Sassari calcio Latte Dolce: gli spunti e la grinta del cursore di fascia Simone Ravot ancora a disposizione di mister Massimilinao Paba. Sassarese classe 1996, Inizia a giocare all’età di 6 anni proprio nel Latte Dolce. A 13 anni, dopo 7 annate in biancoceleste, nell’estate 2010 viene acquistato dalla Roma. Un paio di allenamenti con la prima squadra di Totti e De Rossi: esperienza straordinaria. Dopo due anni con i Giovanissimi e Allievi nazionali in sotto età, allenato da Vincenzo Montella, lascia la Capitale con nella memoria il ricordo di un gol pesantissimo nel derby contro la Lazio, vittoria fondamentale per le finali scudetto. Rientrato in Sardegna firma per il Cagliari, fa i conti con un bruttissimo infortunio che ha rischiato di compromettere la sua carriera, torna ad indossare la casacca biancoceleste, poi Olbia e Virtus Bergamo in D. L’estate scorsa rientra a casa, dove tutto era cominciato. Stagione positiva la scorsa per Ravot, che oggi si ritrova ancora in serie D a giocare per il “suo” Sassari calcio Latte Dolce. A Simone Ravot va il saluto della società, dello staff e dell’intera tifoseria biancoceleste. Buon lavoro!

 

Nuovo giro, nuova corsa per il Sassari calcio Latte Dolce. Tu ci sei ancora: un commento a riguardo? «Ebbene sì, ci sono ancora. Sono felice e orgoglioso di poter indossare per un altro anno la maglia del team per cui faccio il tifo. Per me è un onore giocare e sudare per la squadra della mia città. Il mio sogno, un giorno, è riuscire a diventare il capitano biancoceleste».

Cosa ti ha convinto a restare? «Mi hanno convinto a restare le persone, il mister che è allenatore preparato e conosce il calcio e la categoria, le ambizioni che ha la società, in generale la voglia di fare bene in un campionato così importante. Fondamentale è la serietà messa in campo dalla società: gli impegni presi sono stati mantenuti con tutti, un plauso alla professionalità dimostrata. Ho deciso di restare perché ho un debole per questa maglia e voglio togliermi qualche soddisfazione con questa società in questa categoria».

Il ricordo più bello dello scorso campionato? «Sicuramente la salvezza, conquistata con qualche giornata d’anticipo. È stata un’emozione forte, una soddisfazione incredibile. Abbiamo dimostrato alle persone che all’esterno non credevano in noi che potevamo farcela. E alla fine ce l’abbiamo fatta, dopo tanti sacrifici e tante battaglie sul campo».

Obiettivi della squadra? Obiettivi personali? «Saremo una squadra diversa da quella dell’anno scorso. Penso che potenzialmente saremo in grado di dare una scossa al nuovo campionato e parecchio fastidio a qualunque delle avversarie. Io personalmente posso promettere di mettere sempre cuore e testa in quel che faccio. Cuore e testa, quelle che alla fine ritengo essere le uniche cose che contano nel calcio. Spero di poter dare anche quest’anno il mio contributo alla squadra, non vedo l’ora che inizi il campionato, per confrontarci con il campo e metterci in gioco».

Grandi riconferme e importanti buoni arrivi? «Demartis e Cabeccia sono giocatori che sicuramente non hanno bisogno di presentazioni, elementi validissimi e affermati che possono giocare in pianta stabile nei professionisti. Sono grandi atleti, e grandi uomini, con i loro innesti questo Latte Dolce può fare qualcosa di bello. Serra è un giovane di cui ho sentito parlare molto bene, ci darà una mano anche lui. Come Milia del resto. E tutti gli altri. Insomma, lavoriamo sodo per prepararci al meglio, poi ci divertiremo».