La Dinamo Banco di Sardegna Sassari batte la Vanoli Cremona, con il punteggio di 102-86, nella ventunesima giornata della Serie A di basket, e ribalta anche la differenza canestri della gara di andata (81-96), grazie ad un canestro di Pierre, praticamente da metà campo, a fil di sirena. Giornata di ricordi per il “popolo” biancoblù, vista la presenza, tra gli avversari, di coach Meo Sacchetti, dei cugini Diener e di Darius Johnson-Odom.

Cremona prendeva qualche lunghezza di vantaggio in avvio di gara, portandosi sul 9-4 a 6’41” dalla prima sirena, ma la reazione del Banco era pressoché immediata ed il match si incanalava sui binari dell’equilibrio. A 2’53” dal 10’ arrivava il pareggio sul 17-17 e la Dinamo proseguiva il suo break (10-0) arrivando fino al 22-17, quando mancavano 1’36” dalla fine del primo periodo. Un botta e risposta chiudeva la frazione, sul 23-21 biancoblù.

Il secondo quarto si apriva con una serie di triple, da una parte e dall’altra, poi era il Banco a produrre un nuovo allungo, trascinata in particolare dalle giocate di un immenso Planinic. 14-0 per la squadra di coach Federico Pasquini e, a 5’25” dall’intervallo, il tabellone diceva 43-27. Il massimo vantaggio dei biancoblù veniva ritoccato 3’ più tardi, quando una tripla di Bamforth valeva il 50-33. Con i cugini Diener e Fontecchio, Cremona chiudeva poi la frazione in recupero, e si andava negli spogliatoi sul 50-40 per la Dinamo.

 

William Hatcher. Foto Luigi Canu

 

Nel terzo quarto, tra i biancoblù, iniziava a carburare Polonara, ma gli uomini di coach Sacchetti si mostravano maggiormente presenti rispetto al secondo. Martin, un super Fontecchio e Portannese firmavano il recupero ospite ed a 1’02” dalla terza sirena il punteggio era, nuovamente, in perfetta parità, sul 67-67. Tutto da rifare per la Dinamo. Si andava agli ultimi 10’ sul 70-69 per la Vanoli.

Polonara diventava immarcabile e, insieme a Bostic, confezionava la fuga giusta per i biancoblù. A 4’36” dalla fine del match ci si trovava sull’87-72. Cremona tentava di riavvicinarsi, ma ci riusciva solo in parte. Riusciva, però, a tenere più o meno sott’occhio la differenza canestri, fino all’ultimo tiro scoccato da Pierre, da metà campo, sulla sirena, dopo una palla recuperata. Ciuff!

 

Marco Spissu. Foto Luigi Canu