La destinazione di questo mese è meta di oltre tre milioni di turisti ogni anno. I suoi luoghi attirano uomini d’affari, viaggiatori e semplici turisti amanti del clima tropicale che, in effetti, qui è una piacevole costante con temperature quasi mai inferiori ai nostri 26°. Avete voglia di immergervi anche voi nelle immense distese verdi e azzurre dell’isola di Bali, nell’Indonesia del sud? Seguiteci.

La partenza. Con uno o due scali intermedi a seconda della compagnia aerea prescelta è possibile, dall’Italia, atterrare comodamente all’Aeroporto Internazionale Ngurah Rai di Bali. Se siete visitatori occasionali assicuratevi soltanto di avere con voi il visto turistico, valido per un mese al momento del rilascio da parte dell’ambasciata, e il passaporto con validità residua di almeno sei mesi.

Cosa vedere. L’aeroporto si trova nella parte meridionale dell’isola: a poca distanza, quindi, dalle spiagge più accoglienti e lussureggianti – e, proprio per questo, anche più mondane – che Bali può offrire. Nusa Dua ne è un ottimo esempio. Quest’area, il cui nome significa letteralmente “seconda isola”, racchiude tantissimi resort di lusso affacciati sul mare, attività ristorative e luoghi culturali che vi permetteranno di godere una vacanza spensierata in un mondo da sogno. Tra le cose da fare durante la vostra permanenza qui, segnaliamo l’assistere alle immancabili scalate dell’albero di cocco per la raccolta dei frutti ancora giovani (i più agili potranno cimentarsi direttamente nell’impresa); visitare il Pasifika Museum, non lontano dalla costa e ricco di opere realizzate da artisti provenienti da tutto il mondo; e ancora partecipare ai numerosi incontri guidati di Yoga e meditazione o alle distensive lezioni di danza e sedute di massaggi balinesi che le diverse strutture organizzano per i propri clienti. Tra tutte, ne segnaliamo due in particolare: il Puri Santrian Resort, più economico e immerso nella natura; e lo Sheraton Bali Kuta Resort, più esclusivo e comprensivo di una passeggiata sul lungomare con una ricca zona shopping.
Se però volete calarvi più a fondo nella realtà di Bali, e scoprire l’anima più genuina dell’isola come i veri viaggiatori del passato, il consiglio che possiamo darvi è quello di spostarvi verso nord, abbracciando così parte dell’entroterra e scoprendo un mondo fatto di spiritualità e lavoro nei campi, dove non sarà difficile attraversare risaie a terrazza come quelle di Jatiluwih, piantagioni di tè, tabacco e caucciù o incontrare esperti artigiani abilissimi nell’intagliare il legno e la pietra o nel tessere stoffe colorate, di cui il variopinto batik ne è l’esempio più conosciuto. Ancora, l’antico villaggio di Penglipuran, nel distretto di Bangli, rappresenta un vero tuffo nel passato con le sue case di legno allineate e immerse nel verde dove sembra di vivere fuori dal tempo. La spiritualità, dicevamo, è un altro aspetto molto sentito: una leggenda indù vuole che gli dei si siano stabiliti proprio a Bali dopo essere fuggiti dalla vicina isola di Giava. Anche per questo, se vi recate alle pendici del Monte Agung, il vulcano sacro ancora attivo, non potete non visitare l’importantissimo Tempio Madre di Besakih, scampato con la sua lunga scalinata alla colata di lava del 1963.
Nella località settentrionale di Singaraja, infine, potrete trovare in versione più appartata e intimistica rispetto al meridione, altre bellissime spiagge, montagne e corsi d’acqua che varranno, per l’isola di Bali, un piccolo posto nel vostro cuore.

Cosa mangiare. Essendo l’economia di Bali prevalentemente agricola e peschiera, va da sé che anche la cucina rifletta queste due vocazioni dell’isola. I piatti tipici sono perciò composti in larga parte da verdure e pesce, unitamente a spezie come curcuma e zenzero, ma anche coriandolo, aglio, peperoncino e pepe. E allora cosa si potrebbe ordinare? Un ottimo Ayam batutu, per esempio: del pollo alla griglia ripieno e servito con noce di cocco, tapioca e verdure assortite; magari insieme con una porzione di Bakmi goreng, che sono poi spaghetti sottili fritti insieme con la verdura. E ancora del Rujak, insalata tropicale con arachidi e chili, per un ideale primo/secondo/terzo che richiami i pasti ai quali siamo abituati. Se però volete osare, il piatto tipico locale è il Nasi goreng, del riso fritto accompagnato da carne, uova e gamberetti; il tutto annaffiato con della sana e gustosa acqua di cocco.