Il Campionato Mondiale di Calcio 2026 è in pieno svolgimento: 48 Nazionali stanno disputando i match della fase a gironi tra Messico, Stati Uniti e Canada e anche se l’Italia non ha centrato la qualificazione, se siete appassionati di calcio le prossime settimane potranno riservarvi comunque grandi emozioni.
Capita spesso, infatti, che in ambito sportivo si consumino delle epopee degne dei migliori sceneggiatori per ritmo, colpi di scena e coinvolgimento emotivo; il calcio non fa eccezione e ha spesso ispirato il cinema, che è stato capace di celebrarne la valenza sociale e culturale.
Se il connubio cinema-calcio vi intriga, ecco una piccola guida ai film che hanno raccontato luci e ombre di questa disciplina sportiva.
Il mito: “Fuga per la vittoria” di John Huston (1981)
Imprescindibile. Il film unisce star del cinema, come Michael Caine, Max Von Sidow e Sylvester Stallone, e vere leggende del calcio giocato, come Pelé, Bobby Moore e Osvaldo Ardiles, e racconta di una partita di propaganda organizzata a Parigi nel corso della Seconda Guerra Mondiale tra una squadra di ufficiali nazisti e una compagine formata da prigionieri di guerra Alleati, che intendono sfruttare il match per tentare la fuga. La pellicola si ispira a fatti reali, in particolare, alla partita organizzata nel 1944 in un campo di prigionia ungherese, che vide contrapposti soldati d’élite del Reich a prigionieri politici; nel 2021, lo stesso episodio ha ispirato il film “The Match – La grande partita” di Dominik e Jakov Sedlar, con Franco Nero.
I biopic: Pelé e Maradona
“Pelé” di Jeff e Michael Zimbalist (2016) si concentra sull’infanzia di Pelé nelle favelas di San Paolo, per arrivare alla sua incredibile ascesa, quando a 17 anni trascinò il Brasile alla conquista del primo Mondiale in Svezia, nel 1958. Il racconto della carriera del campione, fino al Mondiale del 1970, rappresenta invece il fulcro del documentario di David Tryhorn e Ben Nicholas “Pelé: Il re del calcio”, uscito nel 2021 su Netflix.
Il docufilm “Diego Maradona” (2019) del regista premio Oscar Asif Kapadia coglie le differenti anime del Pibe de Oro attraverso un meticoloso lavoro di montaggio di filmati inediti, riguardanti soprattutto gli anni napoletani. Tra successi sul campo e eccessi nella vita privata, il film offre un’analisi dura e commovente dell’uomo (Diego) e del mito (Maradona).
Il calcio, il tifo, la vita
“Febbre a 90°” di David Evans (1997): basato sul bestseller di Nick Hornby “Fever Pitch”, vede Colin Firth nei panni di Paul Ashworth, un insegnante la cui vita, tra lavoro, amore e benessere mentale, è legata a doppio filo alle vicissitudini dell’Arsenal, squadra amatissima che lo ha accompagnato dall’infanzia, fino alla mitica stagione del 1988/1989.
“Jimmy Grimble” di John Hay (2000): Jimmy, quindicenne vittima di bullismo e tifoso sfegatato del Manchester City, è un talentuoso calciatore, gioca nella squadra della scuola, ma soffre di ansia da prestazione. Tutto cambia quando riceve in regalo un paio di scarpini da calcio vecchi e consumati, appartenuti a una vecchia gloria della sua squadra del cuore.
“Il mio amico Eric” di Ken Loach (2009): commedia dolce-amara firmata da un maestro del cinema sociale, racconta la storia di Eric Bishop, postino di Manchester in crisi esistenziale, che trova un mentore nell’allucinazione del suo idolo, il calciatore del Manchester United Éric Cantona, interprete di se stesso: amicizia, riscatto sociale e i migliori valori del calcio per un film sorprendente.
Donne e calcio: lo sport come mezzo di emancipazione
“Sognando Beckham” di Gurinder Chadha (2002): Jess (Parminder Nagra), giovane di origine indiana, sfida i pregiudizi della propria famiglia ultra-tradizionalista per inseguire il sogno di giocare a calcio, ispirandosi al suo mito, David Beckham, insieme all’amica Jules (Keira Knightley).Un vivace ritratto della multietnica periferia londinese, per questo piccolo cult che utilizza il calcio per parlare di stereotipi di genere e integrazione culturale.
“Offside” di Jafar Panahi (2006): girato clandestinamente in Iran, racconta l’emozionante epopea di un gruppo di ragazze che vestono abiti maschili e tentano di entrare allo stadio di Teheran per assistere alla partita di qualificazione ai Mondiali della Nazionale; impresa non da poco, dal momento che in Iran il regime vieta alle donne l’ingresso allo stadio. Un film potente, di grande valore civile.


































