Mare, delfini, balenottere ed esperimenti: sono stati questi i pilastri principali di Lab Boat. Il progetto di divulgazione scientifica per le scuole e per il largo pubblico che ha visto impegnata la barca a vela Adriatica nel periplo della Sardegna dal 24 aprile sino al 10 maggio. L’obiettivo è stato quello di mostrare la scienza da una prospettiva diversa: quella del mare.

“La barca come metafora per poter avvicinare i ragazzi allo studio delle scienze – ha raccontato Andrea Mameli, fisico e divulgatore scientifico – ma anche realmente per portare i ricercatori e i ragazzi ad avere un contatto più ravvicinato. Un’esperienza che ha voluto far capire ai ragazzi qualcosa in più della scienza e della ricerca stimolandoli ad avere una maggiore curiosità e a porsi più domande”. “La barca come mezzo di trasporto di persone, di nuove culture e di nuove conoscenze – ha raccontato Alessia Masala 16 anni una delle ragazze imbarcate – che mette in contatto i ragazzi con queste persone che prima non si conoscevano”.

Lab boat è stato un vero e proprio laboratorio galleggiante. Esperimenti e modelli, non solo nei porti ma anche in mare aperto, hanno reso il viaggio entusiasmante con una sfida in più: quella di non banalizzare ciò che nella realtà è difficile e complicato. Sono stati tantissimi gli argomenti portati a bordo: si è parlato di forni solari e di come questi funzionano, della produzione di carburanti sintetici, come il metano realizzabile partendo dall’idrogeno e dall’anidride carbonica. Di visualizzazione 3D e di tecniche di rilievo delle impronte digitali. Ma anche radioastronomia, telemedicina in barca, dei prodotti ittici e della loro trasformazione. Senza tralasciare le tecnologie che vengono usate nelle imbarcazioni. Filippo Mennuni, comandante di Adriatica, ha mostrato gli strumenti che si adoperano durante una traversata. Come il plotter cartografico: un monitor multifunzione sul quale è possibile vedere contemporaneamente le informazioni provenienti da diversi sensori quali il GPS, il radar, l’ecoscandaglio. Uno strumento importantissimo che permette la navigazione attraverso le carte nautiche digitali che riproducono le vecchie carte utilizzate fino a qualche anno fa. Non solo scienza, i navigatori hanno potuto ammirare anche la danza di alcuni delfini e di una balenottera che li hanno accompagnati per alcuni tratti.

 

 

“Perché parlare di scienza solo con chi se ne occupa? – racconta ancora Andrea Mameli – Da qui si è articolato un percorso per sviluppare e raccontare la scienza e la ricerca in tutti i posti della Sardegna intorno ai quali si compie e si realizza quotidianamente”. Cagliari, Olbia, Alghero, Oristano, Carloforte sono i porti toccati e dove materialmente si fa la scienza. Luoghi dove ci sono persone e tecnologie che portano a dei risultati quotidiani fatti di ragionamenti dai quali si svilupperanno le tecnologie che potremmo usare in un futuro. Nella città capoluogo di regione è presente l’Università, il CRS4, l’Istituto nazionale di fisica nucleare, sezione di Cagliari, solo per citarne alcuni. Ad Olbia ed Alghero è presente una sede dell’Università di Sassari ma nella città catalana c’è anche Porto Conte Ricerche. Oristano è sede del Consorzio UNO, dell’International Marine Centre, dell’Istituto per l’Ambiente Marino Costiero del Consiglio Nazionale delle Ricerche. A Carloforte si è vissuto un passo indietro nel tempo quando era sede dell’Osservatorio Astronomico oggi trasferito tra Selargius e San Basilio.

I numeri. 1250 sono stati gli studenti che hanno partecipato. 46 le classi. 22 sono stati gli studenti imbarcati. 57 i laboratori e seminari. 17 i giorni di navigazione. 465 le miglia nautiche percorse. 21 sono stati i sostenitori. 12 i partner scientifici e 5 i porti toccati.

Il progetto è stato promosso e organizzato dal CRS4, il Centro di ricerca, sviluppo studi superiori in Sardegna, finanziato dalla Fondazione di Sardegna, ed ha visto la partecipazione di Sardegna Film Commission ‐ ente regionale no profit di governance per l’audiovisivo ‐ che ha garantito un supporto creativo e organizzativo, anche per la produzione della documentazione audiovisiva.