Si è concluso con il dibattito degli esperti e la presentazione del volume edito dalla Taphros Editore e realizzato dagli alunni ed i docenti delle scuole di Olbia, il progetto Bullismo e Cyberbullismo: conoscere per agire, educare per prevenire promosso dal Rotary Club di Olbia e portato avanti durante l’anno scolastico 2016/2017 appena conclusosi. Un tema scottante e di estrema attualità che è stato presentato ed analizzato dalle pedagogiste Cristina Manunza e Maria Antonietta Cossu, curatrici del progetto ed esperte del problema. Per mesi le dottoresse hanno interagito con i giovani studenti, gli insegnati ed il personale che lavora all’interno delle scuole, per prevenire e sensibilizzare sulla tematica del bullismo e cyberbullismo. I mesi di lavoro, che hanno visto la partecipazione a tavoli tecnici, incontri tematici e lezioni sulle linee guida da adottare per lottare contro un fenomeno sempre più preoccupante, hanno portato alla realizzazione di un volume stampato contenente pensieri, riflessioni e disegni dei ragazzi coinvolti nel progetto. “Ci siamo concentrate soprattutto sulla prevenzione, – ha spiegato la dottoressa Maria Antonietta Cossu, pedagogista e Presidentessa della Commissione Servizi Sociali Comune di Olbia – A livello educativo abbiamo ritenuto che fosse la cosa più importante. Dobbiamo educare i nostri giovani e gli studenti affinché questa piaga sociale venga in qualche modo debellata. Anche l’amministrazione comunale di Olbia da tempo si sta impegnando in questo senso attraverso numerosi progetti con le scuole”.

“Dobbiamo sconfiggere l’immagine sociale del bullo come soggetto vincente – ha spiegato la dottoressa Cristina Manunza, pedagogista clinica e curatrice del progetto – Abbiamo lavorato utilizzando anche stimoli filmici ed incontri formativi con i ragazzi, cercando di farli interagire tra di loro e con noi sul tema del bullismo che per prima cosa va capito e riconosciuto”. Un problema che purtroppo è fortemente presente anche ad Olbia. “L’emergenza c’è, anche nella nostra comunità, dove servono adulti forti che dedichino tempo ai nostri bambini, che li prendano per mano e li guidino”, ha affermato Fiorella Ricciardi, dirigente della Scuola Media “A. Diaz”. E di emergenza ha parlato anche il comandante del Reparto Territoriale dei Carabinieri di Olbia, Alberto Cicognani, affiancato dall’ispettore capo della Polizia Postale di Sassari, Maurizio Masia. Unanimi hanno sottolineato l’importanza dei genitori e degli insegnanti nella prevenzione del bullismo e del cyberbullismo: “L’appello che facciamo è quello di controllare i vostri figli, non spiarli ma vigilare su quello che fanno quando si trovano a navigare in rete”. Partendo dal controllo dei propri giovani si arriva ad individuare alcuni elementi che potrebbero aiutare a riconoscere forme di bullismo. “Sotto il profilo giuridico il bullismo, fino a pochi giorni fa, non era inquadrato come reato – ha spiegato l’avvocato Nicola Di Benedetto, intervenendo nel dibattito – Adesso è stata approvata una legge proprio sul cyberbullismo. Un grosso passo avanti che servirà a tutelare i nostri ragazzi, anche se sono i progetti di sensibilizzazione come questi portati avanti dal Rotary Club Olbia a svolgere la funzione più importante che è proprio quella della prevenzione”.

Il dibatto, al quale hanno preso parte anche una rappresentanza di studenti delle scuole coinvolte nel progetto, ha visto la presenza dell’assessore comunale ai Servizi Sociali, Simonetta Lai.