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Rivoluzione rider: come cambierà il mondo dei lavoratori delle piattaforme di food delivery

I rider sono una categoria di lavoratori in grande crescita che ad oggi lavora ancora senza tutele ma la Commissione Ue ha proposto una serie di misure per migliorare le loro condizioni lavorative

di Erica Lucia Noli
10 Dicembre 2021
in Italia & Mondo, Lavoro, Sardegna
🕓 3 MINUTI DI LETTURA
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Rider Glovo. ? Mircea | Pixabay

? Mircea | Pixabay

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Sempre di corsa da una parte all’altra della città, con la bici o il motorino, sotto la pioggia, sotto il sole cocente o contro vento, perché questo è l’unico modo per guadagnare qualcosa in più. Per loro nessuna differenza tra weekend, giorni festivi, orari notturni o tutto ciò che un lavoratore dipendente ha, perché fanno parte della categoria dei lavoratori “autonomi”, nonostante non siano loro a concordare il compenso e neanche a decidere le condizioni di lavoro.

Si tratta dei cosiddetti “rider”, ragazzi giovani ma anche adulti sulla cinquantina che trasformano gli ordini di cibo che facciamo su internet in una consegna a domicilio. Ricordano un po’ i fattorini che ci hanno sempre portato le pizze ordinate per telefono ma la situazione è differente: un rider infatti non ha sempre lo stesso ristorante di riferimento ma va “dove lo porta l’ordine”. Il datore di lavoro non è dunque un esercizio commerciale in particolare, ma una piattaforma digitale di food delivery, cioè di consegna di cibo a domicilio. Alcuni nomi sono, ad esempio, Glovo, Deliveroo, Just Eat, Uber Eats: piattaforme che riescono a garantire consegne in tempi brevi grazie a un esercito di rider che lavora per loro. Per operare come rider è necessario avere un mezzo proprio, come una bicicletta o uno scooter, ed essere dotati di uno smartphone perché tutto è gestito tramite app. Ma qual è l’identikit del rider italiano? Secondo i dati raccolti dalla Fondazione Rodolfo De Bendetti, la maggior parte di questi lavoratori sono uomini (54%). Il 58% appartiene alla fascia d’età compresa tra i 30 e 49 anni e ben il 42% ha una formazione universitaria (laurea triennale, magistrale o master). Il 28% fa il rider per arrotondare come secondo lavoro, mentre il 26% perché mancano altre opportunità lavorative.

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Tante sono state negli ultimi anni le manifestazioni di protesta dei rider per i propri diritti e qualcosa finalmente sembra muoversi: la Commissione Ue ha presentato a Bruxelles le nuove regole a tutela dei lavoratori delle piattaforme digitali. Si tratta del “Pacchetto lavoro”, pensato da Nicolas Schmit, Commissario europeo per l’Occupazione, gli Affari Sociali e l’Integrazione. La proposta prevede una serie di criteri per determinare se una piattaforma può essere paragonata a un vero e proprio datore di lavoro e per stabilire il giusto statuto dei lavoratori, dando la possibilità a quelli non inquadrati correttamente di essere riconosciuti come dipendenti e poter beneficiare di tutti i diritti che derivano da tale riclassificazione, come il salario minimo (dove previsto), le ferie retribuite, gli orario di lavoro, la tutela della salute, un migliore accesso alla protezione contro gli infortuni sul lavoro, la disoccupazione e i contributi pensionistici. Secondo una prima valutazione della Commissione, con le nuove norme fino a 4,1 milioni di rider e lavoratori delle piattaforme digitali potrebbero veder cambiare il loro status da lavoratori autonomi a dipendenti. Valdis Dombrovskis, vicepresidente Ue, ha dichiarato: “I lavoratori delle piattaforme digitali devono avere lo stesso livello di tutele che hanno gli altri lavoratori se svolgono lavoro dipendente”.

  • Rider Uber Eats. ? Pixabay
  • Rider. ? Pixabay

Nella proposta della Commissione Ue è inclusa anche una sezione che riguarda l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per evitare che gli algoritmi possano mettere a rischio legittime condizioni di lavoro sia per i liberi professionisti che per i lavoratori dipendenti. È inoltre garantito il controllo umano sul rispetto delle condizioni di lavoro. Bruxelles mira anche a istituire obblighi di trasparenza alle piattaforme nei confronti delle autorità nazionali: le aziende dovranno mettere a disposizione i dati sulle loro attività e sul personale assunto. La proposta del pacchetto di misure – prima al mondo per questo settore – prima di essere attuabile dovrà però ottenere l’approvazione degli Stati membri e del Parlamento europeo, i tempi potrebbero quindi essere lunghi.

Questa novità arriva in un periodo in cui il numero delle persone che lavorano per le piattaforme digitali è in aumento. Negli stati membri dell’Unione Europea sono infatti 28 milioni i lavoratori delle piattaforme e il numero è in forte crescita. La situazione in Italia è molto simile, mentre nel 2018 i rider erano circa 995 mila, nel 2021 sono diventati 1,5 milioni.

Tags: DeliveroodeliveryfoodJust EatlavororiderUber Eats
Erica Lucia Noli

Erica Lucia Noli

Nasce nel 1992 a Cagliari, città che ama e in cui vive. Laureata in Comunicazione e laureanda magistrale in Giornalismo all'Università Sapienza di Roma, aspira a diventare giornalista da quando è poco più che bambina. Si definisce una curiosa e attenta esploratrice del mondo.

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📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
📷 Santa Maria Maggiore: ©️ales&ales
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  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️  🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
  • 🪨 Scolpita nella roccia di Capo Sant’Elia, la Grotta di San Bartolomeo racconta una pagina poco nota della preistoria cagliaritana.  Tra frane, scavi ottocenteschi e indizi sparsi nel terreno, qui sono emersi frammenti di vasi, punte di lancia, resti animali e tracce di antiche capanne: tasselli di una storia che va dal Neolitico all’età nuragica, passando per la misteriosa cultura di Monte Claro.  🌊 Accanto alla grotta, la Domus de Janas ancora visibile custodisce il silenzio di un passato in parte perduto, mentre gli archeologi cercano di ricostruire l’abitato che un tempo dialogava con il mare di Marina Piccola e il colle di Sant’Elia. 
Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.  La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
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  • ✨ La cattedrale di “Notre Dame de Paris” si prepara a illuminare anche il cielo della Sardegna. 
La celebre opera popolare moderna con musiche di Riccardo Cocciante, tratta dal romanzo di Victor Hugo, torna in Italia dal 26 febbraio 2026 con una nuova grande tournée che attraverserà il Paese fino al 6 gennaio 2027. 🇮🇹  🎭 Dopo oltre vent’anni di repliche e milioni di spettatori, lo spettacolo si conferma un classico contemporaneo capace di raccontare emarginazione, paura del diverso, desiderio d’amore e ricerca di giustizia attraverso musica, danza e teatro. 
Una combinazione di linguaggi che ha trasformato “Notre Dame de Paris” in un punto di riferimento della scena live internazionale. 🌍  🌊 Tra le tappe annunciate spicca una data che interessa da vicino il pubblico sardo: dal 6 all’8 agosto 2026 lo show arriverà all’Olbia Arena, portando sull’isola uno degli eventi più attesi della prossima stagione estiva. 
Dietro le quinte, la produzione firmata Clemente Zard e Vivo Concerti conferma l’ambizione di una tournée che ripercorre la storia di un titolo diventato simbolo del teatro musicale.  👉 L’approfondimento completo, con tutte le città della tournée e i dettagli sulla tappa di Olbia, continua su SHmag.it  📸 Attilio Cusani
  • 🌅🎤 Dopo il successo del tour europeo e l’annuncio della quarta edizione di “Tutti Per Uno”, Il Volo svela le nuove tappe del World Tour 2026-2027, prodotto da Friends & Partners. Tra le date attese c’è anche quella del 9 agosto 2026 ad Alghero, quando il trio si esibirà all’Alguer Summer Festival.  🎫 Le prevendite per il fanclub sono già aperte, mentre da domani i biglietti saranno disponibili su Ticketone.  🌎 Il nuovo anno porterà Il Volo oltreoceano: prima in America Latina, poi negli Stati Uniti, per un calendario di live che anticiperà i concerti estivi e la nuova edizione di “Tutti Per Uno”, in programma a settembre a Mantova.  Un viaggio musicale che abbraccia continenti, pubblico e tradizione, confermando l’energia di un trio ormai simbolo della musica italiana nel mondo. 🇮🇹💫  👉 Leggi l’articolo completo su SHmag.it per scoprire tutte le date e i dettagli del tour!
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