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Bianca Balti divina, Levante e Gaia disco sisters: le pagelle ai look della quarta serata di Sanremo 2026

Bianca Balti illumina l’Ariston con quattro abiti Valentino da sogno, tra promossi e bocciati dei duetti: voti, pagelle di stile e tutti i look della quarta serata cover di Sanremo 2026

di Redazione
28 Febbraio 2026
in Televisione
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(Adnkronos) – La quarta serata di Sanremo, quella delle cover, sorprende il pubblico più nei look che nella musica. Le aspettative, alla vigilia della finale, sono ormai talmente alte che cantanti e ospiti lo sanno bene e qualcuno forse si fa prendere un po’ la mano. A partire dalla padrona di casa di questa edizione, la co-conduttrice Laura Pausini, che decide di giocare sul sicuro (e sul nero) affidandosi alle creazioni total black dell’amico Pierpaolo Piccioli per Balenciaga. Il primo look: guanti fucsia acceso, t-shirt in nappa nera con strascico e pantaloni coordinati, un ensemble che grida determinazione o almeno ci prova. Il tocco di stile? Gli occhiali a mascherina tempestati di strass portati in testa: pezzo signature della pria collezione del designer romano per la griffe del gruppo Kering e perfetti per chi vuole cantare, presentare e contemporaneamente proteggersi da qualsiasi contatto visivo indesiderato. Elegante e rock ma può osare di più. Voto: 7 e mezzo.  

Col secondo cambio d’abito verrebbe da dire provaci ancora Laura: un vestito nero di pelle con scollatura intrecciata non le dona nei volumi, forse i capelli raccolti avrebbero salvato l’outfit. Voto: 5. Il terzo look, crop top di pelle, pantalone a vita alta e lunghi guanti bianchi la riportano in carreggiata. Voto: 7. Cosa c’è di più spagnolo di pois e balze? Solo Elettra Lamborghini che arriva con Las Ketchup e decide di trasformare il palco dell’Ariston in una piccola arena flamenca: bustier coordinati, scolli a cuore, ruches. L’effetto è allegro e folkloristico, anche se sembra un po’ la versione fashion del ‘vestiamoci tutte uguali per fare scena’. Coraggiose? Sì. Raffinate? Non oggi. Ma ci si diverte, e questo conta. Voto 6. 

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Eddie Brock & Fabrizio Moro cantano ‘Portami via’, ma l’unica cosa che viene spontanea dire è: ‘Portateli via’. L’outfit è un mistero da risolvere: Eddie Brock mette insieme pantaloni grigi e giacca scura come se avesse pescato dal cassetto al buio. Fabrizio Moro tenta una coerenza maggiore ma viene trascinato nella confusione estetica del partner. Il risultato è talmente disarmonico che l’unico voto possibile è non classificato. Mara Sattei fa invece il suo percorso ascendente sera dopo sera. Stavolta sfoggia un abito in tulle metà poetico, metà metallizzato, con uno spacco deciso. Mecna le tiene testa con una camicia foulard annodata e un completo con bottoni dorati: un’eleganza sobria. Una coppia visivamente molto credibile. Voto 7. Il ritorno della divina Patty Pravo in velluto blu è una lezione di stile: il colore la esalta e la illumina in modo quasi cinematografico. Al suo fianco, Timofej Andrijashenko, primo ballerino della Scala, è un’apparizione in total white Giorgio Armani, elegante e statuario. Insieme portano un senso di classe senza tempo che raramente si vede sul palco. Voto: 7. 

Bianca Balti è divina. Letteralmente. E spoileriamo subito il voto: 9 e mezzo, per tutte le uscite. Il primo abito Valentino Haute Couture di Alessandro Michele è poesia in seta rosa pallido: scollatura a V perfetta, drappeggio studiato al millimetro, spacco calibrato, stola in lurex oro con rouches in taffetà che meriterebbe un articolo a parte. Nessuna nota fuori posto. Il secondo cambio, oro, drappeggio, maxi-rouches, conferma che il suo livello sta semplicemente in un’altra galassia. Il terzo cambio è il meno convincente ma da sola batterebbe comunque metà cast del Festival. Il quarto outfit, nero Valentino con collo alto, manica in pizzo e spacco vertiginoso, chiude la partita: magnetica e irripetibile. Levante e Gaia alias due jumpsuit anni ’70, pantaloni a zampa e una vibe da disco sisters. Levante punta a un nero elegante firmato Armani, Gaia invece sceglie un beige-marrone effetto velluto con bustier. Carine, coordinate ma niente guizzi. Il bacio finale ricorda più Britney e Madonna agli Mtv Video Music Awards del 2003 che un colpo di genio ma strappa un sorriso. Voto: 6 e mezzo. 

Per Malika Ayane e Claudio Santamaria viene da dire finalmente qualcuno che osa con criterio: Malika in tight, camicia bianca e cravatta a pois (che iniziano a perseguitarci ma lei li porta con ironia elegante). L’attore romano in smoking Armani è l’equilibrio perfetto tra maschile ed essenziale. Una coppia di stile riuscita senza sforzo. Voto: 8. La cover rock di ‘Occhi di gatto’ di Cristina D’Avena e Le Bambole di Pezza parte bene finché i look non entrano in scena. Catene, pizzi, balze, stratificazioni inutili: sembra un esperimento creativo senza regia. Il teatro dell’Ariston merita più coerenza e forse meno caos. Bocciate. Dargen D’Amico e Pupo sono un’accoppiata così strana da risultare geniale: entrambi con occhiali da sole obbligatori. Dargen in avorio Mordecai è chic. Pupo in scuro è Pupo. Funzionano? Quasi. Voto: 6 e mezzo. 

Tommaso Paradiso resta fedele al suo Emporio Armani stavolta scamosciato, il cantante degli Stadio va su un rock leather sobrio. Un look corretto ma coerente al suo personaggio. Voto: 6. Michele Bravi e Fiorella Mannoia sono una delle coppie meglio vestite della serata. Fiorella in jumpsuit nera con ricami Luisa Spagnoli è un monumento alla classe, con la spilletta della Palestina che aggiunge profondità alla serata. Bravi in Marras è poesia pura: fiocco importante, camicia soffice, pantaloni oversize perfetti. Voto: 8. Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca e Gianni Morandi sono l famiglia allargata più tenera del Festival. Tredici Pietro e i suoi compagni di avventura sfoggiano un mood giovane, rilassato, vagamente hipster. Poi spunta Gianni Morandi, che arriva come il papà che va a prendere il figlio al saggio: smoking impeccabile e giacca di velluto. Di classe senza sforzo. Voto: 7 e mezzo. 

Maria Antonietta e Colombre per la cover con Brunori Sas seguono fedeli il filone Sixties ma sembrano aver perso un po’ della freschezza delle serate precedenti. Colombre in giacca bianca e gilet rosa è grazioso ma poco incisivo; Maria Antonietta in un abitino morbido fa il suo, senza scintille. Brunori tiene tutto insieme con carisma, ma non basta: look corretti, ma spenti. Voto: 5 e mezzo Fulminacci e Francesca Fagnani, che dire? Lui in completo beige, lei in nero classico. Entrambi eleganti, entrambi discreti, forse troppo. È uno di quei momenti in cui vorresti un dettaglio che spacca. Invece tutto rimane in un pericoloso territorio normcore. Voto: 6-. LDA, Aka 7even e Tullio De Piscopo sono un trio di denim coordinati: blu, blu scuro e nero. Sbarazzini, coerenti con il loro mood giovane, e soprattutto coerenti tra loro, cosa non scontata stasera. De Piscopo contaminato dal look dei due ragazzi è la combo intergenerazionale che non sapevamo di voler vedere ma che funziona. Voto: 7 e mezzo.  

Raf in total white con scarpe abbinate fa subito effetto gelataio in pausa pranzo. The Kolors cercano di armonizzarsi ma la scelta cromatica e il taglio degli outfit creano un cortocircuito estetico che non li valorizza. È un no deciso. Voto: 4 e mezzo. J-Ax con Ligera County Fam, finalmente un po’ di eleganza. J-Ax, quando vuole, sa tirare fuori uno stile pulito e credibile: qui lo fa, e bene, con una vibe ‘Buena Vista Social Club’ che gli dona sorprendentemente. Il gruppo è armonico e piacevole da guardare. Voto: 6 e mezzo. Ditonellapiaga e Tony Pitony sono un duo che porta leggerezza e ironia. Lei con parrucca rosa lunga, camicia e hotpants neri: fresca, molto ben calibrata. Lui con gli occhi nascosti (come sempre) e completo minimale. Funzionano insieme. Voto: 7. Enrico Nigiotti, la perseveranza è una virtù. Purtroppo, non sempre. Per la cover con Alfa ripropone per la quarta sera lo stesso look, lo stesso nero, lo stesso man bun, lo stesso tutto. Alfa lo segue su un territorio sicuro e un po’ noioso. Serve un twist che vorremmo tanto vedere ma non arriva. Voto: 5. 

Serena Brancale con Gregory Porter e Delia sceglie il rosso drammatico, e dopo le tonalità più neutre delle serate precedenti, sfoggia sicura spalle scolpite, maniche lunghe e un portamento teatrale. Voto: 7. Sayf con Alex Britti & Mario Biondi osa: completo a petto nudo dalle linee ampie, spilla decorativa sul petto, e un’eleganza moderna. Britti e Biondi lo accompagnano con un look discreto ma coerente, lasciandolo emergere. Voto: 7. Francesco Renga cambia registro: addio formalismo, benvenuto blouson di pelle. Un tentativo di rock che però non decolla davvero. Giusy Ferreri in tuxedo dress, bottoni enormi, silhouette un po’ ‘Lady Oscar’ è simpatica ma difficile da catalogare e insieme non trovano una vera sintonia stilistica. Rmiandati. 

Arisa punta di nuovo sul bianco: un abito con cappa in velo che la rende eterea, quasi sacrale con il Coro del Teatro Regio. Il vero colpo di stile? I capelli corvini raccolti in una treccia impeccabile, che equilibra il candore dell’outfit. Eleganza che non sorprende ma sempre piacevole. Voto: 7- Samurai Jay, Belén Rodríguez e Roy Paci sono un trio armonico e seducente. Belén è magnetica in un abito nero in voile con giarrettiera di strass in bella vista, femminile e sexy. Samurai Jay in completo di pelle attillatissimo è perfettamente nel personaggio. Roy Paci li completa con sobrietà. Molto ben riusciti. Voto: 8. 

Sal Da Vinci e Michele Zarrillo scelgono due completi neri e due modi diversi di interpretarli: Zarrillo più raffinato, Sal Da Vinci più teatrale. Non c’è nulla di sbagliato ma neppure di memorabile. Voto: 6 -. Fedez e Marco Masini con Stjepan Hauser sono finalmente entrambi sé stessi. Fedez in maglia mesh mostra fiero il petto tatuato. Masini con gilet, camicia nera e anfibi aggiunge l’anima rock senza esagerare. La catena ai pantaloni è un dettaglio ben riuscito. Una rara armonia tra personalità diverse. Voto: 8. Ermal Meta veste ancora Trussardi per la serata con Dardust. Il primo in denim floccato blu, camicia in raso, cravattino e trench d’archivio in pelle blu, scultoreo e modernissimo. Una delle scelte più sofisticate della serata. Voto: 9. 

Per Nayt e Joan Thiele è lei a cambiare tutto: mini abito in velluto nero, strisce di tessuto che scendono dai polsini, una tiara che la rende quasi una regina indie. Lui in completo nero semplice lascia che la scena sia sua. Coppia intelligente e armonica. Voto: 8. Luchè e Gianluca Grignani, che dire? Il primo in pantaloni camouflage 3D e maglione marrone, il secondo in pelle nera con occhiali da sole immancabili. Due mood diversi, entrambi borderline tamarro chic. Pochissima eleganza, molta confusione. Voto: 5. Chiello con Saverio Cigarini arriva con un look ancien régime rivisitato: giacca di raso bianco, maniche in pizzo che emergono dalle maniche. Un mix storico-pop molto ben realizzato. Cigarini lo accompagna con sobrietà, lasciandolo brillare. Piace, davvero. Voto: 8. Leo Gassmann e Aiello chiudono la serata con pulizia ed eleganza. Il primo in total black oversize, il secondo con camicia bianca minimalista ma di presenza. Una delle poche coppie a risultare efficaci senza sovrastrutture. Voto: 8. (di Federica Mochi) 

Tags: adnkronoscanzone italianaCarlo ContiFestival di SanremoLaura PausinimusicaRai 1ultimora
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Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️  🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
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Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.  La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
  • 🎨 A Oliena nasce il Museo Diffuso Liliana Cano, un percorso che intreccia arte, memoria e comunità. Un progetto che trasforma il paese in un museo a cielo aperto, dove i murales, le sculture e i cicli pittorici dell’artista dialogano con le strade, le chiese e le piazze. 🏛️✨  Promosso dal Comune di Oliena, in collaborazione con l’Archivio Liliana Cano, il Presidio Turistico Oliena Galaveras e la Parrocchia di Oliena, il Museo Diffuso propone otto tappe e oltre cinquanta opere che raccontano quarant’anni di ricerca artistica e di dialogo con il territorio.  📍 Dal “Monumento alla donna” del 1985, una delle prime sculture pubbliche in Sardegna dedicate alla figura femminile, fino ai murales religiosi e civili che costellano il centro storico, ogni tappa rivela un frammento del rapporto profondo tra Liliana Cano e la comunità che l’ha accolta.  👣 Un itinerario da percorrere lentamente, tra arte, tecnologia e memoria collettiva.  Scopri tutti i dettagli e la storia completa del Museo Diffuso Liliana Cano su 👉 SHmag.it
  • ✨ La cattedrale di “Notre Dame de Paris” si prepara a illuminare anche il cielo della Sardegna. 
La celebre opera popolare moderna con musiche di Riccardo Cocciante, tratta dal romanzo di Victor Hugo, torna in Italia dal 26 febbraio 2026 con una nuova grande tournée che attraverserà il Paese fino al 6 gennaio 2027. 🇮🇹  🎭 Dopo oltre vent’anni di repliche e milioni di spettatori, lo spettacolo si conferma un classico contemporaneo capace di raccontare emarginazione, paura del diverso, desiderio d’amore e ricerca di giustizia attraverso musica, danza e teatro. 
Una combinazione di linguaggi che ha trasformato “Notre Dame de Paris” in un punto di riferimento della scena live internazionale. 🌍  🌊 Tra le tappe annunciate spicca una data che interessa da vicino il pubblico sardo: dal 6 all’8 agosto 2026 lo show arriverà all’Olbia Arena, portando sull’isola uno degli eventi più attesi della prossima stagione estiva. 
Dietro le quinte, la produzione firmata Clemente Zard e Vivo Concerti conferma l’ambizione di una tournée che ripercorre la storia di un titolo diventato simbolo del teatro musicale.  👉 L’approfondimento completo, con tutte le città della tournée e i dettagli sulla tappa di Olbia, continua su SHmag.it  📸 Attilio Cusani
  • 🌅🎤 Dopo il successo del tour europeo e l’annuncio della quarta edizione di “Tutti Per Uno”, Il Volo svela le nuove tappe del World Tour 2026-2027, prodotto da Friends & Partners. Tra le date attese c’è anche quella del 9 agosto 2026 ad Alghero, quando il trio si esibirà all’Alguer Summer Festival.  🎫 Le prevendite per il fanclub sono già aperte, mentre da domani i biglietti saranno disponibili su Ticketone.  🌎 Il nuovo anno porterà Il Volo oltreoceano: prima in America Latina, poi negli Stati Uniti, per un calendario di live che anticiperà i concerti estivi e la nuova edizione di “Tutti Per Uno”, in programma a settembre a Mantova.  Un viaggio musicale che abbraccia continenti, pubblico e tradizione, confermando l’energia di un trio ormai simbolo della musica italiana nel mondo. 🇮🇹💫  👉 Leggi l’articolo completo su SHmag.it per scoprire tutte le date e i dettagli del tour!
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