Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
  • CONTATTI
  • PUBBLICITÀ
lunedì, 20 Aprile 2026
  • Login
  • Registrati
  • CagliariNEWS
  • SassariNEWS
  • Musica
  • Cinema & Serie TV
  • Libri
  • Eventi
  • Sport
  • Itinerari
S&H Magazine
S&H Magazine
  • Login
  • Registrati
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
S&H Magazine

Io Racconto: “La mia Sardegna” di Aurora Redville

di Aurora Redville
31 Luglio 2020
in Libri
🕓 8 MINUTI DI LETTURA
95 1
38
CONDIVISIONI
419
VISUALIZZAZIONI
Condividi su FacebookCondividi su Twitter

Bentrovati amici lettori,

per il nostro appuntamento di #ioraccontoaSH vi propongo una storia che sa di Sardegna, ma anche d’estate. Era da tempo che volevo scriverla ma c’erano sempre altre storie a distrarmi, adesso che sono nel periodo delle vacanze è tornato tutto nella mia testa, eccomi qui a parlarvene, sappiate che è una storia vera la 98% tocca a voi immaginare qual è la parte reale.

LEGGI ANCHE

Io Racconto: “On the right track” di Stefano Enea

Io Racconto: “U.S.” di Diego Cabras

Io Racconto: “L’albero degli impiccati maledetti” di Antonino Trovato

Come colonna sonora durante la lettura consiglio Fly On dei Coldplay.

Vi do appuntamento a venerdì prossimo con un’altra storia.

Buona lettura
Aurora Redville

La mia Sardegna

di Aurora Redville

Come ogni anno passiamo le agognate vacanze in Sardegna, riusciamo sempre a ritagliarci alcuni giorni lontani dalla casa della mia famiglia e andare in qualche zona che non conosciamo, questa volta andiamo a trovare un vecchio compagno dell’università che frequentavamo a Milano, non lo vediamo ormai da diversi anni. Scelte le date abbiamo iniziato subito la ricerca di un posto in affitto.

È stato un vero colpo di fortuna trovare questa casa all’ultimo momento: vista mare, sulla scogliera che divide le due spiagge, ed è un sogno tutte le mattine vedere sorgere l’Aurora dal letto.

Il riflesso dei raggi del sole che piano piano cambiano colore, la temperatura che lentamente si scalda con le prime ore del mattino, e la brezza che ti accompagna dolcemente nel risveglio.

Le giornate sempre scandite dai ritmi di chi vuole godere ogni istante, senza fretta, assaporando tutto ciò che lo circonda.

Serenità è la parola che più si addice alla nostra routine, il risveglio segna l’inizio della nostra giornata, poi la colazione, mentre i bimbi si preparano io vado al negozietto di alimentari per acquistare il necessario per i panini e prendere qualcosa per la cena, poi andiamo in spiaggia e lì trascorriamo alcune ore. Dopo aver giocato e nuotato con i bimbi io e mio marito ci mettiamo sotto l’ombrellone, e nelle ore più calde convinciamo anche loro due a stare con noi, pranziamo con un sandwich e dopo ci rilassiamo leggendo a voce alta il libro del momento, oppure loro prendono il loro libretto e il più grande legge per il piccolo, abbiamo portato anche la scacchiera da viaggio e mentre loro studiano le mosse vincenti io cerco di memorizzare le regole.

Dopo le cinque di solito torniamo a casa per fare una doccia e preparare la cena, ci piace mangiare presto per poi uscire a passeggiare e prendere un gelato.

La doccia la faccio per prima per avere il tempo di andare sulla terrazza, e mentre il sole scende lasciando il posto all’ombra asciugo i capelli, è il terzo giorno che la noto: una signora tutta vestita di nero, il fazzoletto in testa a testimonianza della sua vedovanza e il grembiule sopra la gonna, tipico delle donne di questa zona.

Ogni luogo ha le sue tradizioni, e malgrado io non sia un’esperta ne conosco alcune, in Sardegna ogni paese ha il suo dialetto, i suoi usi e costumi diversissimi tra loro. Ma com’è che restano vive le tradizioni?

Era una domanda che mi facevo sempre da bambina, adesso ho la risposta: vengono tramandate di madre (o padre) in figlio. I racconti della nonna, la zia, il nonno, tutti i componenti della famiglia trasmetteranno qualcosa ai bambini; io ricordo ancora le storie che mi raccontavano i miei nonni ed è una grande fortuna perché adesso posso raccontarle ai miei figli.

Ma torniamo alla signora vestita di nero, non so perché ma quando l’ho vista passare ho controllato l’ora sull’orologio: le 18,50.

L’ho seguita con lo sguardo, si è diretta in centro.

Penso a lei anche dopo cena mentre passeggiamo sul lungo mare e racconto a mio marito che sono rimasta molto colpita da una signora, che c’è qualcosa in lei che mi affascina, come se ci fosse una storia misteriosa da scoprire.

Il giorno dopo sono sulla terrazza alla stessa ora, la vedo passare, cammina senza fretta, salutando coloro che incontra con un gesto della mano e una specie di inchino, sembra gentile. Resto a osservarla finché non sparisce dietro l’angolo.

L’indomani rientro prima degli altri, faccio la doccia e mi preparo, ho spiegato il piano a mio marito e lui ridendo mi ha detto di fare ciò che devo.

Attendo sulla terrazza l’ora giusta e quando passa sotto casa scendo in fretta al piano di sotto, chiudo il portone alle mie spalle e la seguo.

È davanti a me, l’andatura lenta, si capisce che non ha fretta, volge lo sguardo al mare, lo osserva con attenzione, e poi prima di girare l’angolo fa il segno della croce.

Rimango colpita, recentemente ho visto il film Aquaman e sono stata per giorni a pensare al mondo marino, forse che lei venera il Dio del mare?

Cammina sulla strada principale che costeggia la torre e poi svolta di nuovo l’angolo, entra in un portoncino e la perdo, che faccio?

La seguo.

Entro nel portone e scopro che è una chiesa, l’entrata laterale mi ha tratta in inganno, noto alle mie spalle il portone dell’ingresso principale, molto antico ma non troppo grande, poche finestre e le pareti spoglie, affreschi di un tempo ormai rovinati lasciano il posto a un trittico ligneo di bellezza straordinaria. Osservo tutto, il colore predominante in contrasto con il bianco è l’oro. Le panche sono in legno alternate a delle sedie aggiunte probabilmente per le funzioni estive essendo l’unica chiesa della zona.

Ci sono infatti molte persone che aspettano che inizi la messa, non è da molto che entro in una chiesa perché d’estate mi piace visitarle e scoprire i loro particolari, nella mia terra ce ne sono di molte antiche che sorgono anche su templi pagani.

La signora è seduta tra i primi banchi, io dietro su una delle sedie, resto lì durante tutta la funzione, accanto a me numerosi turisti italiani ma anche stranieri che ascoltano con curiosità le parole del prete; aspetto la fine voglio scoprire dove abita.

Fa il suo cammino a ritroso, e compie quasi gli stessi gesti. Oltrepassa la mia casa ed entra tre portoni dopo. So dove abita.

La sera andiamo a cena fuori, racconto a mio marito dove ho seguito la signora, lui ride e dice che non c’è niente di strano, io sono di un altro parere, ci sono dei particolari che suscitano il mio interesse. Ammette che vedo delle cose interessanti che ai più sfuggono grazie al mio senso dell’osservazione.

Chiedo a mio marito di passare davanti alla sua casa dopo cena.

Dopo aver preso il gelato ai bimbi torniamo sulla scogliera passando dall’altra parte dell’isolato, ci ritroviamo davanti a una casetta il cui cortiletto esterno ha un divanetto e due sedie, lì sedute una signora e sua figlia Andrea amica del nostro amico Tony. La riconosco, la signora vestita di nero è la madre di quella ragazza.

Scambiamo alcune parole e poi ci auguriamo la buona notte, tornando verso casa decido che alla prima occasione parlerò con lei.

Non devo aspettare a lungo, due giorni dopo mentre rientriamo dalla spiaggia la vedo in lontananza sulla scogliera, è lì in piedi come in preghiera e osserva l’orizzonte.

Dobbiamo passare proprio da quella parte, e quando arriviamo vicino a lei si volta e sorride, noto il contrasto con i suoi occhi tristi, la saluto e proseguo. Dopo mezz’ora vado sulla terrazza, e la vedo ancora lì. Esco dal portone, vado da lei, sembra quasi che abbia avvertito la mia presenza perché si volta appena sente i miei passi sulla ghiaia e sorridendo mi dice “ciao”.

Non so bene cosa dire, mi avvicino e guardo il mare, lei mi osserva con curiosità, trovo il coraggio. “Come mai è ancora qui?”

Mi rivolge uno sguardo dolcissimo e malinconico: “oggi è un giorno speciale” dice.

È una ricorrenza molto importante, e mi invita a sedermi con lei sul divanetto e da lì tenere d’occhio l’orizzonte.

Dopo qualche istante inizia il suo racconto.

“Molti anni fa ero sposata con un uomo eccezionale, eravamo molto innamorati e abbiamo avuto dei figli, lui amava il mare e aveva una barca a vela con la quale gli piaceva andare a pescare o passare del tempo in solitudine. Era molto abile perché aveva imparato a veleggiare già da bambino; sono sempre stata tranquilla perché sapevo che era prudente, di tanto in tanto capitava che uscisse a soccorrere qualcuno in difficoltà, questo tratto di mare può essere difficile a causa delle correnti e più di una volta qualche barca ha lanciato l’SOS, lui era sempre lì a mettere la sua vita al servizio degli altri finché un giorno c’è stata una brutta tempesta, la guardia costiera non riusciva a trovare un disperso e lui è andato senza timore. Ho avuto un presentimento… l’ho visto allontanarsi tra le onde e non è mai più ritornato.”

“Mi dispiace…”

“È per questo che ogni mese il 18 vengo qui sulla scogliera e aspetto, è questo il posto dove l’ho visto l’ultima volta.”

“Capisco… quando è successo?”

“Dieci anni oggi.”

“E ci spera ancora?”

“Verrò qui finché avrò vita, perché so che lui tornerà da me…”

Aurora Redville
Tags: Aurora RedvilleIo RaccontoioraccontoaSHracconti
Aurora Redville

Aurora Redville

Scrittrice, bookinfluencer, blogger e autrice del romanzo “L'effetto Grant”. Nata e cresciuta in Sardegna, vive in Valsesia in una casa ai confini del bosco con il compagno, i due figli e il suo cane Ohm. Le sue più grandi passioni sono la scrittura, il mare, la pittura e il cinema. Tutto è possibile è il mantra che si ripete ogni giorno.

Leggi anche

Castello Medievale di Sanluri. ©Facebook
Libri

Sanluri Legge: programma, ospiti e appuntamenti della decima edizione

di Viola Carta
19 Aprile 2026
Libri

Da Rampini a Cassese, ecco le novità in libreria

di Redazione
18 Aprile 2026
“Simenon, Fellini, Jung. Fratelli d’elezione” di Marina Geat
Libri

Simenon, Fellini e Jung nel segno della fratellanza: incontro letterario a Cagliari con l’autrice Marina Geat

di Redazione
15 Aprile 2026
Lirio Abbate “I diari del boss”
Libri

Lirio Abbate in Sardegna il 16 e 17 aprile con “I diari del boss”

di Marco Cau
13 Aprile 2026
Elvira Mujčić. ©Salvatore Madau
Libri

Elvira Mujčić a Cagliari con “La stagione che non c’era” per il festival Éntula

di Viola Carta
12 Aprile 2026
Andrea Deiana e “Strappami alla notte”
Libri

A Tempio Pausania riparte “Mintuà”, il festival delle parole e della memoria

di Marco Cau
11 Aprile 2026
Libri

Da Rushdie a Veronesi, le novità in libreria

di Redazione
11 Aprile 2026
Libri

‘A spasso con Lucy’, in un libro contributo della carne a evoluzione umana

di Redazione
8 Aprile 2026
Prossimo articolo
La partenza del Trofeo S. Elia

Nuoto, in Sardegna è cominciata la “stagione mutilata” delle acque libere

Argentiera

All'Argentiera acqua non adatta al consumo umano diretto

EVENTI IN SARDEGNA

  • Tutti
  • Teatro
  • Musica
  • Libri
  • Food
Castello Medievale di Sanluri. ©Facebook

Sanluri Legge: programma, ospiti e appuntamenti della decima edizione

19 Aprile 2026
Il Nuraghe Appiu, nelle campagne di Villanova Monteleone (SS)

Al Nuraghe Appiu erbe spontanee e formaggi protagonisti delle Giornate del cibo

19 Aprile 2026
Depositphotos

Perfugas, il 3 maggio “Giochiamo insieme”: sport e inclusione per i giovani

18 Aprile 2026
Nina Pons in "Metamorfosi"

I tamburi giapponesi dei Munedaiko e la voce di Nina Pons ridisegnano le “Metamorfosi” di Ovidio

18 Aprile 2026
S’Orrosa ’e Padenti. ©Ecomuseo Seulo

Seulo celebra S’Orrosa ’e Padenti: tradizioni, enogastronomia e Sa Coia Antiga Seulesa

17 Aprile 2026
Drum circle al Festival Internazionale Musikaleidos

A Cagliari torna Musikaleidos, il festival internazionale che unisce concerti, laboratori e musica partecipata

17 Aprile 2026
Sant’Antioco Martire e Santa Rosa

Palmas Arborea, dal 19 al 26 aprile la festa di Sant’Antioco Martire e Santa Rosa

17 Aprile 2026
Paolo Angeli

Abitare Framentu: a Ortueri il festival che unisce arte contemporanea e tradizioni

17 Aprile 2026

TECNOLOGIA

Gadget

Innovazione, Alexa+ da oggi disponibile in Italia

di Redazione
15 Aprile 2026
Web & Social

Trump attacca il Papa, analisi Spin Factor: 93% utenti social contro presidente Usa

di Redazione
14 Aprile 2026
Web & Social

Instagram amplia protezioni account teenager: saranno ispirati a classificazione contenuti film 13+

di Redazione
9 Aprile 2026
Web & Social

Effetto Sanremo e Olimpiadi: a febbraio italiani online il 13% in più rispetto al 2025. I dati Comscore

di Redazione
8 Aprile 2026
Tecnologia

Apple, così 50 anni fa nacque il mito: tre paginette, Newton e un fondatore ‘dimenticato’

di Redazione
30 Marzo 2026
Miniera di Sos Enattos
Tecnologia

Einstein Telescope: l’Italia rilancia da Bruxelles la candidatura della Sardegna per il maxi osservatorio europeo

di Marco Cau
25 Marzo 2026

LE USCITE MUSICALI DEL MESE

seguici su instagram

  • 👹 Sos Colonganos, il respiro antico del Carnevale di Austis  Nel cuore della Sardegna, ad Austis, ogni anno il Carnevale si trasforma in qualcosa di ancestrale. Non ci sono coriandoli né allegria sfrenata: qui il tempo rallenta, e dalle vie del borgo emergono figure avvolte nel mistero. Sono Sos Colonganos, maschere silenziose vestite di pelli di pecora, pellami di volpe e martora, con ossa d’animale legate sulla schiena e volti coperti da maschere di sughero intrecciate a rami di corbezzolo. 🌿  ⚫ Il loro nome deriva dal greco “kolos” — colui che veste di pelli — e la loro presenza comunica penitenza, sacrificio e legame profondo con la terra. A differenza di altre maschere sarde, Sos Colonganos non portano campanacci, ma ossa: simbolo potente di morte e resurrezione che attraversa i secoli.  🐗 Il rito si arricchisce con l’apparizione di s’Urtzu, figura dal volto nero di carbone e una testa di cinghiale completa di zanne, che cerca disperatamente di sfuggire a Sos Bardianos, guardiani avvolti in cappotti neri di orbace che lo percuotono con bastoni fino a “ucciderlo”. È un dramma collettivo che racconta la ciclicità della vita, il sacrificio rituale, la rinascita comunitaria.  📜 Le radici di questa tradizione affondano almeno nel 1700, come testimonia la poesia del neonelese Bonaventura Licheri. Grazie all’Associazione culturale Sos Colonganos e a testimonianze orali preziose — come quella di Franziscangela Meloni, classe 1907 — oggi il rito continua a vivere, custodendo memorie che parlano di identità, memoria e appartenenza.  La storia completa, tra simboli antichi e voci del passato, la trovi nell’articolo di Chiara Medinas su SHmag.it 🔗  📸 ©Associazione Culturale Sos Colonganos
  • 🏔️ Nel cuore della Sardegna più autentica, a 750 metri di altitudine, Orune si erge come un libro di pietra aperto sul passato. Il suo nome potrebbe derivare dal greco oros, “montagna”, e già questo racconta molto: un paese che domina vallate, boschi e formazioni rocciose tra Barbagia, Baronia, Logudoro e Gallura. 🌿  📜 Ma Orune non è solo paesaggio. È memoria viva di un’epoca in cui il banditismo sardo segnava la cronaca: qui nacquero figure leggendarie come Dionigi Mariani e Giovanni Moni Goddi. Eppure, accanto a loro, il borgo ha dato i natali anche a Margherita Sanna, tra le prime donne sindaco d’Italia, e ad Antonio Pigliaru, filosofo e giurista di grande rilievo.  ⚡Oggi Orune custodisce tesori che vanno oltre i nuraghi: Casa Murgia, palazzotto signorile dei primi del Novecento con un antico mulino ancora visibile nel giardino, racconta la storia dell’energia che illuminò per prima il paese.  🌳 E poi ci sono le sugherete secolari, maestose e silenziose, fonte di vita economica e meta di studiosi da tutta Europa. Il sughero estratto qui diventa tappi, pannelli isolanti, arte artigianale.  In tavola, Orune regala sapori intensi: i maccarones de ordascia, pasta d’orzo lavorata a mano, e sas montecadas, dolci fritti a forma di alveare che accompagnano il Carnevale barbaricino di metà febbraio. 🍯🎭  Un borgo che non dimentica, che resiste, che continua a vivere.  👉 Un viaggio tra archeologia, tradizioni e identità, l’articolo di Raffaella Piras continua su SHmag.it  📷 Nuraghe Nunnale: ©️Regione Autonoma della Sardegna
📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
📷 Santa Maria Maggiore: ©️ales&ales
📷 Veduta di Orune: ©️trolvag
  • 🕯️ Nel cuore del quartiere Castello di Cagliari si cela un passaggio che da secoli sussurra segreti. Via Alberto Lamarmora, antica ruga Mercatorum dei mercanti pisani, dimora di nobili e argentieri, nasconde tra i suoi vicoli stretti il Portico delle Anime.  🌙 Un tunnel angusto illuminato solo da una lampada fioca, dove l’effige della Madonna delle Grazie veglia su un mistero inquietante. Gli abitanti raccontano di aver udito lamenti di anime in pena davanti al quadro sacro. Ombre che si muovono, voci indistinte che emergono dal buio.  ⚔️ Si narra che durante un Giovedì Santo, Sant’Efisio apparve minaccioso nel portico a un sabotatore intenzionato ad avvelenare le acquasantiere delle chiese cagliaritane. Il santo lo fermò sul nascere. Da allora, ogni anno, il suo simulacro sosta davanti alla Vergine in processione. Una tradizione che unisce fede e leggenda, viva ancora oggi.  🏛️ Tra palazzi segnati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e archi gotico-catalani, il Portico conserva un fascino che sfida il tempo. Cagliari di giorno è luce, ma di notte Castello rivela il suo volto enigmatico.  👉 La storia completa di Raffaella Piras, con tutti i dettagli delle leggende e della storia del luogo, ti aspetta su SHmag.it 📰
  • 👹 Maschere nere, corna di cervo, pelli di montone e campanacci: a Lula, il Carnevale rivive ogni anno nel rito arcaico di Su Battileddu, la vittima sacrificale che incarna il ciclo eterno di morte e rinascita. Una tradizione intensa, misteriosa e profondamente legata alla terra e alla comunità.  👩🏻‍🍼👶🏻 Accanto a lui, le lugubri Sos Battileddos Gattias intonano canti funebri e mettono in scena gesti rituali che mantengono viva una memoria collettiva radicata nel mito e nell’identità della Baronia.  🔗 Nell’articolo su SHmag.it, Chiara Medinas ci guida alla scoperta della storia, del simbolismo e del fascino di uno dei Carnevali più enigmatici della Sardegna.  📷 Silvia Dengo
  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️  🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
  • 🪨 Scolpita nella roccia di Capo Sant’Elia, la Grotta di San Bartolomeo racconta una pagina poco nota della preistoria cagliaritana.  Tra frane, scavi ottocenteschi e indizi sparsi nel terreno, qui sono emersi frammenti di vasi, punte di lancia, resti animali e tracce di antiche capanne: tasselli di una storia che va dal Neolitico all’età nuragica, passando per la misteriosa cultura di Monte Claro.  🌊 Accanto alla grotta, la Domus de Janas ancora visibile custodisce il silenzio di un passato in parte perduto, mentre gli archeologi cercano di ricostruire l’abitato che un tempo dialogava con il mare di Marina Piccola e il colle di Sant’Elia. 
Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.  La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
  • 🎨 A Oliena nasce il Museo Diffuso Liliana Cano, un percorso che intreccia arte, memoria e comunità. Un progetto che trasforma il paese in un museo a cielo aperto, dove i murales, le sculture e i cicli pittorici dell’artista dialogano con le strade, le chiese e le piazze. 🏛️✨  Promosso dal Comune di Oliena, in collaborazione con l’Archivio Liliana Cano, il Presidio Turistico Oliena Galaveras e la Parrocchia di Oliena, il Museo Diffuso propone otto tappe e oltre cinquanta opere che raccontano quarant’anni di ricerca artistica e di dialogo con il territorio.  📍 Dal “Monumento alla donna” del 1985, una delle prime sculture pubbliche in Sardegna dedicate alla figura femminile, fino ai murales religiosi e civili che costellano il centro storico, ogni tappa rivela un frammento del rapporto profondo tra Liliana Cano e la comunità che l’ha accolta.  👣 Un itinerario da percorrere lentamente, tra arte, tecnologia e memoria collettiva.  Scopri tutti i dettagli e la storia completa del Museo Diffuso Liliana Cano su 👉 SHmag.it
  • ✨ La cattedrale di “Notre Dame de Paris” si prepara a illuminare anche il cielo della Sardegna. 
La celebre opera popolare moderna con musiche di Riccardo Cocciante, tratta dal romanzo di Victor Hugo, torna in Italia dal 26 febbraio 2026 con una nuova grande tournée che attraverserà il Paese fino al 6 gennaio 2027. 🇮🇹  🎭 Dopo oltre vent’anni di repliche e milioni di spettatori, lo spettacolo si conferma un classico contemporaneo capace di raccontare emarginazione, paura del diverso, desiderio d’amore e ricerca di giustizia attraverso musica, danza e teatro. 
Una combinazione di linguaggi che ha trasformato “Notre Dame de Paris” in un punto di riferimento della scena live internazionale. 🌍  🌊 Tra le tappe annunciate spicca una data che interessa da vicino il pubblico sardo: dal 6 all’8 agosto 2026 lo show arriverà all’Olbia Arena, portando sull’isola uno degli eventi più attesi della prossima stagione estiva. 
Dietro le quinte, la produzione firmata Clemente Zard e Vivo Concerti conferma l’ambizione di una tournée che ripercorre la storia di un titolo diventato simbolo del teatro musicale.  👉 L’approfondimento completo, con tutte le città della tournée e i dettagli sulla tappa di Olbia, continua su SHmag.it  📸 Attilio Cusani
  • 🌅🎤 Dopo il successo del tour europeo e l’annuncio della quarta edizione di “Tutti Per Uno”, Il Volo svela le nuove tappe del World Tour 2026-2027, prodotto da Friends & Partners. Tra le date attese c’è anche quella del 9 agosto 2026 ad Alghero, quando il trio si esibirà all’Alguer Summer Festival.  🎫 Le prevendite per il fanclub sono già aperte, mentre da domani i biglietti saranno disponibili su Ticketone.  🌎 Il nuovo anno porterà Il Volo oltreoceano: prima in America Latina, poi negli Stati Uniti, per un calendario di live che anticiperà i concerti estivi e la nuova edizione di “Tutti Per Uno”, in programma a settembre a Mantova.  Un viaggio musicale che abbraccia continenti, pubblico e tradizione, confermando l’energia di un trio ormai simbolo della musica italiana nel mondo. 🇮🇹💫  👉 Leggi l’articolo completo su SHmag.it per scoprire tutte le date e i dettagli del tour!
Facebook Twitter Instagram LinkedIn Youtube Telegram
  • CONTATTI
  • PUBBLICITÀ
  • REDAZIONE
  • PRIVACY POLICY

© 2026 ESSEACCA S.r.l.s. Via Oriani, 5/a – 07100 Sassari (SS). P.IVA 02639070909. Pubblicazione registrata presso il Tribunale di Sassari al n° 324 del 8.7.1996
Hosting: Serverplan srl società unipersonale. Via G. Leopardi, 22 - 03043 Cassino (FR) - P.IVA 02495250603 - Register: Serverplan srl
La testata usufruisce del contributo della Regione Sardegna Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport. legge regionale 13 aprile 2017 n. 5, art. 8 comma 13

Benvenuto!

Accedi con Google
O

Accedi al tuo account qui sotto

Password dimenticata? Iscriviti

Crea un nuovo account!

Iscriviti con Google
O

Compila i moduli qua sotto per registrarti

Tutti i campi sono obbligatori. Log In

Recupera la password

Inserisci il nome utente o l''indirizzo email per reimpostare la password.

Log In
  • Login
  • Iscriviti
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
  • HOME
  • News Sardegna
    • Sassari
    • Cagliari
    • Oristano
    • Nuoro
    • Gallura
    • Alghero
    • Porto Torres
    • Medio Campidano
    • Ogliastra
    • Sulcis Iglesiente
  • Italia & Mondo
  • Eventi
  • Sport
    • Tennis
    • Calcio
    • Basket
    • Pallamano
    • Altri Sport
  • Show
    • Musica
    • Cinema & Serie TV
    • Teatro
    • Spettacolo
    • Danza
    • Televisione
  • Lifestyle
    • Animali
    • Ambiente & Natura
    • Benessere & Salute
    • Costume & Società
    • Economia & Impresa
    • Food
    • Giochi
    • Lavoro
    • Moda
    • Motori
    • People
    • Viaggi
  • Cultura
    • Libri
    • Arte
    • Fotografia
    • Fumetti
    • Scuola & Università
    • Storia
  • InSardegna
    • Itinerari
    • Archeologia
    • Folklore & Tradizioni
  • Tecnologia
    • Web & Social
    • Smartphone & Tablet
    • Computer
    • Gadget
    • App
  • Lettere al giornale
  • OFFERTE DI LAVORO
  • La Redazione
  • Contatti
  • Pubblicità
  • Privacy Policy

© 2026 ESSEACCA S.r.l.s. Via Oriani, 5/a – 07100 Sassari (SS). P.IVA 02639070909. Pubblicazione registrata presso il Tribunale di Sassari al n° 324 del 8.7.1996
Hosting: Serverplan srl società unipersonale. Via G. Leopardi, 22 - 03043 Cassino (FR) - P.IVA 02495250603 - Register: Serverplan srl
La testata usufruisce del contributo della Regione Sardegna Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport. legge regionale 13 aprile 2017 n. 5, art. 8 comma 13