Bentornati amici lettori,
oggi vi parlo di una persona con cui ho avuto il piacere di parlare. Nella vita mi capita spesso di confrontarmi e condividere pensieri con coloro che mi sono vicini, ma quando accade anche nel lavoro è una cosa molto gratificante. Capita a volte di conoscere per caso persone che mai avresti immaginato e che condividono le tue stesse passioni…

Come sempre vi suggerisco la colonna sonora da tenere in sottofondo per la lettura, oggi la scelta ricade su “Cuccioli di Gnu” di Luca Seta.

Luca Seta è un attore e cantautore nato a Borgosesia la mia città d’adozione, è una persona di grande sensibilità e dolcezza che sa entrare in comunicazione col suo interlocutore affascinandolo con le sue parole, parole che sono poesie, una produzione con la quale esordisce nel mondo della letteratura: una raccolta di poesie, che a mio parere sono più canzoni e ballate, quelle che ti piacerebbe ascoltare ai concerti, straordinari frammenti di vita vissuta che mettono a nudo i pensieri dell’autore.

“Attimi” raccolta in self publishing che ha fatto conoscere Luca sotto un nuovo aspetto, “scelta di pancia” l’autopubblicazione, perché ciò che lo interessa è comunicare con le persone, come lui stesso ha ammesso “in questo momento ci sono così tanti progetti che voglio chiudere il cerchio”.

Se non hai il coraggio di immergerti nella tua oscurità
Non potrai mai abbracciare la luce

Il libro si apre con questa frase che già suggerisce quali possano essere le tematiche affrontate, un’analisi della società, le inquietudini, l’amore, la sofferenza, la guerra, i sentimenti che ci tengono legati. La ricerca della felicità, il mettersi in discussione perché solo chi ha paura non vuole essere felice, è più comodo restare fermi.

Parlando con Luca è venuta fuori la sua grande passione per la Sardegna dove fa l’istruttore di kitesurfing “lì mi sento a casa”, io capisco bene questa sua grande passione, l’amore per l’acqua e il mare sono un elemento primordiale che denota una grande purezza d’animo.

Se siete curiosi leggete la bellissima intervista che ha rilasciato Luca, sabato 8 febbraio sarà a Borgosesia presso la Libreria Nuova Idea alle 18:30 a raccontarsi e cantare qualche canzone con la sua chitarra.

Io vi auguro buona lettura.
Aurora Redville

Che lavoro fai?
Faccio l’attore, il cantautore e da poco pare anche lo scrittore oltre che l’istruttore di kite surf.

A che età hai capito che volevi fare l’attore?
Una mezza idea l’ho avuta a 18 anni, purtroppo mio padre non era d’accordo e quindi prima di dedicarmi alla recitazione ci ho messo qualche anno di università con una resa terribile nel corso di studi di odontoiatria, ho iniziato a farlo sul serio a 24 anni.

È la tua prima raccolta di poesie?
Sì, è la mia prima raccolta di poesie.

Quale è il tuo genere di letture?
Sono un lettore onnivoro, leggo un po’ di tutto dai fumetti a Wilbur Smith, però se dobbiamo parlare di scrittura il mio preferito è Jack Kerouac perché al di là delle storie mi piace molto il suo flusso creativo, si sente che le sue storie venivano fuori di getto, lui le vomitava. Tu prima mi hai fatto un complimento perché mi hai detto che le mie poesie sembrano delle canzoni, ecco, penso che i veri scrittori scrivano musica, lui amava il jazz e voleva che la sua scrittura fosse jazz. Le sue parole sono veramente jazz, io quando lo leggo mi sento come perso in un suo assolo, mi sento parte della sua musica, delle sue parole. Ho letto davvero di tutto, penso i veri scrittori sono davvero i musicisti della parola.

Che messaggio vuoi trasmettere al lettore?
Io non mi sento il portatore della verità, semplicemente porto la mia verità o quanto meno ci provo, perché essere sinceri con sé stessi è tanta roba nella vita, la cosa che a me è servita più di ogni altra è stato leggere altri liberi pensatori, perché quello che voglio è restare tale che è la cosa più difficile. Leggendo i grandi della letteratura ho elaborato il mio pensiero, quindi sarei contento se riuscissi a risvegliare con i miei scritti anche solo una mente, ne sarei davvero felice.

Cosa vorresti fare da grande?
Secondo me o lo si è sempre o non si diventa mai. Per rispondere alla tua domanda direi quello che sto facendo, io sono contento e vorrei continuare a farlo, ero contento anche quando facevo l’istruttore di kite surf in spiaggia. Però mi sento più IO quando faccio il mio mestiere artistico; la cosa che sto provando a fare adesso è essere felice e quindi poi tutto il resto… “sti cazzi” come dicono a Roma! Essere felici è una responsabilità. Leggete la poesia “SSSSHHHHOOOOOWWWWWW” e capirete il mio pensiero.

Stai scrivendo qualcosa? Progetti per il futuro?
Ho appena terminato di scrivere un romanzo a quattro mani, con un mio caro amico regista Marco Limberti, lui ha fatto Love Bugs, e da poco il film sui Legnanesi che è uscito su Rete 4 a Natale, ci siamo conosciuti sul set di “7 vite” e lo considero il mio fratellone. Comunque parlando del libro non mi preoccupo in qualche modo verrà pubblicato, ho anche finito di registrare il terzo album che però non so quando uscirà, e uscirà a breve sui social una Sit Com che ho girato 4 anni fa coi miei colleghi di “Un posto al sole”. La regia è di Marco Limberti, gli attori sono Cristina D’Alberto, Michelangelo Tommaso, Samanta Piccinetti e Massimiliano Galligani, e anche Diego Casale a Fabio Rossini.

Quali sono le tue passioni?
Il mare alla follia, sicuramente il kite surf e il surf perché io amo l’elemento mare, l’acqua e nello specifico amo la Sardegna, ha un’energia incredibile è una terra in cui sto bene e rinasco, ha qualcosa di curativo, poi il free climbing, però se devo dirtene una è il mare.

Raccontami qualcosa che ha cambiato la tua vita.
Sicuramente negli ultimi due anni l’infortunio al dito, è successo col kite surf e tutto un insieme di sfighe che hanno portato a questo incidente. Il primo intervento è durato dieci ore, un anno di fisioterapia poi un altro intervento e altri nove mesi di fisioterapia, ma al di là di questo la cosa che mi ha distrutto è che non ho dormito per 5 mesi e poiché sono una persona molto empatica, vivere l’ospedale è stata un’esperienza che mi ha cambiato profondamente, anche se la mia famiglia mi ha cresciuto con certi valori, mio padre è medico quindi non è che la sofferenza ci sia estranea, però quando la vivi giorno dopo giorno è diverso, vedere i bambini che arrivavano lì dov’ero io… un giorno è arrivata una meravigliosa ricciolina di 6 anni a cui mancava il braccio dalla spalla in giù, ecco sicuramente questo mi ha cambiato e quindi anche la mia responsabilità di essere felice è aumentata all’ennesima potenza e anche con più consapevolezza, adesso sono più calmo e più determinato, senza perdere tempo tengo le persone a cui voglio la mia famiglia e gli amici che davvero sono vicini e mi vogliono bene. Questo mi ha cambiato molto, e devo dire che in un certo senso sono anche grato a questa esperienza perché mi sono evoluto.

Hai anche tu un lato oscuro?
Sì, come tutti. Però penso che bisogna avere il coraggio di essere una persona migliore, ogni tanto ci si abbandona all’oscurità, però io preferisco la luce. È una grande spinta per avere più energia e tenere lontana questa oscurità.