“Il nuovo EP rivela parte della vera natura dei Texile, quella più sfaccettata e mutevole. In realtà non siamo così immediati come potrebbe sembrare. Ci piace definirci “pop” nel senso migliore del termine: per quanto ci riguarda erano pop anche i Velvet Underground, i Sonic Youth o i Pixies. Il nostro sound ingloba tanti, tantissimi universi sonori. Siamo fondamentalmente degli esteti. La dicotomia tra la nostra dimensione live e il nostro approccio alla composizione e alla restituzione su disco è una caratteristica che ci appartiene. Puliti, curati e perfezionisti nel lavoro in studio, mentre dal vivo siamo più “sporchi” e viscerali”.

(Valentino Murru)

A distanza di due anni dalla pubblicazione dell’EP d’esordio “Blu Macchiato Di Blu” e dopo aver anticipato la nuova release con la pubblicazione del delizioso singolo “Sei Fatto Di Me”, il progetto TEXILE presenta il nuovo EP “Summertime”. Un lavoro composto da quattro brani solo all’apparenza differenti fra loro, ma in realtà collegati da un sottile filo conduttore: l’umore di fondo malinconico e decadente, che aleggia dietro l’apparente spensieratezza di ogni singola traccia.

I brani sono stati composti durante l’estate 2018. L’approccio minimale alla composizione è incentrato soprattutto sulla ricerca di suoni e timbri da ibridare fra loro. Prodotti da Stefano Guzzetti, che già si era occupato dell’EP precedente, TEXILE hanno lavorato alla pre-produzione in autunno. Una volta concluse le session di registrazione, durante le fasi di editing e missaggio ha preso definitivamente forma il sound del lavoro appena ultimato: eclettico, sfaccettato e impreziosito dalle differenze stilistiche fra i vari musicisti, determinanti per il risultato finale.

Foto Daniela Matta

I testi sono di Valentino Murru, a eccezione di “I Can’t Find My Way”, scritta a quattro mani da Valentino e dalla cantante Grace. Le parole, maliziosamente ammiccanti, influenzano la musica e se ne lasciano influenzare. Le canzoni, caratterizzate da una forte componente sognante e visionaria, da flashback d’infanzia e d’innocenza perduta, restituiscono immagini e frammenti di vissuto. Stefano Guzzetti, oltre a ricoprire la veste di produttore artistico occupandosi anche dei missaggi finali e del mastering, ha effettuato la registrazione di tutte le linee di basso e alcune parti di tastiera e di chitarra. Gli interventi di sax su “Kali’s Last Dance” sono del sassofonista Andrea Lai. “Siamo molto soddisfatti del lavoro fatto con Stefano. Lavorare con lui richiede rigore, serietà e dedizione, doti che già ci appartengono perché sono i pilastri su cui fonda il progetto”, sottolinea Valentino Murru.

Il suono di Texile è influenzato da un numero indefinito di generi e filoni: le avanguardie della musica “extracolta” in primis, quindi il pop, il rock, il jazz, la black music/disco, l’elettronica e la canzone d’autore francese e italiana. A proposito delle influenze, Valentino Murru dice: “I numi tutelari sono tanti e talvolta ingombranti, motivo per il quale, pur subendone l’influsso e talvolta citandoli tra le righe, abbiamo cercato di mantenerci il più possibile a distanza per evitare di ricadere in cliché scontati o essere ingabbiati in una specifica scena”.

L’artwork di copertina è di Roberta Scanu

“Summertime” traccia per traccia, raccontato da Valentino Murru

I Can’t Find My Way. L’incedere iniziale è serrato, quasi marziale e sferzato da gelide folate di synth che stemperano l’ammiccare funk delle chitarre. La voce spicca e rivela l’amore di Grace per un tipo di black music. Il testo è stato scritto con l’utilizzo della tecnica del cut-up letterario tanto caro ai dadaisti e a William Burroughs. Parole e frasi apparentemente no-sense si rincorrono e si uniscono dando voce all’inquietudine di fondo che la musica stessa suscita.

Sei Fatto Di Me. Primo singolo/video estratto dall’EP e pubblicato lo scorso aprile 2019. Brano diretto e senza fronzoli che descrive con giocosa indolenza le derive di un amore disfunzionale, strizza l’occhio ai mondi pop d’oltralpe, con un ritornello in Francese tanto sensuale quanto immediato.

Kali’s Last Dance. Brevissima, scarna, venata di dub e ingannevolmente scanzonata. L’esplosione sonica e dissonante vuole raffigurare la danza cosmica della dea Kali, sghignazzante e oscenamente sospesa nell’abisso. Descrizione lucida e concisa di quest’epoca oscura, terminale e ìnfera, il Kali Yuga appunto. E poi la richiesta di aiuto nell’invocazione finale, in totale abbandono: Jesus save us!

Do You Miss Me? Brano smaccatamente “dance” ed evocativo. Due anime in pena sognano, si cercano senza trovarsi, in un vorticoso detto/non detto, vedo non/vedo. Languore di fondo, “presenza di assenza” e saudade permeano una storia di vampiri in amore alla luce del giorno.