forza distruttiva dell’invidia che divora l’animo di Antonio Salieri mescolando il registro comico e quello drammatico, finché Mozart perisce, proprio sulle note del suo struggente, famosissimo (e incompiuto) Requiem…
In fondo, “Amadeus” mostra la fragilità della condizione umana… e in certo senso una “ribellione” contro un’ingiustizia e uno scherzo del destino, che fa incrociare le strade di due artisti trasformandoli in ipotetici rivali: la trama, in sintesi, racconta infatti che «Antonio Salieri è un uomo pio e generoso, un musicista stimato e famoso, ma Dio ha scelto di far sentire la sua voce nel mondo attraverso le opere di un ragazzo scapestrato e irriverente: Wolfgang Amadeus Mozart».
Oltre la Scena – incontro con gli artisti: Ferdinando Bruni e la compagnia di “Amadeus” incontra il pubblico giovedì 5 marzo alle 18 nel Foyer del Teatro Massimo di Cagliari – conduce Myriam Mereu (ingresso gratuito – fino a esaurimento posti).






































