La Dinamo Banco di Sardegna Sassari sembra aver finalmente trovato i propri equilibri. L’avvicinarsi del Natale ha portato in dono una squadra coesa, un gruppo che si è ritrovato nel momento di maggior difficoltà e, come spesso succede, dopo aver toccato il fondo. Il 12 novembre, con la bruttissima sconfitta interna con la Betaland Capo d’Orlando e le dimissioni di Pasquini dalle mansioni di allenatore, non accettate dalla società biancoblù, sembra ormai lontanissimo. Soprattutto, quella in campo, sembra un’altra squadra. Per l’esattezza, quella squadra che ci si aspettava, visto il valore dei singoli ed il potenziale del gruppo stesso. L’episodio delle dimissioni di Pasquini ha compattato lo spogliatoio, così come la scelta del presidente Sardara di mettere la squadra “spalle al muro” e far decidere proprio ai giocatori se lasciar andare via l’allenatore dalla panchina oppure no. Scelta che rimane quantomeno opinabile, ma che sta comunque dando i suoi frutti. Quel famoso fondo toccato è servito per darsi la spinta e da quel momento, tra campionato e coppa, la Dinamo ha infilato una serie di sette vittorie consecutive.

Si è partiti a poco più di metà novembre sul campo della Openjobmetis Varese, per poi proseguire tra le mura del PalaSerradimigni con l’Happy Casa Brindisi, in una gara a senso unico, assolutamente dominata dai biancoblù. In seguito per la Dinamo c’è stato un tour de force, tra trasferte in campionato e trasferte in coppa e la squadra sassarese è rimasta “in giro” praticamente per dieci giorni. Prima in Siberia, a Krasnoyarsk, dove a dispetto degli oltre -10° di temperatura esterna, il Banco in campo è stato caldissimo (75-65) e ha dato respiro alla propria classifica in Fiba Basketball Champions League.

Da lì capitan Devecchi e compagni sono volati a Brescia, a far visita alla capolista fino a quel momento imbattuta, e hanno strappato la vittoria all’ultimo secondo. Un bel “regalo” di Moss che, con la sua squadra avanti di 6 lunghezze a circa 2’ dalla fine, ha pensato bene di commettere fallo e soprattutto farsi fischiare un fallo tecnico. Il risultato è stato il pareggio dei sassaresi, con tre liberi messi a segno da Bamforth ed una tripla di Hatcher. Il finale, poi, ha visto Bamforth match-winner dalla lunetta (79-78). Sull’onda dell’entusiasmo di una vittoria così “pesante”, la Dinamo è salita nuovamente in aereo per volare in Turchia e violare, con sufficiente autorità, anche il campo del Pinar Karsiyaka (79-70). Squadra stanca dal periodo di fuoco, ma sempre in vantaggio. Che sia necessaria un’overdose di stress per farla girare a mille?

La settima perla è stata incastonata nella gara casalinga con la The Flex Pistoia. Gara non dominata dalla Dinamo, ma tenuta comunque sempre in pugno, con fuga finale piuttosto veemente, prima di lasciare spazio agli avversari negli ultimissimi minuti (alla fine 88-81, ma Banco sul +18 a poco più di 3’ dalla fine), in pieno e sereno controllo.

Ora si gioca d’insieme, con rapidità, ora si ringhia in difesa, ora anche i singoli ne traggono vantaggio con prestazioni individuali che salgono di livello. Scott Bamforth sta vivendo un periodo straordinario e sfornando prestazioni sublimi, ma anche, per esempio, Shawn Jones sembra aver ritrovato lo smalto delle prime uscite stagionali, ben imbeccato dai compagni, e lo stesso William Hatcher, inspiegabilmente coinvolto in voci relative ad un presunto taglio nel momento più buio della squadra, si sta dimostrando davvero prezioso, anche e soprattutto in momenti decisivi delle gare. Chi sta soffrendo ancora è Levi Randolph, che ha comunque mostrato incoraggianti segnali di ripresa nella vittoria interna con Pistoia.

In tutto questo, resta un dubbio: come si reinserirà Rok Stipcevic una volta rientrato a pieno regime dopo i problemi e l’intervento subito ad un ginocchio? L’esterno croato è già rientrato nelle ultime partite disputate, ma ha sostanzialmente appena assaggiato il campo. Pochi minuti per riprendere il ritmo, ma probabilmente anche perché la squadra, ora, sta giocando a ritmi che a lui poco si confanno, anche in piena e ottimale condizione fisico-atletica. A Pasquini l’arduo compito di risolvere il rebus, senza far crollare il “castello” faticosamente costruito.

Intanto, un’altra nota lieta ha rallegrato l’ambiente Dinamo e, in generale, quello cestistico sassarese e sardo: il traguardo delle 500 presenze collezionate da Jack Devecchi con la maglia biancoblù (e biancoverde in coppa). Dodici lunghissimi anni ed un amore incondizionato giurato e più volte ribadito alla Dinamo ed alla Sardegna, da un ragazzo diventato uomo a Sassari e che di Sassari ha saputo e voluto “sposare” tutto, sentendosi a casa. Ed essendo, giustamente e meritatamente, ricambiato da tanto affetto e riconoscenza.

Ma da cosa è attesa la Dinamo nel mese di gennaio 2018? Poco spumante a Capodanno, perché il 2 si gioca ed il Banco ospita la Sidigas Avellino per una gara dall’elevato quoziente di difficoltà. Il campionato proseguirà, poi, con un altro match interno, ugualmente non semplice, con la Dolomiti Energia Trentino, mentre il girone di andata terminerà il 14 con i biancoblù impegnati a Pesaro. Questo sarà il rush finale per un posto, o comunque per quello migliore possibile, nella Final Eight di Coppa Italia, che si disputerà a Firenze dal 15 al 18 febbraio. Le altre due partite di campionato del mese saranno sul campo della Red October Cantù e in casa con la Fiat Torino.

In Fiba Basketball Champions League, invece, si lotta per il passaggio del turno. Si torna in campo il 10 gennaio, giorno in cui la Dinamo ospiterà il Murcia, poi si prosegue in casa del Monaco, con la Juventus Utena e sul campo dell’Unet Holon.

In sostanza, un mese pieno ed impegnativo, con obiettivi da centrare su tutti i fronti.

 

Jack Devecchi. Foto Luigi Canu