7 punti: è questo il bottino incamerato dal Cagliari nel mese di novembre. Dati e numeri alla mano sembrerebbe quindi che i rossoblù, da quando è arrivato Diego Lopez, che ha sostituito Massimo Rastelli, abbiano completamente cambiato marcia. E, in un certo senso, è sicuramente così. Ma c’è ancora qualcosa che non convince a pieno. In ogni singola partita infatti, anche in quelle vinte, non tutto ha funzionato come dovrebbe. Il 2-1 sul Verona, ad esempio, ha messo in evidenza un approccio alla partita totalmente errato con gli isolani che si sono trovati in svantaggio. E se non fosse stato per la zampata finale di Faragò, tra i più positivi in questa fase della stagione, i veneti sarebbero usciti indenni dalla Sardegna Arena. Il 3-5-2 disegnato dal tecnico uruguaiano sembra però mascherare le lacune difensive di cui troppe volte si è parlato. A dimostrarlo alla perfezione è stato l’1-0 in casa dell’Udinese. Joao Pedro mette la firma in calce sul successo probabilmente più bello e importante di questa prima parte di campionato. Il brasiliano resta il jolly del Cagliari. Un giocatore su cui si può sempre fare affidamento e in grado di cambiare la partita con una semplice giocata. Insomma, l’ex Palermo fa davvero la differenza. E questa non è affatto una cosa da poco.

Ma tutto sembra essere un’illusione. E questo non tanto per il ko casalingo con l’Inter. La squadra di Spalletti è lanciatissima e la differenza tra le due squadre è troppo netta per gettarsi in analisi troppo negative riguardo quel match, in cui, tra l’altro, alcune decisioni arbitrali non hanno pienamente convinto, vedere il terzo gol dei nerazzurri per credere. A colpire però è stata l’inattesa sconfitta maturata alla Sardegna Arena contro il Pordenone. Non vi è alcun dubbio sul fatto che in campo c’erano molte riserve, tra cui un Andrea Cossu a dir poco sottotono, ma la figuraccia resta. I fischi e le contestazioni del pubblico presente sono là a testimoniarlo e a confermarlo. Lo stesso Lopez è stato costretto a chiedere scusa, quasi a voler dimostrare le proprie colpe e i propri errori, tra cui aver preso sottogamba l’impegno. Perché la Tim Cup non è ovviamente il principale obiettivo stagionale, ma è senza alcun dubbio una vetrina da sfruttare meglio e in maniera più intelligente. Insomma, un’illusione che diventa incredibilmente cocente delusione. Ma ecco che arriva la sfida in trasferta con il Bologna, dove i sardi buttano ancora una volta il match, subendo il gol del pari nei minuti finali. Destro risponde alla rete del solito Joao Pedro e punisce i rossoblù, che sembrano voler fare collezione di occasioni perse. Note positive? La classifica è ottima, la squadra sembra in costante e continua crescita e molti giocatori, come Cigarini e Ionita, stanno finalmente entrando in condizione. Ma la quadra ancora non è stata trovata. Si vive troppo di alti e bassi e a mancare e un po’ di equilibrio.

E intanto c’è qualcosa che sullo sfondo pian piano si avvicina. Stiamo parlando del calciomercato, pronto a riaprire i battenti nel mese di gennaio. Difficile dire se la società isolana decide di operare e come. Ciò che è certo è che le prime indiscrezioni iniziano a filtrare e molte riguardano uno dei perni dello scacchiere della compagine isolana: Nicolò Barella. Sul centrocampista è pronta a scatenarsi una vera e propria asta. Inter, Roma e Juventus sono interessate, ma occhio anche a qualche offerta dall’estero. Il suo contratto scade nel 2021 e Giulini vuole provare a blindarlo, ma le sirene delle big potrebbero essere troppo forti per riuscirci. Parlare di questo però forse è troppo presto. Il Cagliari ha di fronte degli impegni molto difficili, quantomeno sulla carta: Sampdoria, Roma, Fiorentina e Atalanta. Queste quattro partite diranno di che pasta sono fatta i rossoblù. E forse metteranno finalmente fine a quella sensazione di vivere in una sorta di illusione.

 

Nicolò Barella. Foto Roberto Tronci