Ritornano i viaggi della ferrovia turistica della Sardegna. Dopo il difficile periodo vissuto dal settore dei trasporti a causa del coronavirus e le incertezze sulla stagione turistica appena cominciata, da mercoledì 1° luglio lo storico Trenino Verde della linea ARST si prepara a scaldare i motori e a riprendere i suoi itinerari turistici a partire dal nord Sardegna.

Si ricomincia tutti i giorni, sia durante la settimana che nel weekend, con la trattache dal bellissimo mare di Palau, percorrendo paesaggi naturali incontaminati, condurrà fino alle suggestive montagne di Tempio-Pausania.

Da sabato 4 luglio sarà invece la volta della linea ferroviaria Arbatax-Mandas. Il Trenino Verde, con corse previste solo il fine settimana, attraverserà i binari che dalla stupenda Cala dei Genovesi di Arbatax percorrono i territori interni e a tratti montuosi di Tortolì, Elini, Lanusei, Arzana, Villagrande per poi terminare la sua corsa a Gairo Taquisara, proprio in prossimità dei villaggi ormai fantasma di Osini Vecchio e di Gairo Vecchio, abbandonati circa 70 anni fa a causa di una tremenda alluvione.

Mandas-Arbatax, Casa Cantoniera. Foto AdobeStock | endemico

È quindi cominciato ormai il conto alla rovescia, non senza difficoltà visto il periodo. Per garantire la massima sicurezza sono previste prenotazioni online o agli sportelli del Trenino Verde Point, l’utilizzo del gel igienizzante per le mani prima di salire a bordo e una capienza ridotta per assicurare il distanziamento sociale di almeno un metro per ogni passeggero.

Si tratta comunque di un’occasione unica per scoprire o riscoprire quella che da tanti è stata definita la ferrovia più bella del mondo. Un viaggio lungo, lento e indimenticabile, che permette di conoscere le zone più interne, sconosciute e sicuramente meno gettonate della Sardegna dal punto di vista turistico, luoghi unici e incantati, dove il tempo sembra quasi essersi fermato.

Una rete ferroviaria di 438 km, nata verso la fine dell’Ottocento, e celebrata nel 1921 dallo scrittore britannico David H. Lawrence con la frase “Prendiamo il trenino delle Secondarie, … ovunque esso vada”, tratta dal suo libro “Mare e Sardegna”. Nel 1984 fu denominata “Trenino Verde” proprio per i tanti chilometri di paesaggi naturali che attraversa, resi ancor più caratteristici grazie al restauro di linee ferroviarie secondarie, stazioni, locomotive a vapore e carrozze d’epoca, e ha finito poi col diventare la più lunga rete ferroviaria turistica d’Europa.

Foto AdobeStock | Fabrizio Zaia

Sono complessivamente cinque i percorsi presenti, tutti differenti e che rappresentano un’attrazione unica. Oltre le tratte di Palau-Tempio e Arbatax-Ghairo, ci sono anche quelle di Mandas-Sadali, Mandas-Laconi e Macomer-Bosa, cheattendono solo di essere ripristinate.

“L’intenzione della Regione è quella di riaprire nel più breve tempo possibile tutta la ferrovia a scartamento ridotto”, ha dichiarato pochi giorni fa ai microfoni di Videolina l’Assessore Regionale dei Trasporti, Giorgio Todde.

Ancora poco tempo dunque e sarà possibile osservare dal vivo quei paesaggi da cartolina che solo la Sardegna è in grado di regalare.