Intriganti dialoghi sonori per la Stagione Concertistica 2018 – “Da Scarlatti al Terzo Millennio” organizzata dagli Amici della Musica di Cagliari: sotto i riflettori martedì 20 novembre alle 18 all’Auditorium del Conservatorio “G. Pierluigi da Palestrina” di Cagliari due raffinate interpreti dello strumento a tastiera quali Aurora Cogliandro e Rosabianca Rachel, sulle note dell’ “Etienne Marcel” di Camille Saint-Saëns, nella trascrizione di Claude Debussy che firma anche i fantastici Capricci di “En Blanc et Noir” accanto alla prima esecuzione assoluta de “La vanità dell’ordine” di Gabriele Marangoni (2016) incastonata tra il Capriccio (d’apres le Bal Masque) di Francis Poulenc e la Fantasia in la minore (opera postuma) di Aleksandr Skrjabin.

Un affascinante viaggio tra ritmi di danza e lirici accenti con “Etienne Marcel” di Camille Saint-Saëns – opera in quattro atti ispirata alla figura del celebre prévôt des marchands a capo della municipalità parigina, che guidò la rivolta contro le tasse imposte per finanziare il sanguinoso conflitto, passato alla storia come Guerra dei cent’anni. La ribellione fu sedata con le armi e il comandante della Jacquerie venne a sua volta ucciso ad opera degli aristocratici guidati da Filippo l’Ardito, poi duca di Borgogna e dal futuro re di Francia Carlo V. Un’antologia di temi nella preziosa versione per due pianoforti di Claude Debussy, dall’Introduzione in Sol maggiore (con tempo Animato), all’Entrée des Ecoliers et de Ribaudes in Mi bemolle maggiore (Allegro non troppo), e ancora la Musette guerrière in Si bemolle maggiore (allegro moderato), la Pavane in re minore (Allegro maestoso) e il Valse in Sol maggiore (Mouvt de valse), l’Entrée des Bohémiens et des Bohémiennes in La maggiore (Allegro maestoso) e il Final in sol minore (Allegro) restituisce le atmosfere epiche di un momento cruciale della storia di Francia.

Nel segno di Claude Debussy (1862 – 1918) – di cui ricorrono i cento anni dalla morte – con “En Blanc et Noir” – tre Capricci per due pianoforti scritti nel 1915 a Pourville, in Normandia: il primo dedicato a Sergej Koussevitzky, con una citazione dal “Roméo et Juliette” di Gounod che riflette forse l’amarezza per la forzata lontananza dal fronte, con un movimento Avec emportement, tra note struggenti e squisita eleganza, con punte beffarde di gusto pienamente novecentesco.

Il secondo Lent. Sombre (in do maggiore) è dedicato al giovane tenente Jacques Charlot, caduto in guerra, e rimanda alle cupe suggestioni dei “Capricci” di Goya, con un’eco della Ballade contre les ennemis de la France di Francois Villon, tra i battiti iniziali che disegnano uno scenario desolato e lontani squilli di tromba, quasi a evocare l’immagine di un campo di battaglia, in cui si avverte il senso di immane tragedia di ogni conflitto bellico, quasi un presagio della catastrofe.

Infine il terzo Capriccio, con un virtuosistico Scherzando dedicato a Igor Stravinskij, riflette l’idea della musica pura, dell’arte per l’arte, in un raffinato gioco di accostamenti, con una citazione letteraria con il verso “Yver, vous n’ètes qu’un vilain” da una ballata di Charles d’Orléans, per una partitura seducente e brillante, una scrittura impegnativa ma anche luminosa e piena di brio, caratterizzata da una straordinaria ricchezza e felicità d’invenzione.

La cifra raffinata di Francis Poulenc, per il Capriccio (d’apres Le Bal Masque) in Do maggiore, con tempo frénétique – scritto dal compositore e pianista francese, uno degli esponenti del celebre Gruppo dei Sei, nei primi Anni Cinquanta e dedicato a Samuel Barber. Un pezzo che rimanda allo spirito della cantata profana, tra l’allegria giocosa del carnevale all’inizio, una parte centrale vagamente malinconica e struggente e infine un ritorno al clima brillante e festoso del principio, ma che rifugge dalla semplicità e prevedibilità con un insieme di variazioni ispirate alla ricca tavolozza sonora e alle possibilità espressive dei due pianoforti.

Gabriele Marangoni

In prima esecuzione assoluta “La vanità dell’ordine” (2016) di Gabriele Marangoni – eclettico compositore che spazia dalle partiture cameristiche alla musica per orchestra, dalla scrittura per ensembles sperimentali all’elettronica alle colonne sonore per il teatro. «Il mio pensiero è sonoro e con il suono posso creare» afferma l’artista. «Il suono per me è un elemento puro, che permette di giungere ad una comunicazione di livello sensoriale, dove una volta negata la comprensione, asettica e superficiale, l’ascoltatore può esplorare i propri paradigmi d’interpretazione. Concedersi al suono, significa anche scoprire la propria fragilità, prendere contatto con la propria intimità». Un’opera originale per due pianoforti per mettere in luce le capacità interpretative e la bravura tecnica delle due musiciste, scritta con sensibilità contemporanea come manifesto di una piena libertà d’espressione.

Infine la Fantasia in la minore (opera postuma) di Aleksandr Skrjabin (1872-1915) per un interessante excursus nell’universo musicale del compositore russo, tra la temperie del tardo Romanticismo e la ricerca di un nuovo linguaggio attraverso la sperimentazione di armonie inusuali oltre i confini della tradizione tonale. Uno stile interessante e originale che caratterizza anche la Fantasia per due pianoforti tra passaggi virtuosistici e un gioco di contrasti tra una dimensione intimistica e sospesa e improvvisi slanci con un incalzare di accordi vibranti che disegnano inediti paesaggi sonori.

 

Biglietti: intero: 5 euro – ridotto under 25/over 65: 3 euro.

Per informazioni e prenotazioni: tel. 070 488502 (h 11/13) – e-mail: info@amicidellamusicadicagliari.it