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Mahmood e i Tenores di Bitti: sul palco di Sanremo un omaggio alla Sardegna e alle sue tradizioni

Un’emozionante rivisitazione di “Come è profondo il mare” arricchita dal canto a tenore, patrimonio UNESCO. La dedica di Mahmood alla madre e alla sua terra d'origine

di Marco Cau
10 Febbraio 2024
in Musica
🕓 4 MINUTI DI LETTURA
224 4
Mahmood e i Tenores di Bitti a Sanremo
89
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Un omaggio alla Sardegna, alla tradizione e alle radici: è stata questa l’essenza dell’esibizione di Mahmood e i Tenores di Bitti Remunnu ‘e Locu sul palco della 74esima edizione del Festival di Sanremo nella serata delle cover.

Le note profonde e vibranti del canto a tenore si sono fuse con la voce di Mahmood in una rivisitazione emozionante di “Come è profondo il mare” di Lucio Dalla. Un’unione di generi musicali diversi, a simboleggiare la ricchezza e la varietà della cultura italiana.

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La forza del canto a tenore. La strofa in sardo, “Finis, de s’Oceanu violentu / Currer dias sas abbas piùs malas” (“Sulla somma dell’oceano violento correrei le acque più feroci”), ha aggiunto profondità al brano, sottolineando la potenza del sentimento che supera ogni ostacolo, come le onde impetuose del mare. Un omaggio al “canto a tenore”, patrimonio immateriale dell’UNESCO, magistralmente interpretato dai Tenores di Bitti, ambasciatori di questa tradizione in tutto il mondo.

Un tributo alla Sardegna e alla madre. Un’esibizione ricca di significato per Mahmood, che ha dedicato la canzone alla madre Anna e alla sua amata Sardegna. Un tocco emozionante che si è concluso con l’artista avvolto nella bandiera dei quattro mori.

Un successo di critica, non di classifica. Nonostante l’apprezzamento del pubblico e della critica, Mahmood non è riuscito ad entrare nella cinquina della serata, vinta da Geolier tra i fischi del pubblico. Un verdetto che non sminuisce la bellezza e l’intensità di un’esibizione che ha portato la Sardegna all’Ariston, celebrando la cultura e le tradizioni di un’isola ricca di fascino.

L’omaggio di Mahmood alla sua terra d’origine rimane un momento memorabile della kermesse sanremese, un’ode alla Sardegna e alla forza del canto che unisce culture e generazioni.

Mahmood e i Tenores di Bitti a Sanremo

Il testo della canzone “Come è profondo il mare” di Lucio Dalla

Siamo noi, siamo in tanti
Ci nascondiamo di notte
Per paura degli automobilisti, dei linotipisti
Siamo i gatti neri, siamo pessimisti
Siamo i cattivi pensieri
E non abbiamo da mangiare
Com’è profondo il mare
Com’è profondo il mare

Babbo, che eri un gran cacciatore
Di quaglie e di fagiani
Caccia via queste mosche
Che non mi fanno dormire
Che mi fanno arrabbiare
Com’è profondo il mare
Com’è profondo il mare

È inutile, non c’è più lavoro
Non c’è più decoro
Dio o chi per lui
Sta cercando di dividerci
Di farci del male, di farci annegare
Com’è profondo il mare
Com’è profondo il mare

Con la forza di un ricatto
L’uomo diventò qualcuno
Resuscitò anche i morti, spalancò prigioni
Bloccò sei treni con relativi vagoni
Innalzò per un attimo il povero
A un ruolo difficile da mantenere
Poi lo lasciò cadere, a piangere e a urlare
Solo in mezzo al mare
Com’è profondo il mare

Poi da solo l’urlo diventò un tamburo
E il povero come un lampo nel cielo sicuro
Cominciò una guerra per conquistare
Quello scherzo di terra
Che il suo grande cuore doveva coltivare
Com’è profondo il mare
Com’è profondo il mare

Ma la terra gli fu portata via
Compresa quella rimasta addosso
Fu scaraventato in un palazzo, in un fosso
Non ricordo bene
Poi una storia di catene, bastonate
E chirurgia sperimentale
Com’è profondo il mare
Com’è profondo il mare

Intanto un mistico, forse un’aviatore
Inventò la commozione
Che rimise d’accordo tutti
I belli con i brutti
Con qualche danno per i brutti
Che si videro consegnare
Un pezzo di specchio
Così da potersi guardare
Com’è profondo il mare
Com’è profondo il mare

Frattanto i pesci
Dai quali discendiamo tutti
Assistettero curiosi
Al dramma collettivo di questo mondo
Che a loro indubbiamente doveva sembrar cattivo
E cominciarono a pensare
Nel loro grande mare
Com’è profondo il mare
Nel loro grande mare
Com’è profondo il mare

È chiaro che il pensiero dà fastidio
Anche se chi pensa è muto come un pesce
Anzi un pesce
E come pesce è difficile da bloccare
Perché lo protegge il mare
Com’è profondo il mare

Certo, chi comanda
Non è disposto a fare distinzioni poetiche
Il pensiero come l’oceano
Non lo puoi bloccare
Non lo puoi recintare

Così stanno bruciando il mare
Così stanno uccidendo il mare
Così stanno umiliando il mare
Così stanno piegando il mare

Tags: Amadeuscanzone italianaFestival di SanremoMahmoodmusicaTenores di Bitti
Marco Cau

Marco Cau

Giornalista pubblicista e direttore di S&H Magazine, divido il mio tempo tra tecnologia, musica, cinema e la cucina! Tra un articolo e l’altro, sogno di essere il protagonista di una serie TV!

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📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
📷 Santa Maria Maggiore: ©️ales&ales
📷 Veduta di Orune: ©️trolvag
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  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎶 Capodanno 2026 a Sassari con Max Pezzali: viabilità, parcheggi e navette 🚌 
🎆 Tutto è pronto a Sassari per il grande concerto di Max Pezzali, in programma la notte del 31 dicembre in piazzale Segni. Il Comune ha predisposto un articolato piano di sicurezza e mobilità per garantire una serata ordinata e sicura, nel segno della partecipazione e del divertimento. 
🚧 Zona rossa in piazzale Segni
Dalle 18:00 l’area intorno a piazzale Segni sarà interdetta al traffico veicolare, anche per i residenti. La zona rossa comprenderà le vie Di Vittorio, Giagu, Carlo Felice, Raffa Garzia, Wagner, Coradduzza, Gramsci e Togliatti. Tutti gli accessi saranno transennati e presidiati dalla Polizia locale. All’interno del perimetro sono previste un’area di sosta per persone con disabilità in via Nenni; aree ristoro dedicate al pubblico. 
🅿️ Otto parcheggi di attestamento e bus-navetta
Per agevolare gli spostamenti, il Comune e l’ATP attiveranno otto parcheggi di attestamento collegati al luogo dell’evento da bus-navetta gratuiti dalle 18:00 alle 21:00. Le aree individuate si trovano in:
·  via Caniga – via Predda Niedda (Tanit),
·  Piandanna (Agenzia delle entrate),
·  via Budapest (fianco Conad),
·  via Camboni (Li Punti),
·  piazza Ortobene (Sant’Orsola Nord),
·  via Pirandello,
·  via Turati,
·  via Washington.
Le linee ATP dedicate saranno riconoscibili dalla scritta “Concerto Max Pezzali” su bus e fermate, con passaggi ogni 5-15 minuti.
Rientro dall’1:00 alle 3:00 del 1° gennaio con bus-navetta ATP da via Vardabasso verso i parcheggi di attestamento (la destinazione sarà indicata sul parabrezza). 
🚌 Pullman e area camper
La corsia discendente di via Milano sarà riservata ai pullman turistici provenienti da tutta l’isola, mentre tra via Milano e via La Malfa è stata allestita un’area sosta per camper.  Nel primo commento mappe percorsi delle navette 👇🏼
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