Il sassofonista e compositore sardo Juri Deidda presenta un progetto musicale che rilegge Fabrizio De André attraverso un linguaggio esclusivamente strumentale. Venerdì 3 luglio alle ore 18:00, nella cornice de L’Agnata di De André a Tempio Pausania, prende forma dal vivo “SecondoMé”, un lavoro discografico che nasce dalla collaborazione tra Archivio Mario Cervo, Palazzo d’Inverno e Carta Dannata.
L’iniziativa si inserisce in un contesto fortemente simbolico: il luogo che fu casa e fonte d’ispirazione per il cantautore genovese diventa il punto di partenza per una nuova interpretazione musicale. Deidda costruisce un percorso sonoro che si muove tra improvvisazione, jazz e progressive, utilizzando sassofono ed elettronica per tradurre in musica temi e atmosfere legati all’universo poetico di De André. Il risultato è un racconto senza parole che attraversa emozioni e silenzi, mantenendo un legame con le suggestioni originarie.
Il progetto prende forma in cinque suite che affrontano alcuni dei nuclei tematici più ricorrenti nella produzione di De André, tra cui la libertà, la fede, l’acqua, le figure femminili e l’umanità ai margini. Non si tratta di una reinterpretazione tradizionale, ma di una narrazione interiore costruita nel tempo. «Avevo diciassette anni quando ho iniziato ad ascoltare De André. Le sue parole, i suoi personaggi e le sue storie mi hanno accompagnato nella crescita, fino a diventare parte del mio modo di guardare il mondo», racconta Deidda, spiegando come questo lavoro rappresenti il punto di incontro tra memoria personale e percorso artistico. «Arrivando a L’Agnata e osservando lo stesso paesaggio che lo ha ispirato, ho sentito che era il momento di tornare in quel mondo per raccontarlo secondo l’esperienza musicale di questi trent’anni».
Una delle caratteristiche distintive di “SecondoMé” riguarda la sua distribuzione: solo tre suite sono disponibili sulle piattaforme digitali, mentre le altre due sono contenute esclusivamente nella versione in vinile, pubblicata dall’etichetta Claire de Lune di Bruno Camera. Una scelta che, come sottolinea lo stesso artista, nasce «dal desiderio di restituire alla musica il tempo lento e profondo dell’ascolto».
Il legame con L’Agnata si riflette anche nell’identità visiva del progetto. All’interno del disco compare una fotografia di una finestra della struttura, immagine che ha dato origine all’intero concept. Lo scatto è stato successivamente reinterpretato dal designer Sandro Vallainc, che con il supporto dell’intelligenza artificiale ha realizzato la versione grafica presente in copertina. Il progetto ha inoltre ottenuto il riconoscimento ufficiale della Fondazione De André, che lo ha inserito nella sezione Tributi del proprio sito.
Sul palco, Deidda sarà accompagnato da Paolo Assiero Brà al contrabbasso, basso elettrico ed elettronica, Ennio Atzeni al pianoforte e sintetizzatori e Alessandro Garau alla batteria e percussioni, dando forma a una performance che unisce ricerca sonora e interpretazione collettiva. «Ho cercato di rimanere fedele all’anima di De André», conclude il musicista. «Ho preservato la melodia, ma l’ho voluta raccontare secondo il mio vissuto musicale, secondo quello che Faber mi ha lasciato, con la libertà di chi ha qualcosa di proprio da dire. SecondoMé, appunto».


































